Nel mondo delle speedrun di Elden Ring è stato appena scritto un nuovo capitolo. Il 21 aprile, il giocatore cinese N1ghtglow, riconoscibile anche per il suo avatar dedicato a Haru di Persona 5, ha firmato il nuovo record mondiale nella categoria Any% senza glitch. Il tempo finale è di 52 minuti e 12 secondi, appena quattro secondi meglio del primato precedente stabilito dal connazionale Okkotsu_Yuta. Un margine minimo, certo, ma sufficiente per confermare quanto la competizione ai vertici si sia fatta ormai serratissima.
Al di là del semplice cronometro, però, questa run ha attirato l’attenzione anche per un altro motivo. Non è solo una prova velocissima: è anche una dimostrazione di precisione, conoscenza del gioco e controllo assoluto delle meccaniche, tanto da trasformarsi in uno spettacolo che molti stanno riguardando più volte.
Una run costruita al millimetro
La versione della run caricata su YouTube, ripresa da bilibili, dura circa un’ora perché il conteggio effettivo si ferma durante le schermate di caricamento. Anche così, resta una sorta di masterclass su Elden Ring, in cui ogni deviazione, ogni colpo e ogni spostamento sembrano calcolati in anticipo.
Come accade in molte delle migliori speedrun del gioco, tutto parte da una corsa iniziale verso Death’s Poker, un’arma diventata centrale in questo tipo di percorso grazie alla sua capacità di accumulare gelo e abbattere i boss in tempi rapidissimi. È una scelta ormai consolidata nelle strategie più competitive, ma nella run di N1ghtglow colpisce soprattutto la fluidità con cui ogni passaggio viene eseguito.
Anche i momenti apparentemente più caotici finiscono per sembrare naturali. Il nemico che lascia cadere l’arma viene gestito con una sicurezza tale da far sembrare semplice una sequenza che, in realtà, richiede grande precisione. È uno di quegli episodi che spiegano bene perché le speedrun di Elden Ring continuino ad affascinare anche chi conosce già il percorso quasi a memoria.
Il momento più impressionante: il Draconic Sentinel
Tra tutte le sezioni della run, ce n’è una che ha colpito più delle altre e che molti spettatori continuano a recuperare. Si tratta della scorciatoia usata per superare il combattimento con il Draconic Sentinel all’esterno di Leyndell, una delle sequenze più spettacolari dell’intera prova.
Il dettaglio che rende la scena ancora più sorprendente è il contesto in cui arriva. Nella progressione della run, questo scontro viene affrontato prima di boss che normalmente molti giocatori incontrano molto prima, come Margit. È un esempio perfetto di come le speedrun di Elden Ring ribaltino completamente la logica della partita standard, riscrivendo l’ordine delle priorità in funzione del tempo.
Attorno ai 23 minuti, N1ghtglow riesce a eliminare questo mini-boss con un’esecuzione che ha qualcosa di quasi teatrale. Il Draconic Sentinel possiede un’animazione di stordimento particolare: invece di crollare del tutto, barcolla e si arresta. Se colpito in quel momento, tende a spostarsi goffamente nella direzione opposta rispetto all’attacco ricevuto. È proprio su questa caratteristica che la run costruisce uno dei suoi momenti più memorabili.
N1ghtglow attira il nemico vicino a un precipizio, lo manda in parata, gli gira rapidamente alle spalle e colpisce il retro della cavalcatura con un tempismo impeccabile. Il risultato è quasi surreale: il boss finisce per precipitare nel vuoto in modo tanto rapido quanto pulito. È una scena che ricorda davvero certo cinema di samurai, con il colpo che arriva in un lampo e le conseguenze che si vedono un attimo dopo.
Death’s Poker, gelo e gravità: la formula della run
L’intera prova ruota attorno a una combinazione molto precisa: Death’s Poker, gestione del danno da gelo e uso intelligente dell’ambiente, soprattutto quando entra in gioco la gravità. È una strategia che permette a N1ghtglow di ridurre al minimo i tempi degli scontri più complessi e di alleggerire anche incontri che, nella partita normale, vengono percepiti come muri veri e propri.
Un altro passaggio che ha attirato parecchi commenti è lo scontro con Maliketh, segnalato nella parte finale del video esteso. Qui N1ghtglow sfrutta un setup basato su frostfire e Death’s Poker per travolgere la prima fase del combattimento quasi appena inizia. La rapidità dell’esecuzione, unita alla sicurezza dei movimenti, restituisce la sensazione di una run in cui ogni errore potenziale è stato limato fino quasi a sparire.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più notevole. Vedere alcuni dei boss più temuti di Elden Ring ridotti in questo modo, tra status alterati e cadute nel vuoto, dà la misura di quanto il gioco possa ancora essere spinto oltre i suoi limiti da una comunità che continua a studiarlo in profondità.
Un record che conferma la vitalità di Elden Ring
Il nuovo primato di N1ghtglow non è soltanto una vittoria personale. È anche la conferma di quanto la scena competitiva legata a Elden Ring sia ancora vivissima. Battere un record di appena quattro secondi, in una categoria così ottimizzata, significa trovare margini minimi dove sembra non essercene più.
Ed è probabilmente questo uno dei motivi per cui il gioco continua a restare così presente tra gli appassionati. Non solo per il suo successo commerciale o per il fascino del mondo costruito da FromSoftware, ma anche perché continua a generare nuove imprese, nuove strategie e nuovi momenti destinati a circolare a lungo tra chi ama osservarne i limiti tecnici e creativi.
La run di N1ghtglow appartiene esattamente a questa categoria: non solo un record da registrare, ma una di quelle prove che finiscono per essere riguardate ancora e ancora.
Fonte: gamesradar.com







