Star Trek, il prossimo film affronta la sfida più grande: funzionare senza Kirk e Picard

Il prossimo film di Star Trek potrebbe rinunciare a Kirk, Picard e all’Enterprise, affrontando la sfida più rischiosa della saga cinematografica.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Il futuro cinematografico di Star Trek si prepara a entrare in una fase delicatissima. Dal 1979, anno in cui Star Trek: The Motion Picture portò per la prima volta sul grande schermo l’universo creato da Gene Roddenberry, la saga ha costruito la propria identità al cinema attorno a volti molto riconoscibili: James T. Kirk, Jean-Luc Picard, l’equipaggio dell’Enterprise e, più tardi, le loro nuove incarnazioni nella linea temporale Kelvin.

Ora Paramount Skydance sembra intenzionata a tentare una strada diversa. Il prossimo film in sviluppo dovrebbe proporre una nuova interpretazione della franchise, senza legami diretti con le serie e i film precedenti. Una scelta potenzialmente rinfrescante, ma anche rischiosa: Star Trek può davvero conquistare il pubblico al cinema senza i suoi capitani più iconici?

Una saga cinematografica costruita su Kirk, Picard e l’Enterprise

La storia dei film di Star Trek è sempre stata legata a una forte continuità con la televisione. I primi sei lungometraggi hanno seguito l’equipaggio della serie classica, con William Shatner nei panni di Kirk, Leonard Nimoy in quelli di Spock e la USS Enterprise come centro emotivo e narrativo dell’avventura.

Nel 1994, Star Trek: Generazioni segnò il passaggio di testimone verso il cast di Star Trek: The Next Generation. Patrick Stewart e il suo Jean-Luc Picard divennero così il nuovo volto cinematografico della saga, guidando i successivi film dedicati all’equipaggio dell’Enterprise-D e poi dell’Enterprise-E.

Nel 2009 arrivò il reboot di J.J. Abrams, che superò una prova importante: dimostrare che Kirk, Spock e gli altri personaggi della serie classica potevano essere reinterpretati da nuovi attori. Chris Pine e Zachary Quinto riuscirono a riportare energia alla saga, aprendo una trilogia proseguita con Into Darkness – Star Trek e Star Trek Beyond.

Quel ciclo, però, si è fermato nel 2016. Da allora, i tentativi di realizzare un quarto film con il cast Kelvin sono rimasti bloccati tra cambi di sceneggiatori, registi, strategie e priorità dello studio.

Paramount Skydance prova una nuova rotta

Il nuovo corso di Paramount Skydance sembra voler superare definitivamente l’idea di un ritorno del cast di Abrams. Il progetto più concreto è quello affidato a Jonathan Goldstein e John Francis Daley, noti per Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri. I due dovrebbero scrivere, dirigere e produrre un nuovo film di Star Trek non collegato ai precedenti capitoli cinematografici o televisivi.

Questo significa che, almeno per ora, non si parla né di Kirk né di Picard. Non è chiaro se il film sarà ambientato in una nuova linea temporale, in un’epoca mai esplorata della continuity o in una versione del tutto autonoma dell’universo di Star Trek. Anche la presenza dell’Enterprise non è garantita.

La sfida è enorme. Tutti i film usciti al cinema fino a oggi hanno avuto un legame diretto con Kirk, Picard o con una versione dell’equipaggio dell’Enterprise. Togliere questi elementi significa chiedere al pubblico di accettare Star Trek come idea, non solo come insieme di volti familiari.

Il rischio e il potenziale di un nuovo inizio

Da una parte, una ripartenza libera dal peso della continuity potrebbe essere esattamente ciò di cui la saga ha bisogno. Star Trek ha ormai sessant’anni di storia, centinaia di episodi televisivi, molte serie, linee temporali alternative e personaggi amatissimi. Per un nuovo spettatore, entrare in questo universo può sembrare complicato.

Un film autonomo, con un nuovo equipaggio e una nuova missione, potrebbe diventare un punto d’accesso più semplice. Non dovrebbe spiegare decenni di eventi, né dipendere dalla nostalgia per funzionare. Potrebbe concentrarsi sui principi fondamentali della saga: esplorazione, diplomazia, conflitti morali, scoperta dell’ignoto e fiducia in un futuro migliore.

Dall’altra parte, però, il rischio è perdere proprio ciò che rende Star Trek riconoscibile. Kirk, Picard, Spock e l’Enterprise non sono semplici elementi decorativi. Sono simboli. Rappresentano un modo di intendere il comando, la cooperazione e l’avventura fantascientifica. Allontanarsene troppo potrebbe rendere il film più accessibile, ma anche meno distintivo.

Section 31 ha già mostrato il pericolo

La saga ha già tentato una strada laterale con Star Trek: Section 31, film realizzato per Paramount+ con Michelle Yeoh nei panni di Philippa Georgiou. Il progetto era nato come potenziale serie televisiva, ma è stato poi trasformato in un film streaming.

L’idea, sulla carta, aveva elementi interessanti: una protagonista forte, un’area più oscura della Federazione e la possibilità di raccontare Star Trek da una prospettiva diversa. L’accoglienza, però, è stata molto debole. Su Rotten Tomatoes, il film registra un 24% di giudizi positivi da parte della critica e un 15% di Popcornmeter, segno di una risposta fredda anche da parte del pubblico.

Il problema non è stato soltanto l’assenza di Kirk, Picard o dell’Enterprise. Molti spettatori hanno percepito Section 31 come un film d’azione fantascientifico generico, poco vicino allo spirito della saga. Questo è il punto cruciale per Paramount: un nuovo Star Trek può anche cambiare personaggi e ambientazione, ma non può permettersi di perdere l’identità della franchise.

Il vero banco di prova per il cinema di Star Trek

Il prossimo film dovrà quindi trovare un equilibrio difficile. Dovrà essere abbastanza nuovo da giustificare una ripartenza, ma abbastanza fedele allo spirito di Star Trek da non sembrare un prodotto qualsiasi con il logo della Flotta Stellare.

La saga non è mai stata soltanto astronavi, uniformi e viaggi a velocità di curvatura. Il suo cuore è sempre stato nella tensione tra avventura e riflessione, tra meraviglia e dilemma morale. Il pubblico può accettare nuovi capitani, nuovi equipaggi e persino una nuova nave, ma difficilmente perdonerà un film che dimentichi cosa rende Star Trek diverso dalle altre saghe di fantascienza.

Paramount Skydance ha davanti una possibilità rara: liberare la franchise da anni di progetti incompiuti e riportarla davvero al cinema. Per riuscirci, però, dovrà dimostrare che Star Trek può sopravvivere senza Kirk e Picard non perché li ignora, ma perché ne comprende l’eredità.

Il futuro della saga passa da questa prova. Se il nuovo film riuscirà a unire freschezza, identità e ambizione, Star Trek potrebbe trovare una nuova rotta sul grande schermo. In caso contrario, l’assenza dei suoi simboli più forti peserà più di qualsiasi salto nell’iperspazio.

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