Basta una caduta maldestra dopo un doppio backflip per capire il tono di TANUKI: Pon’s Summer. Un tonfo, un “OOF” quasi comico e poi di nuovo in sella, come se nulla fosse. Il protagonista è Pon, un tanuki pigro e tondeggiante che passa l’estate consegnando pacchi in bicicletta, facendo acrobazie in stile BMX e cercando di aiutare il paese prima del festival Matsuri. È una premessa semplice, ma nella demo pubblicata per lo Steam Next Fest c’è già abbastanza personalità da renderla una delle sorprese indie più riuscite del momento.
Un tanuki, una bici e un’estate da salvare
TANUKI: Pon’s Summer mette il giocatore nei panni di un tanuki che lavora come corriere e si muove tra strade, rampe, rotaie e piccoli angoli di vita quotidiana. L’obiettivo principale è raccogliere abbastanza denaro per restaurare il santuario del paese prima dell’arrivo del festival. Il tutto avviene in un’atmosfera estiva, leggera e un po’ surreale, dove ogni consegna diventa anche una scusa per esplorare, incontrare personaggi eccentrici e scoprire nuove attività.
Il fascino del gioco sta soprattutto nel modo in cui mescola elementi diversi senza appesantirli. Da una parte c’è la struttura da simulatore di consegne, con pacchi da portare agli abitanti del paese. Dall’altra c’è un sistema di trick che richiama apertamente l’energia di Tony Hawk’s Pro Skater, pur restando molto più morbido, accessibile e rilassato.
Pon può eseguire backflip, doppi backflip, mosse Superman, grind sulle rotaie e salti concatenati. Non serve padroneggiare ogni comando con precisione millimetrica: la demo preferisce accompagnare il giocatore, perdonare qualche atterraggio storto e lasciare che il movimento resti fluido. Il risultato è una sensazione piacevole, quasi pigra, perfettamente coerente con il protagonista.
Il lato più riuscito è la semplicità
Il paragone con Tony Hawk’s Pro Skater viene naturale, ma TANUKI: Pon’s Summer non cerca di essere un gioco tecnico o competitivo. Qui le acrobazie non sembrano pensate per mettere alla prova i riflessi in modo severo. Funzionano piuttosto come un’estensione del viaggio: si pedala verso una consegna, si prende una rampa, si tenta un backflip, magari si atterra male, e si continua comunque.
Questa scelta rende il sistema più immediato. Anche quando Pon arriva a terra con un’angolazione imperfetta, il gioco tende a correggere il movimento invece di punire subito l’errore. Non significa che manchi profondità, perché la varietà dei trick lascia intravedere margini interessanti, ma la demo punta chiaramente su un piacere più spontaneo. L’obiettivo non è dominare la città con combo perfette, bensì abitarla con leggerezza.
È proprio qui che il gioco trova la sua identità. Le consegne non sono un compito ripetitivo, perché il tragitto diventa parte del divertimento. Ogni spostamento offre una piccola occasione per saltare, scivolare su una rotaia o provare una manovra un po’ più rischiosa. Anche un semplice tragitto da un punto all’altro può trasformarsi in un momento buffo e soddisfacente.
Non solo consegne: sumo, izakaya e piccoli dettagli
La demo lascia intuire che l’avventura di Pon non si limiterà al lavoro da corriere. Tra le attività più curiose compaiono incontri con un lottatore di sumo e momenti ambientati in una izakaya, dove si servono birre ai clienti. Sono deviazioni brevi, ma bastano a dare l’idea di un mondo pieno di piccole stranezze, costruito per sorprendere senza mai diventare caotico.
Anche la casa di Pon contribuisce molto all’atmosfera. Più che una semplice base, sembra un rifugio disordinato e accogliente, illuminato dalla luce del giorno e da dettagli rétro come televisore e console. È uno di quei luoghi che non hanno bisogno di grandi spiegazioni: comunicano subito il carattere del personaggio e il tono dell’esperienza.
Il livello di cura si nota anche nel cibo, nelle animazioni e nel modo in cui Pon si muove. La sua andatura ondeggiante, la pancia rimbalzante, i piccoli tonfi dopo le acrobazie e la presenza di yakitori, sushi e altri dettagli legati alla vita del paese costruiscono un immaginario caldo e familiare. Tutto appare volutamente tenero, ma senza scivolare in una dolcezza forzata.
Una demo breve, ma già piena di personalità
La demo dello Steam Next Fest è ancora contenuta, ma riesce a comunicare bene la direzione del progetto. Non mostra un gioco enorme, né promette complessità fuori scala. Al contrario, punta su ritmo, atmosfera e immediatezza. Ed è proprio questa misura a renderla efficace.
Denkiworks ha inoltre indicato che i progressi della demo potranno essere trasferiti nella versione completa, trattandosi sostanzialmente della prima parte dell’avventura. È un dettaglio utile, soprattutto per chi vuole iniziare a conoscere Pon senza il timore di dover ricominciare tutto da capo al lancio.
TANUKI: Pon’s Summer sembra appartenere a quella categoria di giochi indie capaci di conquistare più con il tono che con la spettacolarità. Ha acrobazie, consegne, minigiochi e un mondo pieno di personaggi bizzarri, ma soprattutto ha un’identità chiara. È rilassato, buffo, estivo e sorprendentemente piacevole da giocare.
In un panorama spesso dominato da produzioni aggressive e ritmi serrati, l’avventura di Pon sceglie un’altra strada: quella della leggerezza. Una bici, qualche pacco da consegnare, un santuario da restaurare e un tanuki che cade, si rialza e riparte. A volte basta davvero poco per rendere una demo memorabile.







