Fallout, Walton Goggins racconta la scena tagliata più dolorosa del Ghoul

Walton Goggins racconta una scena tagliata di Fallout 2 dedicata al Ghoul, tra allucinazioni, senso di colpa e dolore familiare.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Walton Goggins ha raccontato uno dei momenti più intensi girati per la seconda stagione di Fallout, poi escluso dal montaggio finale. L’attore, interprete di Cooper Howard/The Ghoul, ha spiegato che la scena avrebbe mostrato il personaggio in una condizione di estrema vulnerabilità, durante la convalescenza dopo essere stato salvato dal Super Mutante interpretato da Ron Perlman.

La serie Prime Video, basata sulla celebre saga videoludica post-apocalittica, racconta un mondo devastato dalla guerra nucleare, dove i sopravvissuti si muovono tra Vault, deserti radioattivi, fazioni violente e resti deformati della civiltà americana. Le prime due stagioni sono disponibili su Prime Video, mentre Amazon ha già confermato ufficialmente una terza stagione.

La scena tagliata del Ghoul

La sequenza eliminata era ambientata dopo un momento particolarmente traumatico per il Ghoul. Ferito e in fase di recupero, il personaggio avrebbe vissuto una serie di allucinazioni legate ai suoi sensi di colpa più profondi. Nella visione, sua figlia lo affrontava chiedendogli perché non fosse riuscito a trovarla, mentre anche Lucy, interpretata da Ella Purnell, sembrava condannare le sue azioni.

Il cuore della scena era tutto nella frattura interiore di Cooper Howard. Prima della trasformazione nel Ghoul, Cooper era un padre e un uomo legato alla propria famiglia. Dopo oltre due secoli di sopravvivenza, violenza e compromessi morali, il suo desiderio di ritrovare moglie e figlia resta una delle poche cose capaci di tenere insieme ciò che rimane della sua umanità.

Il confronto immaginario con la figlia avrebbe quindi colpito un punto centrale del personaggio: la paura di essere ormai irrecuperabile. Non solo per il mondo che lo circonda, ma anche per le persone che ha amato.

Un momento troppo personale per Walton Goggins

Goggins ha spiegato che girare quella scena è stato particolarmente difficile anche sul piano personale. Durante le riprese della seconda stagione, l’attore è rimasto lontano da suo figlio per lunghi periodi, e questo ha reso il materiale emotivo molto più vicino alla sua esperienza reale. La distanza familiare, unita al tema della perdita e del rimorso, avrebbe dato alla scena un peso inatteso.

L’intensità del momento non avrebbe coinvolto soltanto lui. Goggins ha raccontato che anche il clima sul set era cambiato, con cast e troupe colpiti dalla durezza emotiva della sequenza. È facile capire perché: Fallout alterna spesso violenza grottesca, satira e umorismo nero, ma il Ghoul funziona proprio perché sotto la maschera deformata resta visibile un dolore molto umano.

Alla fine, però, il team creativo ha scelto di non inserire la scena. Non perché fosse debole, ma perché probabilmente non era il momento giusto per aprire così esplicitamente quella ferita. La serie ha preferito lasciare parte del tormento del Ghoul sotto traccia, affidandolo a gesti, silenzi e reazioni più trattenute.

Il Ghoul merita davvero un lieto fine?

Goggins ha anche riflettuto sul futuro del suo personaggio. Il Ghoul non è un eroe puro, ma nemmeno un villain tradizionale. È un sopravvissuto che ha fatto cose terribili, spesso per restare vivo in un mondo dove la moralità è diventata un lusso. Proprio per questo, l’attore sembra sperare in una forma di tregua per Cooper Howard.

Dopo due stagioni segnate da perdita, violenza e disillusione, il personaggio ha accumulato abbastanza dolore da rendere credibile il desiderio di una seconda possibilità. Non necessariamente un lieto fine classico, poco adatto al tono di Fallout, ma almeno un momento di pace o una risposta sul destino della sua famiglia.

La seconda stagione ha portato il Ghoul sempre più vicino al cuore emotivo della serie. L’arrivo del Super Mutante di Ron Perlman, legato alla tradizione storica del franchise videoludico, ha inoltre aperto nuove prospettive per il suo percorso. Perlman è da sempre associato a Fallout grazie alla celebre narrazione dei giochi, e il suo ingresso nella serie ha rafforzato il legame tra adattamento televisivo e materiale di partenza.

Il futuro di Cooper Howard resta quindi uno degli elementi più interessanti in vista della terza stagione. La scena tagliata non è arrivata sullo schermo, ma il suo contenuto conferma quanto Fallout stia costruendo il Ghoul non solo come figura iconica e brutale, ma come uomo spezzato, ancora inseguito dai fantasmi della vita che ha perduto.

Fallout, Walton Goggins racconta la scena tagliata più dolorosa del Ghoul
Kinguin

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