Star Wars su Disney+ non è più imbattibile: Lucasfilm davanti al nodo degli ascolti

Gli ascolti di Star Wars su Disney+ mostrano segnali contrastanti: Maul - Shadow Lord convince, ma Lucasfilm deve affrontare un calo più ampio.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Lucasfilm sta attraversando una fase delicata nella gestione televisiva di Star Wars. Dopo il grande rilancio su Disney+ iniziato con The Mandalorian, il franchise ha continuato a espandersi tra serie live-action e animate, ma i dati di visione mostrano un andamento meno lineare di quanto la forza del marchio potrebbe far pensare.

Il successo di Star Wars: Maul – Shadow Lord ha offerto a Lucasfilm un’occasione importante per tornare a comunicare risultati positivi. La serie animata ha debuttato con ottimi segnali: un punteggio perfetto su Rotten Tomatoes al momento dell’annuncio, 4,1 milioni di visualizzazioni globali nella prima settimana su Disney+ e il primo posto tra le serie più popolari negli Stati Uniti. Sono numeri significativi, ma raccontano solo una parte del quadro.

Il successo di Maul – Shadow Lord non cancella il problema degli ascolti

Star Wars su Disney+ non è più imbattibile: Lucasfilm davanti al nodo degli ascolti

Maul – Shadow Lord rappresenta senza dubbio una vittoria per il lato animato di Star Wars. Il personaggio di Maul resta tra i più amati della saga, e la serie ha intercettato un pubblico affezionato alle produzioni animate nate sulla scia di The Clone Wars e Star Wars Rebels.

Il punto, però, riguarda il contesto più ampio. Lucasfilm ha sottolineato i risultati positivi della nuova serie, ma un confronto con i dati degli anni precedenti rende la situazione più sfumata. La televisione di Star Wars su Disney+ ha avuto un inizio esplosivo, poi ha iniziato a mostrare segnali di calo, soprattutto quando si guarda alle serie live-action successive a The Mandalorian.

I dati Nielsen, pur basati sui minuti visti e quindi influenzati anche dalla durata degli episodi, aiutano a leggere questa tendenza. Non sono una fotografia perfetta del pubblico reale, ma restano uno degli indicatori più usati per misurare il rendimento delle serie in streaming negli Stati Uniti.

Il picco di The Mandalorian

Nel 2019, The Mandalorian ha trasformato Disney+ in una piattaforma immediatamente competitiva. La serie con Din Djarin e Grogu è diventata il titolo simbolo del servizio, anche grazie all’impatto culturale di quello che il pubblico aveva inizialmente ribattezzato “Baby Yoda”.

La seconda stagione ha rappresentato il momento più forte dello show. La settimana del finale, con il ritorno di Luke Skywalker interpretato da Mark Hamill, The Mandalorian ha raggiunto 1,336 miliardi di minuti visti negli Stati Uniti secondo Nielsen, superando persino The Office nella classifica streaming di quella settimana.

La terza stagione, pur restando molto seguita, non ha replicato lo stesso livello. La première ha registrato 823 milioni di minuti visti, mentre il finale è arrivato a 1,012 miliardi, con un calo rispetto al picco della stagione precedente.

Le serie successive hanno faticato di più

Dopo The Mandalorian, diverse produzioni live-action hanno provato ad allargare il pubblico di Star Wars, ma con risultati discontinui. Obi-Wan Kenobi ha avuto un debutto forte, sostenuto dal ritorno di Ewan McGregor e Hayden Christensen, ma ha perso slancio nel corso degli episodi.

The Acolyte ha ottenuto attenzione al lancio, anche grazie alla curiosità per un’epoca diversa della saga, ma è diventata rapidamente uno dei progetti più divisivi degli ultimi anni. Skeleton Crew, invece, ha registrato una partenza debole rispetto agli standard del franchise, segnalando una difficoltà più ampia nel trasformare ogni nuova serie in un evento.

In questo scenario, Andor resta un caso particolare. La serie con Diego Luna non ha mai puntato sul fan service più immediato, ma ha costruito un pubblico solido grazie al tono adulto, politico e narrativamente più compatto. La seconda stagione ha raggiunto 721 milioni di minuti nella settimana di debutto e 931 milioni nella settimana del finale, diventando il miglior risultato settimanale della serie.

Il grande limite della strategia Disney+

Il problema non è la qualità di ogni singola produzione, ma la quantità e la direzione complessiva. Per l’animazione, la serialità resta un territorio naturale: i fan di lunga data sono abituati a seguire storie più estese, personaggi secondari e archi narrativi costruiti nel tempo.

Il live-action, invece, ha avuto un percorso più irregolare. The Book of Boba Fett, Obi-Wan Kenobi, Ahsoka, The Acolyte e la terza stagione di The Mandalorian hanno alimentato discussioni molto diverse, spesso con un divario evidente tra aspettative, ricezione critica e risposta del pubblico.

Dopo Star Wars: L’ascesa di Skywalker, uscito nel 2019, Lucasfilm ha concentrato gran parte della narrazione del franchise su Disney+. Questa scelta ha mantenuto viva la saga, ma ha anche ridotto il senso di evento che per decenni aveva accompagnato Star Wars al cinema.

Il ritorno al cinema non è stato semplice

The Mandalorian and Grogu ha riportato Star Wars sul grande schermo dopo anni di assenza, ma il risultato al botteghino è stato più contenuto rispetto agli standard storici del franchise. Il film ha debuttato con il risultato più basso per un titolo di Star Wars nell’era Disney, pur partendo da un budget inferiore rispetto a Solo: A Star Wars Story.

Questo non significa che il marchio sia esaurito. Significa, però, che Lucasfilm non può più considerare automatico il coinvolgimento del pubblico. Star Wars resta enorme, ma ha bisogno di una direzione più chiara: meno progetti percepiti come obbligatori, più storie capaci di sembrare davvero necessarie.

Il successo di Maul – Shadow Lord dimostra che c’è ancora spazio per entusiasmo e fiducia. Allo stesso tempo, i dati degli ultimi anni suggeriscono che il futuro televisivo di Star Wars dovrà essere gestito con maggiore attenzione. La galassia lontana lontana ha ancora molto da raccontare, ma non ogni viaggio su Disney+ riesce più a sembrare un evento.

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