Donnie Wahlberg voleva davvero Boston Blue a Boston: “Avrei rinunciato a metà stipendio”

Donnie Wahlberg ha raccontato di aver offerto metà del suo stipendio pur di girare Boston Blue a Boston, ma i costi hanno spostato la produzione a Toronto.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Donnie Wahlberg era pronto a fare un sacrificio economico importante pur di rendere Boston Blue il più autentico possibile. L’attore, volto di Danny Reagan, ha raccontato di aver spinto con forza perché la serie venisse girata davvero a Boston, città a cui è legato personalmente. L’idea, però, si è scontrata con limiti produttivi e costi ritenuti troppo alti. Alla fine, gran parte delle riprese si è spostata in Canada, anche se l’ambientazione dello spin-off resta saldamente ancorata a Boston.

Boston Blue nasce come nuovo capitolo dell’universo di Blue Bloods

Boston Blue è lo spin-off di Blue Bloods e porta al centro della scena Danny Reagan, che lascia il dipartimento di polizia di New York per trasferirsi a Boston. Il cambiamento non è soltanto professionale, ma anche personale: il personaggio cerca infatti di ricostruire il rapporto con il figlio Sean, interpretato da Mika Amonsen.

Nel nuovo contesto, Danny si ritrova a collaborare con la detective Lena Silver, interpretata da Sonequa Martin-Green, e a entrare in contatto con una famiglia di Boston. La serie mantiene così un legame evidente con il mondo di Blue Bloods, ma prova anche ad allargare il proprio raggio d’azione con nuove dinamiche e nuovi equilibri.

A rafforzare il collegamento con la serie madre ci sono anche le apparizioni di alcuni personaggi già noti al pubblico, tra cui Erin Reagan, interpretata da Bridget Moynahan, Maria Baez, interpretata da Marisa Ramirez, e Henry Reagan, interpretato da Len Cariou.

Donnie Wahlberg aveva immaginato uno spin-off molto diverso

Con l’avvicinarsi della seconda stagione, Wahlberg si prepara a tornare in Canada per proseguire le riprese. Durante un intervento a Radio Andy, l’attore ha spiegato che la lavorazione della serie si divide tra Toronto e Boston, anche se la storia è ambientata esclusivamente nella città del Massachusetts.

Nel ricordare il momento in cui gli è stato proposto il progetto, Wahlberg ha ammesso di aver immaginato inizialmente uno spin-off ambientato in luoghi molto diversi, magari più caldi, come Los Angeles, Las Vegas o il Texas. L’ipotesi di Boston, però, lo ha convinto quasi subito.

Come ha raccontato lui stesso: “Quando mi hanno fatto l’offerta, ho pensato: ‘Questo è il sogno che si avvera’. Pensavo di fare uno spin-off a Los Angeles, Vegas o Texas, in un posto caldo. E invece: ‘Perché non Boston?’. E io: ‘Uh, sì’. Mi hanno convinto. Alla fine ho deciso: ‘Va bene, facciamolo a Boston’”.

Il riferimento alla città non era marginale. Per Wahlberg, infatti, ambientare la serie a Boston significava darle un’identità più forte e più coerente con il titolo stesso del progetto.

L’offerta clamorosa: rinunciare al 50% del compenso

L’aspetto più sorprendente del racconto riguarda però il tentativo concreto dell’attore di spingere la produzione verso Boston. Wahlberg ha spiegato di aver insistito molto perché la serie venisse girata davvero lì, ma di essersi scontrato con un ostacolo preciso: il budget.

A quel punto ha deciso di fare una proposta drastica, offrendo di rinunciare alla metà del proprio stipendio pur di rendere possibile la lavorazione in città. Una disponibilità che, almeno nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto aiutare la produzione a coprire parte dei costi.

Il tentativo, però, non è bastato. Secondo quanto gli è stato risposto, il problema economico era troppo grande per essere risolto anche con una rinuncia del genere. Wahlberg ha ricordato così quel momento: “Mi hanno detto: ‘Ma non possiamo permetterci di girare a Boston, quindi lo faremo a Toronto’. E io: ‘No, davvero’. Così ho risposto: ‘Ascoltate, sono disposto a rinunciare al 50% del mio stipendio se ci permettete di girare a Boston’. L’ho fatto. E mi hanno risposto: ‘Potresti rinunciare al 100%, così come il resto del cast, ma non possiamo fare questa serie a Boston’. È troppo costoso. Per lo più, le riprese si svolgono a Toronto”.

La conseguenza è stata chiara: Toronto è diventata la location principale della serie, pur dovendo rappresentare sullo schermo la città di Boston.

Perché girare a Boston resta così complicato

Essendo originario di Boston, Wahlberg conosce bene la città e ha riconosciuto che lavorarci non sarebbe stato semplice neppure dal punto di vista pratico. Ha spiegato infatti che il continuo flusso di turisti rende le riprese più difficili, anche per via delle tante attività che animano quotidianamente le strade.

Tra gli esempi citati ci sono i celebri duck boats, le iconiche imbarcazioni di legno che attraversano Boston e che attirano spesso l’attenzione di visitatori e curiosi. In un contesto del genere, per una produzione televisiva diventa più complicato gestire tempi, spazi e interazioni con il pubblico. A tutto questo si aggiunge anche un altro fattore personale: la presenza della sua famiglia in città, con il desiderio naturale di passare del tempo insieme a lui durante la lavorazione.

Nonostante queste difficoltà, il desiderio di girare davvero a Boston resta un elemento centrale nel modo in cui Wahlberg guarda alla serie. È un dettaglio che racconta bene quanto l’attore tenga all’identità del progetto e al legame tra la fiction e la città che le dà il nome.

Al momento non è stata ancora annunciata una data d’uscita ufficiale per la seconda stagione di Boston Blue, ma il ritorno della serie è previsto nella stagione televisiva 2026-2027.

Donnie Wahlberg voleva davvero Boston Blue a Boston: “Avrei rinunciato a metà stipendio”
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