VRChat continua a rafforzare la propria posizione nel panorama della social VR, puntando su una community sempre più ampia e su una comunicazione più accessibile anche per chi non possiede un visore. La piattaforma ha condiviso nuove statistiche sugli utenti e, nello stesso periodo, ha lanciato un portale pensato per presentarsi a un pubblico più vasto. Il messaggio è chiaro: VRChat non vuole essere percepito soltanto come uno spazio per appassionati di realtà virtuale, ma come un ambiente sociale e creativo utilizzabile da più dispositivi.
I nuovi numeri di VRChat
Le statistiche complete di VRChat non sono sempre facili da ricostruire. Strumenti esterni come SteamDB mostrano solo una parte dell’attività, perché la piattaforma non vive esclusivamente su Steam. VRChat è infatti disponibile anche su Quest e su dispositivi iOS e Android, rendendo più complesso avere una visione unitaria della sua base utenti.
I dati condivisi di recente offrono però un quadro interessante. La piattaforma ha raggiunto un record di 158.192 utenti simultanei, con una media giornaliera di circa 100.000 utenti simultanei. A questi numeri si aggiungono oltre 250.000 community attive, un dato che conferma quanto VRChat sia ormai molto più di una semplice applicazione sociale in realtà virtuale.
Un altro elemento rilevante riguarda il Giappone, dove la crescita indicata è pari a 3,9 volte. Non sono stati forniti ulteriori dettagli specifici su questo aumento, ma il dato conferma una tendenza già evidente da tempo: VRChat ha costruito nel mercato giapponese una community particolarmente forte, visibile e partecipe.
Il record legato al concerto di Kaguya
Il picco di 158.192 utenti simultanei è legato all’evento più riuscito della piattaforma fino a questo momento: un concerto in lingua giapponese tenutosi a febbraio. Al centro dell’evento c’era una performance musicale di Kaguya, personaggio principale della serie anime Netflix Cosmic Princess Kaguya!.
Il conteggio iniziale era stato indicato in 156.716 utenti simultanei, ma è stato successivamente corretto da Tupper, responsabile della community di VRChat, portando il dato definitivo a 158.192. È una correzione piccola in termini percentuali, ma significativa sul piano simbolico, perché rafforza l’idea di un evento capace di mobilitare una quantità enorme di utenti in tempo reale.
Il successo del concerto non sorprende troppo se si considera il legame sempre più stretto tra VRChat, cultura digitale giapponese, anime e VTuber. La piattaforma si presta naturalmente a forme di presenza virtuale, performance dal vivo e socialità mediata da avatar, tutti elementi molto vicini a una parte dell’intrattenimento online giapponese contemporaneo.
Perché il Giappone è così importante per VRChat
La popolarità di VRChat in Giappone è cresciuta progressivamente negli anni. Nel giugno 2025, McDonald’s Japan ha inaugurato un mondo ufficiale sulla piattaforma, inserendolo in una campagna di marketing più ampia che coinvolgeva anche VTuber molto seguiti.
Anche i dati di Sensor Tower citati da Mogura VR vanno nella stessa direzione: il Giappone risulta al primo posto al mondo per numero di visitatori del sito ufficiale di VRChat e al secondo posto per download da dispositivi mobili, con una quota del 25%.
Questi elementi mostrano come VRChat sia riuscito a superare la nicchia tecnologica, almeno in alcuni mercati. In Giappone, la piattaforma sembra funzionare come spazio sociale, palcoscenico digitale, luogo di marketing e ambiente creativo. Non è solo un’app per entrare in mondi virtuali, ma un ecosistema dove community e brand possono costruire esperienze riconoscibili.
Il nuovo portale punta anche a chi non usa la VR
Il lancio del nuovo portale si inserisce in una strategia più ampia. VRChat vuole attirare nuovi utenti, ma anche nuovi creatori. Il sito mette in evidenza i vantaggi per chi desidera costruire contenuti sulla piattaforma, incluso un modello che prevede una percentuale del 50% per i creator.
Un passaggio particolarmente importante riguarda l’accessibilità. La comunicazione insiste sul fatto che non sia necessario possedere un visore: “Entra, indipendentemente dalla tua piattaforma. Non è richiesta la VR”. È una frase semplice, ma fondamentale per allargare la percezione del servizio.
VRChat, infatti, porta nel nome stesso un’associazione forte con la realtà virtuale. Tuttavia, la crescita su mobile e l’uso da desktop mostrano che il futuro della piattaforma potrebbe dipendere anche dalla capacità di coinvolgere utenti non VR.
Un settore in trasformazione
Il rilancio comunicativo di VRChat arriva in un momento delicato per il settore della social VR. Meta ha annunciato l’apertura agli utenti Quest di una versione legacy di Horizon Worlds, mentre concentra lo sviluppo della propria piattaforma sociale virtuale soprattutto sui dispositivi mobili. Nel frattempo, Rec Room, uno dei nomi storici del social VR, ha annunciato la chiusura a giugno a causa di profitti non sostenibili.
In questo scenario, VRChat sembra muoversi in una direzione precisa: meno dipendenza dall’etichetta “VR” e maggiore attenzione alla community, ai creatori e all’accesso multipiattaforma. I numeri condivisi mostrano una piattaforma ancora molto viva, con una base utenti ampia e una forte spinta internazionale.
Il Giappone, in particolare, potrebbe diventare uno dei motori principali della prossima fase. Tra concerti virtuali, mondi ufficiali, VTuber e crescita mobile, VRChat sembra aver trovato un pubblico capace di interpretare la piattaforma non solo come tecnologia, ma come spazio culturale.






