La serie live-action di Assassin’s Creed in sviluppo per Netflix ha davanti una sfida complessa: trasformare uno dei franchise videoludici più riconoscibili degli ultimi vent’anni in un prodotto televisivo capace di parlare sia ai fan storici sia a un pubblico nuovo. Il potenziale è evidente, ma per Abubakar Salim, interprete di Bayek in Assassin’s Creed Origins, la chiave del successo passa da un principio molto semplice: non perdere di vista ciò che ha reso amata la saga.
Il progetto è stato ufficialmente avviato da Netflix con Ubisoft Film & Television, con Roberto Patino e David Wiener coinvolti come creatori, showrunner e produttori esecutivi. La serie sarà costruita attorno al conflitto tra Assassini e Templari, cuore narrativo del franchise, con personaggi legati a eventi storici decisivi e alla battaglia per il destino dell’umanità.
Il consiglio di Abubakar Salim alla serie Netflix
Abubakar Salim conosce bene il peso emotivo di Assassin’s Creed. Il suo Bayek, protagonista di Assassin’s Creed Origins, è rimasto uno dei personaggi più apprezzati della saga, anche grazie a un’interpretazione capace di dare umanità, dolore e forza a una storia ambientata nell’Antico Egitto.
Per l’attore, Netflix non avrebbe bisogno di stravolgere il materiale a disposizione. Assassin’s Creed offre già ambientazioni, conflitti, personaggi e temi sufficienti per costruire una serie solida. Il punto, semmai, è evitare una reinvenzione troppo aggressiva, capace magari di allontanare proprio il pubblico che ha accompagnato il franchise fin dagli inizi.
La fedeltà, in questo caso, non significa riprodurre ogni scena o ogni passaggio dei videogiochi in modo rigido. Una serie televisiva ha ritmi, linguaggio e necessità diverse. Tuttavia, secondo Salim, alcuni elementi dovrebbero restare centrali: le ambientazioni storiche, il conflitto tra le fazioni, il senso di mistero e l’identità della saga.
Perché la fedeltà al materiale conta davvero
Assassin’s Creed non è soltanto una serie d’azione con parkour, lame celate e scenari monumentali. Nel tempo ha costruito un immaginario molto preciso, fatto di epoche diverse, cospirazioni, libertà individuale, controllo e memoria. Sono proprio questi ingredienti a distinguere il franchise da molte altre produzioni videoludiche.
Salim sembra indicare una strada piuttosto chiara: partire dai motivi per cui i giocatori si sono affezionati alla saga. Chi ha seguito Assassin’s Creed per anni non ha investito solo tempo in missioni e combattimenti, ma ha attraversato mondi storici, conosciuto personaggi, ricostruito legami e osservato l’evoluzione di un conflitto narrativo ormai radicato nell’identità del marchio.
Per questo, un adattamento televisivo non può limitarsi a prendere il nome della saga e usarlo come cornice generica. Deve conservare lo spirito dei giochi, anche quando sceglie strade nuove. L’equilibrio è delicato: servono libertà creativa e ritmo televisivo, ma senza cancellare ciò che rende Assassin’s Creed immediatamente riconoscibile.
Una fanbase da ascoltare
Uno degli aspetti più importanti sottolineati da Salim riguarda il rapporto con la community. I fan di Assassin’s Creed hanno seguito il franchise per quasi due decenni, tra capitoli principali, spin-off e cambi di formula. Hanno visto la serie passare da una struttura più stealth e narrativa a esperienze più ampie, vicine al gioco di ruolo, fino alle evoluzioni più recenti.
Questa lunga familiarità rende il pubblico particolarmente attento. Ogni scelta, dall’epoca storica al tono della storia, verrà letta anche alla luce di ciò che la saga ha rappresentato nel tempo. Netflix, quindi, dovrà trovare un modo per parlare anche a chi conosce bene il franchise, senza trasformare l’adattamento in un semplice esercizio di nostalgia.
La soluzione più efficace potrebbe essere proprio quella suggerita da Salim: ascoltare i giocatori senza restare prigionieri delle aspettative. Un buon adattamento non deve necessariamente copiare i videogiochi, ma dovrebbe capirne il linguaggio profondo.
Una data di uscita non ancora ufficiale
Al momento non è stata annunciata una data di uscita ufficiale per la serie live-action di Assassin’s Creed su Netflix. Le ipotesi su una possibile finestra tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 restano quindi da trattare con cautela, in attesa di comunicazioni definitive.
L’interesse attorno al progetto, però, è già alto. Dopo l’esperienza cinematografica del 2016, la serie Netflix rappresenta una nuova occasione per portare Assassin’s Creed fuori dal videogioco e dentro un formato più adatto a sviluppare epoche, personaggi e conflitti su più episodi.
Il consiglio di Abubakar Salim appare semplice, ma non banale: rispettare ciò che i giochi hanno costruito. Per una saga così legata alla memoria, alla storia e all’identità, potrebbe essere davvero il punto da cui partire.







