Wonder Woman può arrivare nel DCU prima del previsto, e Supergirl sembra il ponte perfetto

Supergirl può offrire al DCU il contesto ideale per introdurre Wonder Woman, collegando Kara Zor-El al futuro della Principessa delle Amazzoni.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

L’ingresso di Wonder Woman nel nuovo DCU non è stato ancora mostrato in live-action, ma l’ipotesi che possa avvenire a breve appare sempre meno remota. Dopo l’avvio dell’universo condiviso con Creature Commandos e Superman, il prossimo tassello cinematografico sarà Supergirl, in arrivo il 26 giugno 2026. Ed è proprio questo film che, almeno sulla carta, potrebbe offrire il contesto più naturale per preparare il debutto di Diana Prince.

Il punto non è soltanto cronologico. DC Studios ha già chiarito che Wonder Woman resta una figura importante nei nuovi piani: James Gunn ha confermato che un film dedicato all’eroina è in scrittura, mentre Paradise Lost, la serie ambientata a Themyscira, è ancora in sviluppo avanzato. Questo significa che il personaggio non è affatto ai margini del progetto, anche se non ha ancora un volto ufficiale nel DCU.

Il DCU ha già mostrato come introdurre un eroe prima del vero debutto

Uno degli aspetti più interessanti del nuovo universo DC è la libertà con cui può muoversi tra animazione e live-action. Creature Commandos ha già suggerito questa strategia, offrendo fugaci apparizioni di personaggi molto più grandi del racconto principale. Batman è comparso brevemente, e la serie ha giocato anche con un’immagine di Wonder Woman in una visione che allargava subito la percezione del mondo narrativo. Non si trattava di presentazioni complete, ma di segnali chiari: il DCU può mostrare i suoi pezzi più importanti anche prima di dedicar loro uno spazio pieno.

Per questo motivo, l’idea che Wonder Woman possa affacciarsi in modo graduale non suona affatto forzata. Anzi, sembra coerente con il metodo adottato finora. Prima un indizio, poi una presenza più concreta, infine il vero debutto. È una costruzione che consente di dare profondità all’universo senza bruciare subito ogni carta.

Perché proprio Supergirl può essere il film giusto

Il film con Milly Alcock nasce da una base molto precisa. Pur essendo uscito nei piani iniziali come adattamento di Supergirl: Woman of Tomorrow, oggi il titolo ufficiale è semplicemente Supergirl. DC e Warner Bros. continuano però a collegarlo apertamente al fumetto di Tom King e Bilquis Evelly, che racconta una Kara Zor-El più dura, segnata da un passato molto più traumatico di quello di Clark Kent.

Ed è qui che il discorso diventa interessante. Kara è un personaggio che, per natura, può sentirsi sospeso fra mondi diversi: kryptoniana, ma cresciuta lontano da una vera normalità terrestre; potentissima, ma non sempre allineata con il modo in cui Superman vive il proprio ruolo. In una struttura del genere, Wonder Woman sarebbe una presenza quasi ideale. Diana è un’altra figura che porta con sé un’origine separata dal mondo degli uomini, ma che ha imparato a muoversi al suo interno mantenendo intatta la propria identità. Non servirebbe neppure un grande artificio narrativo per mettere in dialogo due personaggi simili in questo senso. La loro affinità, tematica prima ancora che fisica, esiste già.

Un incontro utile sia per Kara sia per il DCU

Se il DCU vuole davvero presentarsi come un universo già vivo, Supergirl è anche il luogo giusto per suggerire che altri eroi esistono da tempo e non aspettano soltanto il proprio film per entrare in scena. Dopo Superman e dopo i primi segnali disseminati in Creature Commandos, l’arrivo di Wonder Woman accanto a Kara permetterebbe di rafforzare subito questa idea di mondo condiviso.

Ci sarebbe anche un vantaggio narrativo non banale. Wonder Woman non servirebbe soltanto come cameo di lusso, ma potrebbe funzionare da specchio per Supergirl. Diana conosce il peso dell’essere diversa, il rapporto con una cultura d’origine forte e il passaggio verso un contesto umano che non sempre la comprende fino in fondo. Inserirla in un film su Kara significherebbe creare un legame credibile, e non una comparsa gratuita pensata solo per strappare applausi. In altre parole, sarebbe un’introduzione utile al personaggio e non soltanto rumorosa.

Il vero vantaggio: far entrare Diana in un mondo già avviato

Nel vecchio DCEU Wonder Woman è stata centrale, ma il tempo dedicato alle sue relazioni con gli altri grandi eroi DC è rimasto limitato. Il nuovo corso può correggere proprio questo aspetto. Se Diana dovesse affacciarsi già ora, entrerebbe in un contesto in cui Superman è attivo, Batman è stato almeno intravisto e Themyscira ha già due progetti collegati al personaggio tra film e serie. Sarebbe un esordio più organico, meno isolato, e forse anche più fedele a ciò che rende Wonder Woman così importante nei fumetti: il suo ruolo dentro la rete di rapporti dell’intero universo DC.

Per questo Supergirl sembra oggi la soluzione più elegante. Non perché il film debba per forza trasformarsi nel debutto di Wonder Woman, ma perché offre una finestra credibile per farla entrare in scena senza forzature. E in un DCU che sta ancora posizionando i suoi pilastri principali, introdurre Diana attraverso Kara potrebbe essere la scelta più intelligente di tutte.

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