Star Trek cambia i Borg: la nuova debolezza del Collettivo è davvero inattesa

Star Trek: The Last Starship #8 introduce una nuova debolezza dei Borg: le sostanze psicoattive possono interferire con l’assimilazione.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

I Borg hanno sempre rappresentato una delle minacce più spaventose di Star Trek: un nemico freddo, collettivo, quasi impossibile da fermare, capace di cancellare l’identità individuale attraverso l’assimilazione. In Star Trek: The Last Starship #8, però, la loro lore compie una svolta sorprendente: le sostanze psicoattive possono interferire con le nanosonde Borg e rallentare, o persino bloccare, il processo di assimilazione.

L’idea è bizzarra, ma perfettamente in linea con il gusto più sperimentale del fumetto pubblicato da IDW Publishing. Il numero 8 di Star Trek: The Last Starship, uscito il 17 giugno 2026, è scritto da Jackson Lanzing e Collin Kelly, con disegni di Hernan Gonzalez. La storia porta i Borg di Agnes Jurati dentro uno scenario di crisi estrema, legato al Burn e alla stazione Deep Space Hope.

I Borg e la paura dell’assimilazione

Introdotti nel 1989 in Star Trek: The Next Generation, i Borg sono diventati rapidamente uno dei simboli più inquietanti del franchise. Il loro orrore non deriva solo dalla forza militare, ma dall’idea che la sconfitta non coincida con la morte: essere assimilati significa perdere memoria, volontà, corpo e identità.

Il momento più celebre resta L’attacco dei Borg, titolo italiano del doppio episodio The Best of Both Worlds, in cui Jean-Luc Picard viene trasformato in Locutus. L’Enterprise riesce a fermare il cubo Borg soltanto dopo aver recuperato Picard e sfruttato il collegamento rimasto tra lui e il Collettivo.

Nel tempo, Star Trek ha mostrato che i Borg possono essere indeboliti, ma quasi mai con facilità. Separare un drone dal Collettivo, come accade con Hugh nell’episodio Io Borg, può riattivare l’individualità. Allo stesso modo, virus, anomalie e attacchi mirati alle loro reti neurali hanno offerto rare possibilità di resistenza. Tuttavia, ogni soluzione ha sempre richiesto tempo, conoscenze eccezionali o circostanze molto particolari.

Cosa succede in The Last Starship #8

In Star Trek: The Last Starship #8, la Regina Borg Agnes Jurati vede nella singolarità di Deep Space Hope una possibile risposta alla tragedia del Burn. Lascia quindi l’equipaggio della U.S.S. Omega e tenta di assimilarne il potere, mentre James T. Kirk la segue per capire perché i Borg lo abbiano riportato in vita.

La situazione precipita quando il processo di assimilazione coinvolge anche Zed, medico Ferengi dell’Omega. A differenza degli altri, però, Zed non viene assimilato con la stessa rapidità. Il motivo è legato al suo rapporto abituale con sostanze psicoattive: la sua chimica cerebrale risulta abbastanza alterata da confondere le nanosonde Borg, che non riescono a procedere in modo lineare.

La scoperta diventa immediatamente un vantaggio tattico. Zed capisce che proprio ciò che lo rendeva un membro problematico dell’equipaggio può trasformarsi in una difesa inattesa contro il Collettivo. Preparando una potente sostanza psicoattiva, riesce a impedire anche l’assimilazione del capitano Sato.

Una debolezza strana, ma coerente con Star Trek

La nuova vulnerabilità dei Borg funziona perché colpisce il cuore della loro forza: l’ordine assoluto. Il Collettivo vive di sincronizzazione, adattamento e controllo. Una mente resa imprevedibile da alterazioni chimiche estreme diventa quindi un territorio instabile, difficile da mappare e integrare.

Non è una soluzione “semplice” nel senso tradizionale. Non trasforma le sostanze psicoattive in un’arma universale contro i Borg, né cancella la pericolosità dell’assimilazione. Al contrario, aggiunge un dettaglio inquietante e quasi grottesco alla mitologia della specie: persino una macchina biologica perfetta può trovarsi disorientata davanti a una mente che non segue più schemi leggibili.

Questo sviluppo apre possibilità narrative interessanti. Star Trek ha spesso affrontato il rapporto tra identità, coscienza e controllo, e i Borg sono sempre stati il punto più estremo di questa riflessione. Una debolezza legata alla percezione alterata aggiunge un nuovo livello al tema: non si parla solo di corpo o tecnologia, ma della difficoltà di assimilare una mente radicalmente instabile.

Il futuro dei Borg dopo Picard

La situazione dei Borg nella continuità recente è già complessa. Star Trek: Picard ha distinto i resti più ostili del Collettivo dai Borg guidati da Agnes Jurati, nati da una linea temporale alternativa e presentati in forma più cooperativa. The Last Starship riprende proprio questa ambiguità, portando Jurati e i suoi Borg in un futuro segnato dal Burn e dalla crisi della Federazione.

Il risultato è un ritorno che non si limita alla nostalgia. I Borg continuano a essere una minaccia, ma vengono spinti in territori narrativi meno prevedibili. La loro nuova debolezza può sembrare assurda a prima vista, e forse lo è volutamente. Tuttavia, dentro la logica di Star Trek, dove scienza, filosofia e stranezza cosmica convivono da sempre, riesce a trasformarsi in una svolta curiosa e sorprendentemente efficace.

Star Trek cambia i Borg: la nuova debolezza del Collettivo è davvero inattesa
Star Trek cambia i Borg: la nuova debolezza del Collettivo è davvero inattesa HUB Star Trek
Questo articolo fa parte della categoria Star Trek. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Trek clicca qui.
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti