The Elder Scrolls 6, Xbox vuole accelerare: più fondi per i grandi franchise Bethesda?

Xbox potrebbe aumentare gli investimenti su The Elder Scrolls VI, Fallout e Halo per accelerare lo sviluppo dei franchise più importanti di Microsoft.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
The Elder Scrolls 6, Xbox vuole accelerare: più fondi per i grandi franchise Bethesda?

The Elder Scrolls VI ha appena superato un anniversario pesante: sono passati otto anni dal suo annuncio all’E3 2018 e, da allora, Bethesda ha mostrato pochissimo del nuovo capitolo della sua saga fantasy. Il seguito di Skyrim resta uno dei giochi più attesi dell’intera industria, ma anche uno dei simboli dei cicli di sviluppo sempre più lunghi che caratterizzano le grandi produzioni moderne.

In questo scenario si inserisce il nuovo corso di Xbox guidato da Asha Sharma, alla guida della divisione gaming di Microsoft da febbraio 2026. Un report di The Information, ripreso da Reuters, indica che Sharma vorrebbe aumentare gli investimenti sui franchise più forti di Xbox, tra cui Halo, Fallout e The Elder Scrolls, con l’obiettivo di rendere più rapido lo sviluppo dei titoli di punta. Il piano avrebbe ricevuto l’approvazione di Satya Nadella e Amy Hood per l’anno fiscale che inizierà a luglio, anche se il budget finale potrebbe ancora cambiare.

The Elder Scrolls VI resta senza una data d’uscita

Per ora, The Elder Scrolls VI non ha una finestra di lancio ufficiale. Bethesda lo annunciò il 10 giugno 2018 con un brevissimo teaser, ma negli anni successivi le informazioni concrete sono rimaste minime. L’attesa è diventata ancora più lunga perché lo studio ha prima concentrato gran parte delle sue energie su Starfield, uscito nel 2023, e solo in seguito ha riportato l’attenzione principale sulla saga fantasy.

Todd Howard ha spiegato di recente che “la maggior parte” dello studio sta lavorando a The Elder Scrolls VI, descrivendo il ritorno a quel mondo come qualcosa di molto diverso rispetto a Starfield e Fallout. Anche Matt Booty, chief content officer di Xbox, ha dichiarato di aver visto il gioco in funzione e lo ha definito “in ottima forma”, aggiungendo però che verrà mostrato davvero solo al momento giusto.

L’assenza di una data resta quindi il punto centrale. Le ipotesi vanno da una pubblicazione nella seconda metà del decennio fino a scenari ancora più lontani, ma si tratta di stime, non di conferme. Considerando che The Elder Scrolls V: Skyrim è uscito nel 2011, il divario tra i due capitoli principali potrebbe avvicinarsi o superare i vent’anni. Un salto enorme, soprattutto se confrontato con i cinque anni trascorsi tra Oblivion e Skyrim.

Il piano di Asha Sharma per Xbox

L’idea attribuita ad Asha Sharma è semplice sulla carta: concentrare più risorse sui marchi che hanno maggiore peso commerciale e maggiore richiesta da parte del pubblico. Fallout, The Elder Scrolls e Halo sono tre pilastri dell’identità Xbox, ma tutti hanno scontato tempi lunghi, aspettative altissime e, in alcuni casi, una gestione complicata.

Reuters ha riportato anche che Microsoft avrebbe valutato diverse opzioni per la struttura futura di Xbox, incluso un possibile scorporo o una riorganizzazione come sussidiaria interamente controllata. Nessuna decisione sarebbe imminente, ma il fatto che queste ipotesi siano sul tavolo mostra quanto la divisione gaming stia attraversando una fase di ripensamento profondo.

Il messaggio interno pubblicato da Xbox Wire parla apertamente di un “reset” dei primi 100 giorni, con l’obiettivo di rendere la struttura più efficiente e reattiva. Nella comunicazione ai dipendenti, la leadership ha sottolineato il lavoro svolto su piattaforma, Game Pass e rapporto con partner, giocatori e sviluppatori.

Accelerare non significa necessariamente migliorare

L’idea di investire di più sui grandi franchise può sembrare positiva, soprattutto per chi aspetta The Elder Scrolls VI da quasi un decennio. Più fondi possono significare team più ampi, strumenti migliori, meno colli di bottiglia e una gestione più efficace delle priorità. Tuttavia, accelerare un progetto enorme come quello di Bethesda non è mai una questione puramente economica.

Un gioco come The Elder Scrolls VI richiede sistemi complessi, un mondo aperto enorme, una forte identità narrativa e una tecnologia capace di sostenere anni di contenuti, mod e aggiornamenti. Spingere troppo sui tempi potrebbe creare problemi opposti: pressione interna, scelte affrettate e rischio di compromettere proprio ciò che il pubblico si aspetta da un nuovo capitolo della saga.

La sfida sarà quindi trovare equilibrio. Xbox ha bisogno di titoli forti, riconoscibili e regolari, ma Bethesda deve poter costruire un gioco all’altezza dell’eredità di Skyrim. Dopo un’attesa così lunga, il pubblico non si aspetta solo un nuovo RPG fantasy: si aspetta un evento.

Il reset di Xbox arriva in un momento delicato

Il possibile aumento degli investimenti arriva mentre Xbox affronta anche una fase difficile sul piano aziendale. Reuters ha riportato, citando Bloomberg, che la divisione starebbe preparando importanti licenziamenti e tagli al marketing e ad altri budget. Si tratterebbe della prima grande ristrutturazione sotto la guida di Asha Sharma.

Questo rende il quadro più complesso. Da una parte c’è la volontà di rafforzare i franchise più importanti; dall’altra, il rischio che il “reset” comporti tagli dolorosi per team, progetti minori e aree considerate meno centrali. Per Xbox, il rilancio non passerà soltanto da più soldi su The Elder Scrolls o Fallout, ma anche dalla capacità di non disperdere competenze e fiducia interna.

The Elder Scrolls VI rimane quindi al centro di molte aspettative, ma anche di molte incertezze. Se il nuovo corso di Xbox riuscirà davvero a rendere più fluidi i processi produttivi, il gioco potrebbe beneficiarne. Per ora, però, resta una promessa enorme, ancora senza data e senza una presentazione completa. Otto anni dopo quel teaser, Tamriel continua ad aspettare il suo ritorno.

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