Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi espanderà una delle storie più amate nate da Star Wars: Visions. Dopo il debutto nel primo volume dell’antologia animata, il corto realizzato da Production I.G diventa una serie anime limitata, pronta ad arrivare su Disney+ e Hulu il 5 agosto 2026.
Il progetto riporta al centro Lah Kara, giovane protagonista che vive in un futuro remoto della galassia, in un’epoca in cui i Jedi sono ormai quasi scomparsi e le spade laser sono diventate reliquie rare. La sua storia, iniziata come racconto breve, proseguirà ora in una forma più ampia, capace di approfondire personaggi, mitologia e conflitti morali.
Alla guida creativa della serie ci sono il produttore Hitoshi Ito, il supervising director Kenji Kamiyama e il regista Shunsuke Tada, che hanno presentato il nuovo trailer all’Anime Expo. Il loro obiettivo è trasformare l’idea originale in un viaggio più complesso, senza perdere il fascino visivo e spirituale che aveva reso speciale il corto.
Da corto di Visions a serie completa
The Ninth Jedi aveva colpito molti fan per il modo in cui reinterpretava alcuni elementi fondamentali di Star Wars: la Forza, i Jedi, i Sith e il significato stesso della spada laser. Non essendo vincolato alla continuità principale della saga, il corto poteva muoversi con grande libertà, immaginando un futuro lontanissimo e quasi mitico.
Kamiyama ha spiegato di aver affrontato il corto come se fosse già parte di una storia molto più grande. Fin dall’inizio aveva costruito retroscena, ambientazioni e profili dei personaggi più ampi di quanto fosse possibile mostrare in un singolo episodio. La nuova serie nasce proprio da quella preparazione: non come un’aggiunta forzata, ma come l’espansione naturale di un mondo già pensato in profondità.
Il buon riscontro del pubblico ha avuto un ruolo importante. Hitoshi Ito ha espresso gratitudine per l’entusiasmo arrivato da fan di tutto il mondo, segno che Kara e il suo viaggio avevano lasciato un’impronta forte.
Una nuova leggenda delle spade laser
Uno degli elementi più originali di The Ninth Jedi riguarda le spade laser. In questa versione della galassia, il colore della lama riflette chi la impugna e il suo rapporto con la Forza. Nel corto, quando Kara accende la sua spada, la lama non assume subito un colore definito, suggerendo incertezza, potenziale non ancora espresso o un legame con la Forza non pienamente compreso.
Quando suo padre Lah Zhima impugna la stessa arma, la lama diventa blu. Più avanti, le spade consegnate a presunti Jedi si accendono invece di rosso, rivelando la loro vera natura. È una svolta semplice ma molto efficace, perché trasforma l’arma più iconica di Star Wars in uno strumento narrativo e morale.
Kamiyama ha raccontato che questa idea nacque da un fraintendimento personale: da spettatore, aveva immaginato che le spade laser cambiassero colore in base a chi le usava. Una convinzione sbagliata rispetto alla saga tradizionale, ma perfetta per creare una nuova regola all’interno di Visions. La serie continuerà a esplorare questo concetto, soprattutto attraverso Kara e il nuovo antagonista Nawaam.
Kara, una Jedi diversa dalle generazioni precedenti
Il viaggio di Kara ricorda per certi versi quello di Luke Skywalker: una giovane cresciuta lontano dai grandi eventi galattici, costretta all’improvviso a confrontarsi con un destino molto più grande di lei. Tuttavia, Kara non viene presentata come un’eroina già pronta. La sua crescita passa attraverso dubbi, inesperienza e la necessità di imparare a credere in se stessa.
Shunsuke Tada ha sottolineato proprio questo aspetto: Kara non deve dimostrare qualcosa a suo padre o agli altri, ma prima di tutto a se stessa. È una protagonista in formazione, non una maestra. La sua forza non sta nell’essere già completa, ma nel saper cambiare.
Kamiyama la considera una figura moderna. Kara ha un talento naturale, ma non lo comprende pienamente. I cacciatori di Jedi percepiscono qualcosa in lei prima ancora che lei stessa riesca a riconoscerlo. Il suo legame con la Forza cresce, ma resta ancora istintivo, imperfetto, umano.
Lah Zhima e il peso dell’eredità Jedi
La serie darà grande importanza anche a Lah Zhima, padre di Kara e uno degli ultimi artigiani capaci di costruire spade laser. Rapito dai cacciatori di Jedi, Zhima diventa una figura centrale non solo per la missione della protagonista, ma anche per il significato più profondo della storia.
Il suo rapporto con i Jedi è complesso. Pur sapendo che Kara ha talento nella Forza, Zhima non desiderava necessariamente che sua figlia diventasse una Jedi. Per lui, essere Jedi significa anche amministrare giustizia, e a volte questo può comportare la necessità di uccidere. È un peso morale che non voleva imporle.
Kara, però, appartiene a una nuova generazione. La serie sembra voler riflettere su cosa significhi essere Jedi quando l’Ordine non esiste quasi più, quando le vecchie regole sono svanite e quando luce e oscurità non bastano più a spiegare ogni scelta.
Nawaam e una nuova idea di conflitto
Il nuovo antagonista della serie è Nawaam, figura mascherata legata ai cacciatori di Jedi. Non viene presentato come un semplice villain oscuro, ma come un personaggio con una propria visione della galassia e della giustizia.
Kamiyama ha spiegato che uno dei temi principali di The Ninth Jedi è l’impossibilità di ridurre tutto a bianco e nero, luce e oscurità. La serie si chiede se esistano problemi che i Jedi, da soli, non possono risolvere. È una domanda molto interessante per Star Wars, perché mette in discussione l’idea tradizionale di eroismo senza rinnegarla.
Kara rappresenta una luce più pura, mentre Nawaam riflette la dualità dell’essere umano. Il conflitto tra i due non sembra quindi solo fisico, ma anche filosofico: che cosa significa davvero essere Jedi in un mondo dove le categorie del passato non bastano più?
La libertà creativa di Star Wars: Visions
Il valore di Star Wars: Visions è sempre stato nella libertà concessa agli studi d’animazione. Ogni racconto può esplorare la galassia da una prospettiva diversa, senza dover incastrare ogni dettaglio nella timeline principale. Questa libertà ha permesso a Production I.G di costruire una versione di Star Wars familiare e nuova allo stesso tempo.
Con Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi, Lucasfilm sembra voler fare un passo ulteriore: usare il marchio Visions non solo per corti antologici, ma anche per storie più lunghe e strutturate. Se l’esperimento funzionerà, potrebbe aprire la strada ad altre espansioni nate dai capitoli più amati dell’antologia.
Kara torna quindi in un momento importante. Non è soltanto la protagonista di una nuova serie anime, ma anche il simbolo di una possibilità: raccontare Star Wars con linguaggi diversi, regole nuove e domande capaci di arricchire la saga senza restare prigioniere del passato.
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