Final Fantasy, Square Enix apre ai remake più tradizionali: il futuro dipende dai fan

Square Enix valuta remake di Final Fantasy più tradizionali, tra HD-2D, combattimenti classici e attenzione alla risposta dei fan.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Final Fantasy, Square Enix apre ai remake più tradizionali: il futuro dipende dai fan

I remake di Final Fantasy potrebbero non seguire sempre la strada dei grandi progetti action e open world. Square Enix sembra voler lasciare aperta la porta a produzioni più contenute, capaci di aggiornare l’aspetto visivo dei classici senza abbandonare del tutto i sistemi di combattimento tradizionali.

Il tema è tornato centrale dopo l’annuncio di Final Fantasy Resonance, nuovo progetto in stile HD-2D che punta con decisione su pixel art, nostalgia e struttura da JRPG classico. Per una parte del pubblico, proprio questa direzione rappresenta una possibile alternativa ai remake più imponenti e costosi, come quelli legati a Final Fantasy VII.

Square Enix valuta cosa funziona davvero con il pubblico

Durante una recente sessione di domande e risposte con gli azionisti, Square Enix ha affrontato il tema della scala dei futuri remake e remaster. La domanda era piuttosto diretta: la società potrebbe realizzare altri progetti simili a Final Fantasy Resonance, aggiornando la grafica di giochi più vecchi ma conservando meccaniche di combattimento classiche?

La risposta non è stata una promessa, ma nemmeno una chiusura. L’azienda ha spiegato di voler procedere con un approccio orientato al mercato, osservando esigenze, tendenze e reazioni dei giocatori. In sostanza, Square Enix intende valutare caso per caso, cercando un equilibrio tra le aspettative del pubblico moderno e quelle dei fan legati alle opere originali.

Il punto centrale è proprio questo: non tutti i titoli richiedono lo stesso trattamento. Alcuni possono funzionare meglio con una ricostruzione ambiziosa, più vicina agli standard tripla A contemporanei; altri, invece, potrebbero trarre forza da una rielaborazione più fedele, capace di conservare ritmo, combattimenti e identità del materiale di partenza.

Il ruolo di Final Fantasy Resonance

Final Fantasy Resonance sembra inserirsi perfettamente in questa strategia. Il gioco adotta una direzione visiva che richiama il passato della serie, ma con una veste moderna. La formula HD-2D, già resa familiare da altri progetti Square Enix, permette di valorizzare l’estetica rétro senza limitarsi a una semplice operazione nostalgia.

Il titolo è legato a Final Fantasy Brave Exvius, ma non si presenta come una semplice conversione. Square Enix lo descrive come un’esperienza ricostruita e rifinita per console e PC, con combattimenti a turni strategici, cristalli, Esper, Moguri, aeronavi e altri elementi iconici della saga.

Proprio per questo, la risposta del pubblico a Final Fantasy Resonance potrebbe pesare sulle prossime decisioni dell’azienda. Se il progetto dovesse ottenere un buon riscontro, sarebbe più facile immaginare altri remake o rielaborazioni capaci di seguire una strada simile: meno mastodontica, ma più vicina alla tradizione JRPG.

Non solo Final Fantasy VII Remake

Negli ultimi anni, il nome Final Fantasy è stato spesso associato a produzioni di grande scala, con grafica ad alto budget e sistemi di combattimento sempre più orientati all’azione. La trilogia del remake di Final Fantasy VII rappresenta il caso più evidente: un progetto enorme, pensato per reinterpretare un classico con un linguaggio moderno e cinematografico.

Tuttavia, non è detto che quella debba diventare l’unica strada possibile. Il pubblico della serie è ampio e diviso tra sensibilità diverse. C’è chi apprezza l’evoluzione action, chi preferisce il combattimento a turni, chi cerca fedeltà all’atmosfera dei capitoli storici e chi vorrebbe semplicemente vedere tornare alcuni episodi meno accessibili su piattaforme moderne.

Square Enix sembra consapevole di questa pluralità. La società ha ribadito che continuerà a studiare ciò che “risuona” davvero nel mercato attuale, sia per i nuovi titoli sia per i remake. Una formula prudente, certo, ma significativa: se i fan dimostreranno interesse concreto per esperienze più tradizionali, l’azienda potrebbe tenerne conto.

Il precedente di Dragon Quest e Final Fantasy Tactics

Il modello HD-2D non nasce con Final Fantasy Resonance. Square Enix lo ha già impiegato con successo in altri contesti, in particolare con Dragon Quest III HD-2D Remake e Dragon Quest I & II HD-2D Remake, che hanno riportato in primo piano i primi capitoli della trilogia di Erdrick con una veste grafica più moderna.

Anche Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles va letto in questa direzione. Il gioco ha mantenuto l’impostazione isometrica dell’originale, aggiornando l’esperienza senza trasformarla in qualcosa di radicalmente diverso. È una scelta che parla a un pubblico preciso: quello che vuole ritrovare un classico in forma più accessibile, ma senza vederne stravolta la struttura.

Questi esempi indicano una strada intermedia. Non tutto deve diventare un remake totale, con mappe enormi e combattimenti action. A volte basta intervenire su grafica, interfaccia, qualità della vita e disponibilità sulle piattaforme moderne per riportare un titolo al centro dell’attenzione.

Una possibile nuova vita per i classici

La questione riguarda anche la conservazione dei giochi. Molti titoli storici, soprattutto mobile o online, rischiano di sparire quando termina il supporto ufficiale. Square Enix ha riconosciuto il problema e ha spiegato di voler creare percorsi diversi per permettere ai fan di continuare a vivere alcune esperienze anche dopo la fine del servizio, pur senza garantire che ogni gioco resterà giocabile per sempre.

In questo scenario, remake e remaster non sono soltanto operazioni commerciali. Possono diventare un modo per preservare parti importanti del catalogo, rendendole comprensibili e accessibili a nuove generazioni di giocatori.

Il futuro dei remake di Final Fantasy resta quindi aperto. Square Enix non ha annunciato una linea precisa né ha promesso nuovi rifacimenti tradizionali, ma il messaggio è abbastanza chiaro: se il pubblico risponderà bene a progetti come Final Fantasy Resonance, la serie potrebbe tornare più spesso alle sue radici, senza rinunciare a una veste moderna.

Final Fantasy, Square Enix apre ai remake più tradizionali: il futuro dipende dai fan
Kinguin

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