Le ultime mosse di Matt Reeves hanno riacceso l’attenzione attorno a The Batman: Part II e, soprattutto, hanno alimentato nuove ipotesi sulla direzione del film. Il regista e co-sceneggiatore ha infatti utilizzato X per annunciare con una serie di GIF alcuni membri del cast destinati a tornare nel sequel, mentre il giorno successivo sono emerse conferme su altri attori che entreranno a far parte del franchise alternativo della DC.
Tra i nomi indicati figurano Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Charles Dance, Sebastian Koch e Brian Tyree Henry. Al tempo stesso, però, ha colpito l’assenza di alcuni personaggi considerati centrali nel primo film, come Zoë Kravitz, Paul Dano e Barry Keoghan. Ed è proprio questo dettaglio ad aver aperto il dibattito più interessante: il sequel sembra voler prendere una strada molto precisa, lasciando almeno per ora in secondo piano figure come Catwoman, l’Enigmista e soprattutto Joker.
Le assenze pesano quasi quanto i nuovi arrivi
Se da una parte i nuovi annunci hanno attirato curiosità, dall’altra sono proprio i nomi mancanti a suggerire la possibile direzione narrativa del film. L’assenza di Zoë Kravitz non appare particolarmente sorprendente, considerando l’uscita di scena di Selina Kyle/Catwoman alla fine di The Batman. Più discussa, invece, è la mancata presenza di Barry Keoghan, che nel primo film aveva lasciato intravedere la futura incarnazione del Joker.
È proprio qui che il discorso si fa più interessante. Dopo quel suggerimento finale, molti si aspettavano un maggiore approfondimento del personaggio nel secondo capitolo. Eppure tutto lascia pensare che Reeves abbia scelto di non percorrere subito quella strada. Una decisione che, almeno sulla carta, potrebbe rivelarsi vantaggiosa per l’equilibrio del film.
La pista più forte porta alla famiglia Dent
Le interpretazioni dei nuovi personaggi non sono ancora state confermate in modo definitivo, ma le indiscrezioni indicano Scarlett Johansson come possibile Gilda Dent, Sebastian Stan come Harvey Dent e Charles Dance nel ruolo di Christopher Dent. Se queste voci dovessero rivelarsi corrette, il quadro diventerebbe piuttosto chiaro: The Batman: Part II potrebbe ruotare in larga parte attorno alla famiglia Dent.
Una scelta del genere aprirebbe a una trama più cupa, intima e psicologicamente pesante, perfettamente in linea con il tono del primo film. Inoltre, il coinvolgimento dei Dent potrebbe intrecciarsi con quello dei Wayne e, forse, anche con la Corte dei Gufi, anche se quest’ultima ipotesi richiederebbe un lavoro più ampio di costruzione narrativa.
In ogni caso, anche senza introdurre subito la Corte dei Gufi, il nucleo familiare dei Dent offrirebbe già materiale sufficiente per sostenere un film intero. Harvey Dent, in particolare, è un personaggio che consente di esplorare temi molto più profondi di un semplice scontro tra eroe e villain. Un eventuale richiamo a suggestioni vicine a Batman: Il lungo Halloween renderebbe ancora più evidente questa direzione, soprattutto se il sequel decidesse di affrontare anche gli aspetti più traumatici della sua storia personale.
Perché lasciare fuori Joker potrebbe essere la scelta giusta
In un contesto del genere, lo spazio per Joker diventerebbe inevitabilmente ridotto. E forse è proprio questo il punto. Inserire un personaggio così ingombrante in una storia già ricca di tensioni familiari, oscurità urbana e nuovi snodi criminali rischierebbe di spostare troppo l’attenzione, fino a sbilanciare l’intero racconto.
La saga di Reeves, almeno finora, ha funzionato anche perché ha cercato di costruire un mondo coerente, sporco, opprimente e credibile, dove ogni presenza ha un peso specifico. In questo scenario, il Joker finirebbe quasi per imporsi da solo come centro magnetico della narrazione, togliendo spazio ad altri antagonisti e ad altre linee narrative che potrebbero invece dare maggiore personalità al sequel.
L’universo di Reeves non ha bisogno di inseguire il villain più famoso
Già The Batman aveva messo moltissimo sul tavolo: la scia di omicidi e indovinelli dell’Enigmista, la cospirazione che coinvolgeva la famiglia Wayne, il conflitto tra Carmine Falcone e Selina Kyle, oltre all’introduzione di Oz Cobb/Pinguino, poi diventato protagonista della sua serie. In un film già così denso, il cameo del Joker era sembrato a molti più una suggestione che una vera necessità narrativa.
Continuare a puntare subito su di lui nel secondo capitolo rischierebbe di rafforzare una tendenza ormai molto evidente in tanti adattamenti di Batman: la difficoltà di allontanarsi dal villain più celebre. Eppure la galleria dei nemici del personaggio offre molte alternative affascinanti. Nomi come Hugo Strange, Hush o Professor Pyg potrebbero adattarsi molto bene all’estetica disturbante e quasi thriller costruita da Reeves.
Questo non significa che Barry Keoghan sia definitivamente fuori dai giochi. È sempre possibile che il suo ritorno venga tenuto nascosto o rimandato a un capitolo successivo. Del resto, anche in passato il suo coinvolgimento era stato inizialmente schermato da informazioni incomplete. Tuttavia, se davvero The Batman: Part II sceglierà di concentrarsi sulla famiglia Dent e su una trama più cupa e personale, tenere Joker in disparte potrebbe essere il modo migliore per dare al film una fisionomia più forte e meno prevedibile.
The Batman: Part II è atteso nelle sale il 1° ottobre 2027, e già da ora sembra voler chiarire una cosa: per costruire un sequel più oscuro e ambizioso, forse non serve necessariamente tornare sempre agli stessi volti.
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