Nel cinema e nelle serie tratte dai fumetti, il passaggio di attori tra Marvel e DC è ormai una consuetudine. La rivalità tra i due colossi resta fortissima sul piano creativo e commerciale, ma davanti alla macchina da presa i confini sono spesso molto più sfumati. Alcuni interpreti hanno costruito una parte importante della propria carriera attraversando entrambi gli universi, talvolta con ruoli molto diversi tra loro. Tra questi, Alfred Molina occupa un posto particolare: noto al grande pubblico per il suo legame con Marvel, nel tempo ha accumulato anche un numero sorprendente di interpretazioni in casa DC.
Da Marvel a DC: un percorso più comune di quanto sembri
Il rapporto tra DC e Marvel, almeno sul fronte del casting, è da anni più intrecciato di quanto si immagini. Michael Keaton ha iniziato con DC per poi approdare a Marvel. J.K. Simmons ha compiuto il percorso opposto, mentre Idris Elba è passato da un universo all’altro più volte. È un fenomeno che riguarda molti nomi di primo piano e che ha reso sempre meno rigida la separazione tra i due mondi.
Nella maggior parte dei casi, però, gli attori coinvolti finiscono per interpretare due o tre personaggi al massimo. Ryan Reynolds è uno degli esempi più citati: prima Hannibal King, poi Lanterna Verde e infine Deadpool. Altri interpreti hanno fatto ancora di più, come Chris Evans e Rosario Dawson, arrivando a vestire i panni di quattro personaggi diversi tra cinema e televisione. Alfred Molina, tuttavia, supera nettamente anche questi numeri.
Il volto di Dottor Octopus che ha trovato spazio anche nella DC
Per il pubblico Marvel, Molina resta soprattutto il dottor Otto Octavius, alias Dottor Octopus, in Spider-Man 2 di Sam Raimi e poi in Spider-Man: No Way Home. È il ruolo che più di ogni altro lo ha reso riconoscibile nell’immaginario dei cinecomic moderni. Eppure, parallelamente, l’attore ha costruito una presenza costante anche nell’universo DC, soprattutto nel settore dell’animazione.
Nel corso di oltre vent’anni ha infatti dato voce a nove personaggi distinti legati alla DC. Il conto sale addirittura a dieci se si considera anche Sexx Luthor, variante in chiave hair metal anni Ottanta di Lex Luthor apparsa negli speciali di Robot Chicken. È un risultato che lo colloca accanto a figure come Mark Hamill, altro interprete capace di muoversi con naturalezza tra Marvel e DC senza restare intrappolato in un solo ruolo iconico.
I personaggi DC interpretati da Alfred Molina
Il percorso di Molina nel mondo DC inizia nel 2002 con Justice League, dove presta la voce a Re Gustavo. Nel 2009 arriva poi Ares in Wonder Woman, ruolo molto diverso per tono e presenza scenica. Nello stesso anno partecipa a Robot Chicken: DC Comics Special, dove interpreta Lex Luthor, Firestorm, Mr. Banjo e Sexx Luthor, mostrando una notevole elasticità vocale.
La collaborazione con gli speciali di Robot Chicken prosegue anche nel 2014 e nel 2015, quando torna a doppiare Lex Luthor e Sexx Luthor. Nel 2017 entra poi nel cast di Justice League Dark come Destino, altro personaggio centrale nell’area più cupa e magica dell’universo DC. Nel 2020 presta invece la voce a Mr. Freeze e a Stew nella serie Harley Quinn, per poi arrivare nel 2022 a Jor-El in DC League of Super-Pets.
Colpisce soprattutto la varietà di questi ruoli. Ares e Re Gustavo condividono una funzione antagonista, ma restano figure lontanissime per tono e costruzione. Lo stesso vale per Destino, Lex Luthor e Mr. Freeze, che pur muovendosi nello stesso territorio dei villain hanno identità molto differenti. In questo, il lavoro di Molina emerge con chiarezza: ogni personaggio viene definito attraverso un timbro, un ritmo e un’intenzione riconoscibili, senza dare mai l’impressione di ascoltare una semplice variazione dello stesso modello.
Perché il suo Lex Luthor è diventato così importante
Tra tutte le sue interpretazioni DC, quella di Lex Luthor è probabilmente la più significativa. In un’intervista concessa a Topless Robot, Molina ha spiegato di aver potuto scegliere liberamente quale personaggio doppiare in Robot Chicken: DC Comics Special. La sua preferenza è andata subito a Lex Luthor, considerato da lui uno dei villain più rappresentativi dei fumetti. “Penso che sia perché è un cattivo così iconico”, ha raccontato, collegando questa scelta anche al desiderio di confrontarsi con una figura simbolo della DC dopo aver interpretato uno dei grandi avversari della Marvel.
La sua versione di Lex Luthor ha funzionato a tal punto da essere ripresa negli speciali successivi e anche nella serie principale. Il tratto distintivo della sua prova sta proprio nella distanza dalle incarnazioni più tradizionali del personaggio: Molina lo rende brillante, manipolatore e teatrale, con una vena melodrammatica che si adatta bene al tono satirico di Robot Chicken. In un’altra intervista, a IGN, l’attore ha sintetizzato il suo rapporto con il fumetto con una frase molto diretta: “Se sei un fan dei fumetti, come me, ti rendi conto che non ci sono limiti a quello che si può fare con loro”.
Una presenza destinata a continuare
Parlando con Vanity Fair del suo percorso nel live action, Molina ha ammesso di aver accolto con entusiasmo i ruoli supereroistici, pur avendo creduto a lungo di non essere il profilo adatto per quel tipo di produzioni. “Sono stato felice, ovviamente”, ha detto, spiegando anche che interpretare quel ruolo ha cambiato la sua carriera e lo ha portato davanti a un pubblico nuovo.
Da allora la sua presenza nei progetti tratti dai fumetti non si è più fermata, anche se spesso si è espressa più nell’animazione che nel cinema dal vivo. Il dato più interessante, però, resta un altro: Marvel e DC hanno continuato a richiamarlo nel tempo, segno di un impatto duraturo e di una versatilità che pochi interpreti possono vantare. Per questo il suo percorso resta singolare: tutti ricordano Dottor Octopus, ma il numero di personaggi DC a cui ha dato voce racconta una carriera molto più ampia e sorprendente.
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