The Boroughs, i creatori anticipano i misteri chiave destinati a pesare sulle prossime stagioni

I creatori di The Boroughs hanno indicato i tre grandi misteri destinati a guidare le prossime stagioni: Sam, l’albero della grotta e la vera natura di Madre.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Il finale della prima stagione di The Boroughs chiude diversi fili narrativi, ma lascia sul tavolo alcune domande decisive per il futuro della serie. La nuova produzione fantascientifica di Netflix, guidata da Jeffrey Addiss e Will Matthews con i fratelli Duffer tra i produttori esecutivi, sembra costruita proprio attorno a un impianto più ampio, destinato a svilupparsi nel corso di più stagioni. E il finale, invece di tirare una linea netta, apre nuovi scenari.

Tra i dettagli che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è il momento in cui il riflesso di Sam Cooper, interpretato da Alfred Molina, appare improvvisamente alterato nello specchio del bagno. È un’immagine breve, ma abbastanza forte da trasformarsi subito in uno degli elementi più discussi dell’episodio conclusivo. Non si tratta, a quanto pare, di un semplice effetto suggestivo: quella scena è stata pensata come un indizio preciso su ciò che la serie vuole raccontare più avanti.

Il riflesso di Sam non è un dettaglio casuale

Parlando del finale con Tudum, Addiss ha chiarito che l’anomalia nello specchio rappresenta una traccia concreta della direzione che la serie spera di prendere in futuro. L’idea, nelle intenzioni degli autori, era anche quella di inserire un elemento capace di incuriosire il pubblico senza esaurirne subito il significato.

Questo rende la scena centrale non solo per il suo impatto visivo, ma anche perché suggerisce che qualcosa, nel rapporto tra Sam e ciò che è accaduto, non si sia davvero concluso. L’impressione è che il personaggio sia rimasto in qualche modo collegato a una presenza o a una forza che continua a manifestarsi, anche dopo gli eventi del finale.

L’albero nella Grotta delle Meraviglie resta uno dei nodi più importanti

Un secondo mistero destinato a tornare riguarda l’albero nella Grotta delle Meraviglie. Matthews ha spiegato che gli autori avevano inizialmente scritto una scena pensata per chiarirne le origini, ma hanno poi scelto di non girarla. La decisione non è stata casuale: la spiegazione è stata rinviata perché legata a un quadro molto più ampio.

In altre parole, l’albero non è un semplice elemento bizzarro dell’ambientazione. La sua presenza nello stesso luogo in cui si concentra una parte essenziale della mitologia della serie suggerisce che abbia una funzione narrativa più profonda. Il fatto che gli showrunner abbiano deciso di trattenere volutamente quella risposta indica che il tema verrà affrontato più avanti, e con un peso probabilmente molto maggiore.

Il grande enigma di Madre è pensato per durare più stagioni

Il terzo mistero, forse il più importante, riguarda la vera natura di Madre, interpretata da Nancy Daly. In un’intervista a Entertainment Weekly, Addiss ha spiegato che gli autori sanno perfettamente cosa sia il personaggio, ma che la risposta è parte di un arco pensato per svilupparsi nel corso di più stagioni.

È un’indicazione significativa, perché suggerisce che Madre non sia soltanto una minaccia del presente o una creatura da decifrare nell’immediato. Al contrario, sembra essere il centro stesso dell’impianto narrativo, il punto da cui si irradiano molte delle questioni ancora aperte. Gli autori, insomma, non hanno lasciato il mistero nel vago per mancanza di spiegazioni: hanno scelto di proteggerlo perché considerato essenziale per il futuro della serie.

Il finale suggerisce che Madre possa non essere davvero scomparsa

Nel finale, Madre raggiunge la Grotta delle Meraviglie e apparentemente esplode, distruggendo se stessa e i suoi figli, oltre a uccidere Blaine Shaw, interpretato da Seth Numrich. Eppure, proprio l’alterazione del riflesso di Sam lascia intuire che la sua presenza possa non essersi esaurita del tutto.

Addiss ha spiegato che il glitch è collegato a un segnale emesso da Madre, una sorta di SOS percepito da chi è sensibile a quel richiamo. È qui che la serie lega il proprio immaginario visivo all’idea della trasmissione: vecchi televisori, interferenze, segnali nell’aria. Tutto fa pensare che Madre comunichi in un modo che non dipende soltanto dalla sua presenza fisica.

Se questo schema vale anche per Sam, allora il finale apre una possibilità precisa: Madre potrebbe non essere morta davvero, oppure una parte di lei potrebbe essere rimasta in lui. Non viene affermato in modo esplicito, ma la direzione sembra quella.

L’uovo, il sangue e il legame con l’albero

La stagione rivela che Blaine, in precedenza noto come Marcus Shaw, trovò nel 1949 un uovo all’interno della Grotta delle Meraviglie, dal quale Madre sarebbe poi emersa. Da quel momento, la serie definisce diversi aspetti della creatura: il suo sangue è in grado di mantenere gli esseri umani temporaneamente giovani e sani; il consumo di liquido cerebrale umano le consente di assumere un aspetto parzialmente umano; inoltre non percepisce il tempo in modo lineare ed è capace di guarire ferite mortali, come accade con Judy Daniels, interpretata da Alfre Woodard.

Tutti questi elementi fanno pensare che ciò che il pubblico ha visto finora rappresenti solo una parte della sua vera natura. La battuta pronunciata da Sam, “Non hai idea di cosa sia Madre, di cosa sia capace”, va proprio in questa direzione. È una frase che amplia il mistero invece di chiuderlo.

A questo punto, il collegamento con l’albero della grotta diventa quasi inevitabile. Il fatto che Art Daniels, interpretato da Clarke Peters, mangi una pesca proveniente da quell’albero e ne ricavi un effetto di ringiovanimento molto simile a quello prodotto dal sangue di Madre suggerisce una connessione profonda tra i due elementi. Potrebbero appartenere alla stessa origine, oppure essere manifestazioni diverse della stessa forza.

Un futuro che appare già impostato

Anche se la seconda stagione non è ancora stata ufficialmente confermata, gli autori hanno chiarito che questi tre misteri non sono stati lasciati volutamente irrisolti per creare ambiguità fine a se stessa. Al contrario, fanno parte di una costruzione precisa e destinata a proseguire. Il riflesso alterato di Sam, l’enigma dell’albero e l’identità reale di Madre rappresentano quindi la vera impalcatura del racconto futuro.

È proprio qui che The Boroughs sembra giocarsi la sua ambizione più evidente: non limitarsi a chiudere una prima stagione efficace, ma preparare una mitologia più vasta, con risposte rimandate perché pensate per pesare davvero negli sviluppi successivi.

Tutti gli episodi della prima stagione di The Boroughs sono disponibili su Netflix.

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