Supergirl è tornata al centro dell’universo DC con una nuova incarnazione cinematografica affidata a Milly Alcock. Il film, diretto da Craig Gillespie e scritto da Ana Nogueira, porta sul grande schermo una Kara Zor-El più ruvida, cosmica e segnata dal dolore, in linea con l’approccio moderno ispirato al fumetto Supergirl: La donna del domani di Tom King e Bilquis Evely.
La storia di Kara, però, non nasce certo oggi. La cugina di Superman è una figura storica della mitologia DC: la sua prima apparizione risale ad Action Comics n. 252, pubblicato nel 1959, con la storia “The Supergirl from Krypton!”. Da allora, il personaggio è stato reinterpretato più volte tra fumetti, cinema e televisione, assumendo sfumature molto diverse a seconda dell’epoca e del tono scelto dagli autori.
Laura Vandervoort in Smallville
La Supergirl di Laura Vandervoort è arrivata in Smallville nella settima stagione, in una fase in cui la serie aveva già consumato gran parte della sua premessa originale. L’idea di raccontare Kara prima che Clark diventasse pienamente Superman era interessante, ma non sempre ha trovato una scrittura abbastanza solida da valorizzarla.
Vandervoort aveva il fisico, il carisma e l’immagine giusta per interpretare Kara Zor-El. La serie, inoltre, giocava spesso con i colori classici del personaggio, richiamando in modo evidente l’iconografia dei fumetti. Tuttavia, il suo inserimento nella mitologia di Smallville rimane una delle versioni meno incisive di Supergirl.
Il problema non è tanto l’interpretazione, quanto il contesto. La settima stagione della serie venne segnata anche dallo sciopero degli sceneggiatori del 2007-2008, e diverse trame risultarono più affrettate rispetto agli anni migliori dello show. Kara funzionava come presenza scenica, ma il suo rapporto con Clark deviava dai fumetti in modi non sempre convincenti.
Helen Slater nel film del 1984
Helen Slater resta una figura fondamentale nell’eredità live-action di Supergirl. Il film del 1984 non ebbe il successo sperato: incassò circa 14,3 milioni di dollari a fronte di un budget più alto e ricevette recensioni prevalentemente negative. Eppure, Slater riuscì comunque a lasciare un’impronta duratura sul personaggio.
La sua Kara era luminosa, gentile, ingenua nel senso migliore del termine. Portava con sé un ottimismo sincero, vicino alla tradizione più classica dell’eroina. Il materiale narrativo non la aiutava molto, ma l’attrice riusciva a comunicare dolcezza e meraviglia, due elementi che sarebbero tornati anche in interpretazioni successive.
Il suo legame con la famiglia DC è poi proseguito negli anni. Slater è apparsa in Smallville e nella serie Supergirl, diventando una sorta di ponte simbolico tra le diverse generazioni del personaggio.
Sasha Calle in The Flash

La Supergirl di Sasha Calle è stata una delle sorprese più interessanti di The Flash. Il film del 2023 ha avuto un percorso complicato e un risultato al botteghino molto deludente, ma l’interpretazione di Calle è stata spesso considerata uno degli aspetti più riusciti del progetto.
La sua Kara è molto diversa dalla versione solare e rassicurante vista in altre incarnazioni. È una Supergirl ferita, isolata, diffidente verso l’umanità. L’ispirazione a Flashpoint permette al film di presentare una variante più cupa, quasi aliena, segnata dalla prigionia e dalla perdita di fiducia.
Calle restituisce bene questa durezza. La sua Supergirl non cerca subito il contatto emotivo con il mondo: lo osserva da lontano, con rabbia e sospetto. Proprio per questo la sua versione resta una delle più particolari, anche se la fine del vecchio DCEU le ha impedito di svilupparsi oltre.
Melissa Benoist e il volto televisivo di Kara

Per molti spettatori, Melissa Benoist è ancora la Supergirl definitiva. Ha interpretato Kara Danvers per sei stagioni e 126 episodi, diventando il volto più riconoscibile del personaggio per il pubblico televisivo moderno.
La sua versione funziona perché punta sull’empatia. Benoist dà a Kara una vulnerabilità molto umana, alternando il lato eroico alla vita quotidiana da giovane donna che cerca di trovare il proprio posto nel mondo. La serie costruisce attorno a lei un tono spesso luminoso, emotivo e accessibile, vicino all’ideale più classico della supereroina DC.
Il limite, semmai, è che questa Supergirl resta a tratti molto vicina al modello di Superman. Condivide la stessa fiducia nel bene delle persone, lo stesso senso morale e un approccio eroico piuttosto tradizionale. È una scelta coerente con l’Arrowverse, ma meno radicale rispetto alle interpretazioni più recenti.
Resta comunque una versione amatissima. Benoist ha dato stabilità, calore e riconoscibilità a Kara, contribuendo più di chiunque altro a farla conoscere a una nuova generazione di spettatori.
Milly Alcock e la nuova Supergirl del DCU

La Supergirl di Milly Alcock rappresenta la svolta più netta. Il film del nuovo DCU sceglie una Kara meno definita dall’ombra di Superman e molto più segnata dalla tragedia di Krypton. Non è soltanto una variante femminile dell’Uomo d’Acciaio: è un personaggio con un dolore specifico, una rabbia trattenuta e un rapporto complesso con il proprio potere.
L’influenza di Supergirl: La donna del domani è evidente. Il fumetto di Tom King e Bilquis Evely ha ridefinito Kara come una figura cosmica, malinconica e profondamente sola, capace di portare sulle spalle il peso di un mondo perduto. L’edizione italiana è pubblicata da Panini Comics con il titolo Supergirl: La donna del domani.
Alcock sembra costruire la sua interpretazione proprio su questa frattura interiore. La sua Kara è dura, impulsiva, a volte spigolosa, ma non per questo meno eroica. Il legame con Krypto e il rapporto con Ruthye aggiungono alla storia una dimensione emotiva più intima, facendo emergere una Supergirl che non cerca semplicemente di essere all’altezza di Superman, ma di capire che cosa fare della propria sopravvivenza.
È questa complessità a renderla una delle versioni più forti del personaggio. Dopo decenni di adattamenti, Supergirl trova finalmente una forma capace di unire mito, trauma e avventura cosmica. Il futuro di Kara nel nuovo Universo DC appare quindi particolarmente promettente.
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