Wally Funk, aviatrice pioniera e simbolo della lunga battaglia delle donne per entrare nel mondo dell’aviazione e dello spazio, è morta all’età di 87 anni. La sua storia è una di quelle che attraversano più epoche: dai primi voli da ragazza ai test delle Mercury 13, fino al viaggio suborbitale compiuto con Blue Origin nel 2021.
Per gran parte della sua vita, Funk inseguì un obiettivo che le era stato negato per ragioni culturali e istituzionali. Voleva volare più in alto, oltre l’atmosfera, in un’epoca in cui lo spazio era considerato quasi esclusivamente territorio maschile. Ci riuscì solo molti decenni dopo, a 82 anni, trasformando un sogno rimandato in un momento storico.
Una vita costruita attorno al volo
Mary Wallace “Wally” Funk nacque nel 1939 e sviluppò prestissimo una passione totale per gli aerei. Volava già da adolescente e a soli 20 anni era diventata un’aviatrice professionista. Per lei il volo non fu mai un semplice lavoro: era una vocazione, un modo di vivere e una sfida costante contro i limiti imposti alle donne del suo tempo.
Nel corso della carriera accumulò migliaia di ore di volo e contribuì alla formazione di moltissimi piloti. Fu anche una figura di rottura nelle istituzioni aeronautiche statunitensi: divenne la prima donna ispettrice della Federal Aviation Administration e la prima donna investigatrice per la sicurezza aerea del National Transportation Safety Board.
Questi incarichi raccontano bene la portata della sua carriera. Funk non cercò soltanto di trovare spazio in un ambiente dominato dagli uomini; riuscì a entrare in ruoli tecnici, ispettivi e investigativi nei quali la presenza femminile era ancora rarissima.
Le Mercury 13 e il sogno interrotto dello spazio
Nel 1961 Wally Funk entrò nel gruppo poi conosciuto come Mercury 13, composto da donne pilota sottoposte a test fisici e psicologici simili a quelli affrontati dagli astronauti uomini del programma Mercury. Il progetto, guidato dal medico William Randolph Lovelace, non aveva una sponsorizzazione ufficiale del governo, ma dimostrò quanto le donne potessero reggere prove estremamente dure.
Funk era la più giovane del gruppo. Aveva 21 anni e già una notevole esperienza nel volo. In uno dei test più celebri, trascorse 10 ore e 35 minuti in una vasca di deprivazione sensoriale, superando nettamente il tempo registrato da John Glenn in una prova analoga.
Nonostante i risultati, il percorso non portò all’ingresso delle donne nel corpo astronauti. La NASA avrebbe selezionato le prime candidate astronauta solo molti anni più tardi. Funk non si arrese: fece domanda tre volte per diventare astronauta, ma venne respinta in ogni occasione.
Il volo con Blue Origin nel 2021
Il sogno di raggiungere lo spazio si realizzò finalmente il 20 luglio 2021, quando Funk salì a bordo del veicolo suborbitale New Shepard di Blue Origin. La missione NS-16 fu il primo volo con equipaggio del veicolo e portò nello spazio Jeff Bezos, Mark Bezos, Oliver Daemen e la stessa Funk.
A 82 anni, Funk divenne in quel momento la persona più anziana ad aver raggiunto lo spazio. Il record fu poi superato, ma lei è rimasta la donna più anziana ad aver volato nello spazio e l’unica delle Mercury 13 a essere riuscita davvero ad arrivarci.
Dopo il volo, descrisse l’esperienza come “incredibile”. Era la sintesi perfetta di un’attesa durata sessant’anni: non una parentesi spettacolare nella vecchiaia, ma la chiusura di un percorso iniziato quando lo spazio sembrava una promessa riservata ad altri.
Un’eredità che va oltre il record
Blue Origin ha ricordato Funk definendola “una pioniera in ogni senso della parola”. Il tributo coglie il punto centrale della sua eredità: Wally Funk non è stata importante soltanto perché ha stabilito un record anagrafico. Lo è stata perché ha continuato a credere nel proprio posto nel cielo anche quando le istituzioni le dicevano di no.
La sua storia parla di ostinazione, competenza e desiderio di apertura. Funk non si limitò a rivendicare uno spazio per sé: dimostrò, con una carriera concreta, che le donne potevano pilotare, insegnare, ispezionare, investigare e affrontare test pensati per gli astronauti.
Il suo viaggio del 2021 ebbe un valore simbolico potente proprio per questo. Non cancellò le esclusioni del passato, ma mostrò quanto a lungo possa resistere un sogno quando è sostenuto da talento e determinazione.
Wally Funk sarà ricordata come una delle grandi figure dell’aviazione americana e come una pioniera dell’accesso femminile allo spazio. La sua vita resta una testimonianza limpida: a volte la storia arriva tardi, ma può ancora riconoscere chi aveva ragione molti anni prima.
Fonte: space.com
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