The Witcher 4, niente grandi espansioni? CD Projekt Red frena le aspettative

CD Projekt Red frena sulle espansioni di The Witcher 4: la nuova trilogia punta a tre giochi in sei anni, senza grandi DLC.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
The Witcher 4, niente grandi espansioni? CD Projekt Red frena le aspettative

CD Projekt Red guarda già oltre The Witcher 4, ma il piano per la nuova saga sembra lasciare poco spazio a espansioni di grandi dimensioni. Lo studio punta infatti a pubblicare tre nuovi giochi di The Witcher nell’arco di sei anni, un obiettivo molto ambizioso per una trilogia di RPG complessi e ricchi di contenuti.

Proprio questa tabella di marcia potrebbe rendere difficile lo sviluppo di contenuti aggiuntivi paragonabili a Blood and Wine, una delle espansioni più apprezzate di The Witcher 3: Wild Hunt. Il messaggio arrivato da CD Projekt Red è prudente: al momento, l’idea di affiancare grandi DLC alla nuova trilogia non sembra una priorità realistica.

CD Projekt Red punta su tre giochi in sei anni

Durante l’ultima teleconferenza finanziaria della società, il co-CEO di CD Projekt Red, Michał Nowakowski, ha risposto a una domanda sul possibile sviluppo di espansioni per la nuova saga di The Witcher. Il tema è delicato, perché la produzione di tre RPG di grandi dimensioni in un periodo relativamente breve richiede già un impegno notevole.

Alla domanda sulla possibilità di trovare spazio per espansioni all’interno di un piano così serrato, Nowakowski ha mostrato una certa cautela. “Come avete menzionato nella domanda, i piani sono piuttosto ambiziosi”, ha spiegato. “Nello specifico, prevedono il rilascio di tre giochi di The Witcher nell’arco di sei anni. Sarebbe difficile, per essere molto onesti, aggiungere un’espansione alla trilogia imminente. Questa è la nostra attuale posizione su questo specifico argomento”.

La risposta non equivale a una chiusura definitiva, ma indica chiaramente l’orientamento attuale dello studio. La priorità sembra essere la nuova trilogia, più che la creazione di contenuti extra corposi per ogni singolo capitolo.

Il confronto inevitabile con The Witcher 3

Il paragone con The Witcher 3: Wild Hunt è inevitabile. Il gioco, pubblicato nel maggio 2015, ha ricevuto diversi contenuti aggiuntivi minori, oltre a due espansioni principali: Hearts of Stone, arrivata nell’ottobre 2015, e Blood and Wine, uscita nel maggio 2016.

Entrambe hanno contribuito a rafforzare la reputazione del titolo, ma Blood and Wine in particolare è rimasta impressa nella memoria dei giocatori. L’espansione ha offerto nuove missioni, una lunga avventura autonoma e momenti che molti fan considerano tra i più alti dell’intera serie.

Per questo motivo, l’idea che The Witcher 4 e i suoi successori possano non ricevere contenuti aggiuntivi di pari portata può risultare deludente. La saga ha costruito parte della sua longevità anche attraverso espansioni capaci di ampliare il mondo narrativo senza limitarsi a semplici aggiunte marginali.

Songs of the Past e il futuro dei contenuti aggiuntivi

Nel corso della stessa chiamata, CD Projekt Red ha suggerito che Songs of the Past, previsto per il 2027, avrà una portata simile a quella di Blood and Wine. Questo dettaglio rende ancora più interessante la posizione dello studio sulla nuova trilogia: da una parte c’è ancora attenzione per contenuti espansivi importanti, dall’altra la pianificazione dei prossimi capitoli sembra imporre scelte più rigide.

La strategia potrebbe quindi cambiare sensibilmente rispetto al passato. Invece di affiancare un grande gioco a una serie di espansioni successive, CD Projekt Red potrebbe concentrare risorse e tempi di sviluppo sulla pubblicazione ravvicinata dei tre capitoli principali.

È un approccio comprensibile, soprattutto considerando la complessità produttiva degli RPG moderni. Tuttavia, resta da capire se il pubblico preferirà ricevere nuovi giochi completi a distanza di pochi anni oppure espansioni più profonde capaci di prolungare la vita di ogni singolo titolo.

Un piano ambizioso, ma non semplice da rispettare

L’obiettivo dei sei anni è sicuramente ambizioso. Lo sviluppo videoludico raramente procede senza imprevisti, soprattutto quando si parla di produzioni vaste, tecnicamente complesse e molto attese. Per questo, la scelta di non promettere espansioni importanti appare anche come un modo per evitare aspettative difficili da gestire.

Se CD Projekt Red riuscirà davvero a mantenere questo ritmo, i fan di The Witcher potrebbero ritrovarsi con una nuova trilogia in tempi relativamente contenuti. In quel caso, l’assenza di grandi DLC potrebbe pesare meno, perché verrebbe compensata dall’arrivo regolare di nuovi capitoli principali.

Resta comunque una domanda aperta: la nuova saga riuscirà a offrire la stessa ricchezza narrativa che ha reso memorabile The Witcher 3: Wild Hunt e le sue espansioni? Al momento, la risposta dipenderà soprattutto dalla capacità dello studio di bilanciare ambizione, qualità e tempi di sviluppo.

CD Projekt Red ha inoltre anticipato che altri progetti non annunciati si trovano in fasi avanzate di sviluppo e potrebbero arrivare già quest’anno. Per il futuro di The Witcher, dunque, la direzione sembra chiara: meno promesse sui DLC, più attenzione alla costruzione della prossima grande saga.

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