The Mandalorian and Grogu parte bene al botteghino globale, ma il vero test arriverà nelle prossime settimane

The Mandalorian and Grogu apre bene al box office mondiale, ma il risultato iniziale non basta ancora a garantire una corsa paragonabile ai maggiori successi di Star Wars.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Il ritorno di Star Wars al cinema sembra essere iniziato con un segnale incoraggiante. The Mandalorian and Grogu, uscito nelle sale il 22 maggio (il 20 in Italia), riporta infatti il franchise sul grande schermo per la prima volta dal 2019, anno di Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Il film prosegue la storia vista nella serie The Mandalorian e punta ad aprire una nuova fase per la saga cinematografica, in vista anche dell’arrivo di Star Wars: Starfighter nel 2027 e di altri progetti già in sviluppo. In questo quadro, il debutto al botteghino ha un peso molto più ampio di quello di una semplice uscita stagionale.

Diretto da Jon Favreau, il film riporta al centro Pedro Pascal nel ruolo di Din Djarin, con un cast che comprende anche Jeremy Allen White, Martin Scorsese e Sigourney Weaver. L’operazione non ha solo il compito di proseguire una delle storie più apprezzate dell’era Disney+, ma anche quello di misurare quanto il marchio Star Wars riesca ancora a imporsi in sala dopo anni di assenza dal circuito cinematografico principale.

Un esordio mondiale da 165 milioni di dollari

Le stime diffuse da Variety indicano che The Mandalorian and Grogu avrebbe chiuso il suo weekend d’esordio di quattro giorni con 165 milioni di dollari a livello globale. Di questa cifra, 102 milioni arriverebbero dal mercato domestico statunitense, sfruttando anche il traino del weekend del Memorial Day, mentre altri 63 milioni proverrebbero dai mercati internazionali.

Si tratta di un risultato che consente al film di inserirsi subito tra gli incassi più rilevanti dell’anno. Il dato gli permette infatti di superare i 152,9 milioni di dollari raccolti da Dhurandhar: The Revenge, posizionandolo immediatamente nella parte alta della classifica mondiale del 2026. Per un titolo che segna il ritorno del marchio Star Wars al cinema, è un avvio solido, soprattutto se letto in rapporto alle aspettative e al profilo produttivo del progetto.

Un budget più contenuto rende il risultato ancora più significativo

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il costo del film. Il budget stimato di The Mandalorian and Grogu è infatti di 165 milioni di dollari, una cifra relativamente contenuta per gli standard recenti del franchise. Questo lo rende il film di Star Wars meno costoso dai tempi precedenti al rilancio della saga avviato nel 2015.

In termini puramente numerici, questo significa che il film dovrebbe riuscire a coprire il proprio budget produttivo già all’inizio di questa settimana. Naturalmente, il dato non equivale ancora a un profitto vero e proprio, perché per diventare redditizio al cinema un blockbuster deve superare di molto il proprio costo iniziale, tra spese di distribuzione, marketing e quota destinata alle sale. In questo caso, il punto di pareggio viene collocato tra i 500 e i 600 milioni di dollari complessivi.

Proprio per questo, l’avvio positivo viene letto come un segnale importante: non garantisce il successo finale, ma suggerisce che il film abbia abbastanza slancio da poter inseguire quel traguardo nel corso della sua permanenza nelle sale.

Il miliardo resta lontano, e anche i 600 milioni non cambierebbero la gerarchia della saga

Allo stesso tempo, il debutto non sembra indicare una corsa verso cifre eccezionali. Il risultato ottenuto negli Stati Uniti viene descritto come uno dei più bassi dell’intera saga cinematografica di Star Wars, se si esclude lo spin-off animato Star Wars: The Clone Wars del 2008. È un dettaglio che pesa, perché limita le prospettive di crescita del film nelle settimane successive.

Per questo motivo, anche se The Mandalorian and Grogu dovesse superare i 600 milioni di dollari a livello mondiale, difficilmente andrebbe molto oltre. Una traiettoria di questo tipo lo terrebbe lontano dal miliardo raggiunto da gran parte dei capitoli più forti della saga degli Skywalker. Resterebbe comunque un risultato sufficiente a evitare l’etichetta di flop, ma non abbastanza alto da collocarlo tra i titoli più dominanti del brand sul piano commerciale.

Anzi, persino con un totale globale attorno ai 600 milioni, il film rimarrebbe nella fascia più bassa della classifica storica del franchise, soprattutto se confrontato con i capitoli più redditizi degli ultimi anni.

Merchandising e sfruttamento successivo possono fare la differenza

Il quadro economico del film, però, non si esaurisce con il botteghino. Anche in presenza di un risultato finale inferiore alle uscite maggiori di Star Wars, The Mandalorian and Grogu può contare su altre fonti di ricavo molto rilevanti. Il personaggio di Grogu, in particolare, continua a essere una macchina commerciale potentissima, e il merchandising potrebbe compensare buona parte dell’eventuale margine ridotto registrato nelle sale.

A questo si aggiungono gli incassi futuri legati al video on demand, allo streaming e alle edizioni home video, tutti elementi che contribuiscono a rafforzare il rendimento complessivo del progetto. C’è anche un dato curioso che riguarda Pedro Pascal: se il film dovesse arrivare anche “solo” a 500 milioni di dollari, diventerebbe il primo titolo della sua carriera a toccare quella soglia. Finora, il suo maggiore successo al botteghino è stato Il gladiatore II di Ridley Scott, fermatosi a 462,2 milioni a livello mondiale.

Il vero peso del debutto ricade ora sui prossimi film di Star Wars

Nel complesso, The Mandalorian and Grogu non sembra destinato a trasformarsi in un fallimento commerciale. Il budget più contenuto riduce infatti il rischio e rende il film molto meno esposto rispetto ad altri blockbuster recenti. Tuttavia, un’accoglienza commerciale solo discreta, soprattutto per gli standard di Star Wars, sposta inevitabilmente l’attenzione sul prossimo grande appuntamento cinematografico della saga.

Toccherà infatti a Star Wars: Starfighter, previsto per maggio 2027, dimostrare se il franchise abbia ancora la forza di imporsi con continuità al botteghino globale. Un risultato simile o inferiore potrebbe aumentare la pressione sui progetti futuri, tra cui Dawn of the Jedi di James Mangold e il film di Dave Filoni ambientato nella Nuova Repubblica. In altre parole, il buon avvio di The Mandalorian and Grogu è un primo passo utile, ma non basta ancora per dissipare del tutto i dubbi sul futuro cinematografico di Star Wars.

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