Microsoft smentisce le accuse sui licenziamenti Xbox e i visti H-1B

Microsoft smentisce il legame tra licenziamenti Xbox e visti H-1B, parlando di ristrutturazione necessaria per rilanciare la divisione gaming.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Microsoft smentisce le accuse sui licenziamenti Xbox e i visti H-1B

Microsoft ha respinto le accuse secondo cui i recenti licenziamenti nella divisione Xbox sarebbero legati alla volontà di sostituire dipendenti con lavoratori stranieri assunti tramite visti H-1B. La smentita è arrivata da Frank X. Shaw, responsabile della comunicazione dell’azienda, che ha definito quelle ricostruzioni “informazioni sbagliate”.

La questione è esplosa dopo l’annuncio di una nuova ondata di tagli in Microsoft. Circa 4.800 dipendenti sono coinvolti nella ristrutturazione complessiva, mentre la divisione Xbox è stata colpita in modo particolarmente pesante, con circa 1.600 posti interessati nella fase iniziale e ulteriori riduzioni previste entro la fine dell’anno fiscale.

La risposta di Microsoft alle accuse

Shaw ha chiarito che i cambiamenti alla forza lavoro non sono stati decisi per sostituire lavoratori americani con personale straniero. La motivazione indicata dall’azienda è diversa: Microsoft sta cercando di ristrutturare il business Xbox, giudicato in una fase difficile e bisognoso di un intervento profondo.

Il dirigente ha spiegato che i numeri sui visti H-1B citati nelle discussioni online e in alcuni articoli non riguardano specificamente Xbox. Si tratterebbe invece di rinnovi e richieste di nuove assunzioni a livello dell’intera Microsoft, quindi non collegabili direttamente ai licenziamenti della divisione gaming.

Shaw ha anche aggiunto che quei visti rappresentano una piccola parte della forza lavoro complessiva dell’azienda e che la maggioranza dei ruoli colpiti dai tagli non era costituita da posizioni statunitensi. La precisazione punta a separare due piani che, nel dibattito pubblico, sono stati rapidamente sovrapposti: da un lato la ristrutturazione di Xbox, dall’altro il tema più ampio dell’immigrazione qualificata nel settore tecnologico.

Xbox attraversa una fase di forte ristrutturazione

I licenziamenti rientrano in uno dei momenti più delicati della storia recente di Xbox. La divisione gaming di Microsoft sta affrontando un riassetto che coinvolge team, studi e progetti in diverse aree del mondo. Alcuni studi sono stati ceduti o avviati verso forme di separazione, mentre altre realtà interne hanno subito perdite significative.

La ristrutturazione non riguarda soltanto i numeri. Microsoft sembra voler semplificare l’organizzazione di Xbox, ridurre i livelli gestionali e concentrare gli investimenti sulle aree considerate più sostenibili o redditizie. È una strategia dolorosa, soprattutto per i dipendenti coinvolti, ma coerente con il messaggio ripetuto dall’azienda: Xbox deve diventare più stabile, meno dispersiva e più capace di sostenersi nel lungo periodo.

Il contesto rende però inevitabile la polemica. Negli ultimi anni Microsoft ha investito cifre enormi nel gaming, tra acquisizioni, servizi, cloud e studi interni. Di fronte a tagli così estesi, molti osservatori e giocatori si chiedono come sia possibile conciliare quelle ambizioni con una riduzione tanto profonda del personale.

Il tema dei visti H-1B resta sensibile

Il programma H-1B è da tempo al centro del dibattito negli Stati Uniti. Permette alle aziende di assumere lavoratori stranieri qualificati, soprattutto in ambiti tecnologici e scientifici, ma viene spesso criticato da chi ritiene che possa essere usato per ridurre i costi del lavoro o sostituire personale americano.

Negli ultimi mesi il tema è tornato sotto osservazione anche sul piano politico. L’amministrazione statunitense ha discusso riforme pensate per limitare eventuali abusi del sistema e rendere più difficile l’uso dei visti come strumento di compressione salariale. Proprio per questo, l’accostamento tra i licenziamenti Xbox e le approvazioni di visti H-1B ha alimentato rapidamente sospetti e accuse.

Microsoft nega però che esista un collegamento diretto. Shaw ha insistito sul fatto che Xbox resta il più grande datore di lavoro americano nell’industria dei videogiochi e la più grande azienda gaming statunitense. È un modo per ribadire che, secondo l’azienda, la ristrutturazione non nasce da una strategia di sostituzione della forza lavoro nazionale.

Le critiche ad Asha Sharma

Nel dibattito è finita anche Asha Sharma, CEO di Xbox, nominata nello stesso periodo in un gruppo di lavoro della Federal Reserve dedicato a produttività e occupazione. La tempistica ha attirato molte critiche, perché l’incarico è arrivato proprio mentre la divisione Xbox affrontava migliaia di tagli.

Shaw è intervenuto anche su questo punto, difendendo Sharma da attacchi personali e insinuazioni legate alla sua origine. Il dirigente ha sottolineato che la CEO di Xbox è nata, cresciuta ed educata negli Stati Uniti, in Wisconsin. La precisazione non cambia il peso industriale dei licenziamenti, ma serve a distinguere le critiche legittime alla gestione aziendale da commenti o accuse basate su elementi personali.

La vicenda resta comunque pesante per Xbox. I tagli colpiscono lavoratori, studi e progetti in un momento in cui il marchio sta cercando di ridefinire la propria identità tra console, Game Pass, cloud e pubblicazione multipiattaforma. Microsoft prova a presentare la ristrutturazione come una scelta necessaria per rimettere in salute il business, ma la discussione pubblica dimostra quanto il tema sia ormai più ampio dei soli videogiochi.

Per ora, il messaggio dell’azienda è netto: i licenziamenti Xbox non sarebbero legati alla sostituzione dei dipendenti con lavoratori stranieri. Resta però aperta una domanda più grande, destinata a pesare ancora a lungo: quale sarà il costo umano della nuova strategia Microsoft nel gaming?

Microsoft smentisce le accuse sui licenziamenti Xbox e i visti H-1B
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti