Star Wars: Starfighter sarà uno dei passaggi più importanti per il futuro cinematografico della saga. Il film diretto da Shawn Levy e interpretato da Ryan Gosling arriverà nelle sale il 28 maggio 2027, in un anno simbolico per il franchise: il cinquantesimo anniversario del primo Star Wars, uscito nel 1977.
La sua importanza non riguarda soltanto il ritorno di Star Wars al cinema con una nuova grande produzione. Starfighter sarà ambientato circa cinque anni dopo gli eventi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, aprendo una zona della cronologia canonica ancora inesplorata sul grande schermo. È un territorio narrativo delicato, perché arriva dopo la caduta del Primo Ordine, la sconfitta definitiva di Palpatine e la chiusura della saga degli Skywalker.
Una storia autonoma per ripartire senza il peso degli Skywalker
La scelta di puntare su Star Wars: Starfighter appare strategica. Lucasfilm lo presenta come una avventura stand-alone, con personaggi completamente nuovi e una storia originale ambientata in un periodo mai esplorato prima al cinema. Questo permette alla saga di guardare avanti senza dover appoggiare subito il proprio futuro su Rey, sugli Skywalker o sulla ricostruzione dell’Ordine Jedi.
È una direzione diversa rispetto al film con Daisy Ridley dedicato al nuovo Ordine Jedi, annunciato in precedenza e ancora in sviluppo. Quel progetto dovrebbe riportare Rey al centro della scena, in una galassia impegnata a ridefinire il ruolo dei Jedi dopo la guerra contro il Primo Ordine. Starfighter, invece, può muoversi con maggiore libertà: non deve essere per forza il capitolo dieci della saga principale, né l’inizio dichiarato di una nuova trilogia.
Questa autonomia può essere un vantaggio. Dopo anni di discussioni sull’eredità della trilogia sequel, un film con nuovi protagonisti permette di esplorare il dopo-L’ascesa di Skywalker da un’altra angolazione. La galassia è in ricostruzione, le vecchie strutture di potere sono crollate e lo spazio lasciato vuoto può generare nuove minacce, nuove alleanze e nuovi conflitti.
Ryan Gosling entra nella galassia di Star Wars
Ryan Gosling interpreterà un personaggio inedito, ancora non rivelato nei dettagli. Accanto a lui ci saranno Flynn Gray, Matt Smith, Mia Goth, Aaron Pierre, Simon Bird, Jamael Westman, Daniel Ings e Amy Adams, in un cast che conferma l’ambizione produttiva del progetto. La sceneggiatura è firmata da Jonathan Tropper, mentre la produzione coinvolge Levy e Kathleen Kennedy.
La trama resta in gran parte avvolta dal riserbo. L’elemento più interessante, però, è il modo in cui il film sembra voler recuperare una dimensione classica dell’avventura di Star Wars: un pilota, una missione pericolosa, un giovane da proteggere e minacce oscure pronte a riaffiorare in una galassia ancora instabile.
Il titolo stesso, Starfighter, richiama l’immaginario più immediato della saga: caccia stellari, fughe nello spazio, battaglie aeree e viaggi tra mondi lontani. Dopo anni in cui Star Wars ha trovato grande forza nelle serie televisive, da The Mandalorian ad Andor, il film di Levy sembra voler riportare al cinema un senso di avventura diretto, accessibile e meno vincolato alla mitologia familiare degli Skywalker.
Il futuro di Star Wars oltre la saga principale
Il valore di Star Wars: Starfighter sta anche nella sua posizione temporale. L’Alta Repubblica ha ampliato il passato remoto della galassia attraverso romanzi, fumetti e altri media, mostrando un’epoca precedente agli eventi di Star Wars: La minaccia fantasma. Starfighter, invece, guarda avanti: non torna alle origini, ma si spinge oltre la conclusione della trilogia sequel.
È un passaggio importante perché Star Wars ha spesso costruito la propria narrazione attorno al ritorno, alla memoria e all’eredità. Qui, al contrario, la sfida sarà immaginare cosa accade quando la guerra contro i Sith e il Primo Ordine è finita, ma la pace non è ancora davvero stabile.
In questo senso, il film potrebbe diventare una porta d’ingresso ideale per una nuova fase del franchise. Non deve spiegare tutto, né risolvere subito il futuro dei Jedi. Può limitarsi a mostrare una galassia cambiata, più incerta, forse più frammentata, dove nuove figure sono costrette a prendere il posto degli eroi del passato.
Un debutto perfetto per il cinquantesimo anniversario
Il 2027 sarà un anno centrale per Star Wars. La versione restaurata del film del 1977, poi rinominato Star Wars: Una nuova speranza, tornerà nelle sale dal 19 febbraio 2027 come parte delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario. Pochi mesi dopo, Star Wars: Starfighter porterà il franchise verso il futuro con una nuova avventura cinematografica.
Il contrasto è evidente e potenzialmente molto efficace: da una parte il ritorno alle origini, dall’altra il primo grande passo oltre L’ascesa di Skywalker. Se il film riuscirà a trovare un equilibrio tra familiarità e novità, Starfighter potrebbe diventare il vero punto di partenza della prossima era di Star Wars.
La saga ha già dimostrato di poter funzionare lontano dagli Skywalker, soprattutto quando affida il racconto a personaggi nuovi e a conflitti più circoscritti. Star Wars: Starfighter avrà il compito di fare lo stesso al cinema, aprendo una rotta inedita nella galassia e mostrando che il futuro del franchise può esistere anche oltre il peso della sua leggenda più famosa.
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