Spider-Man: Brand New Day, il Punitore sarà il nuovo mentore di Peter Parker

In Spider-Man: Brand New Day, Frank Castle diventerà un mentore inatteso per Peter Parker, cercando di impedirgli di lasciarsi consumare dalla rabbia e dall’isolamento.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Peter Parker troverà una guida decisamente insolita in Spider-Man: Brand New Day. Dopo Tony Stark, Doctor Strange e le due varianti dell’Uomo Ragno incontrate nel multiverso, sarà Frank Castle a cercare di impedire al giovane eroe di imboccare una strada troppo oscura. Jon Bernthal ha infatti anticipato che il Punitore assumerà una funzione quasi protettiva nei confronti dello Spider-Man interpretato da Tom Holland.

La scelta nasce dalla nuova condizione di Peter. All’inizio del film, il ragazzo vive da solo in una New York che non ricorda più la sua identità e ha deciso di dedicarsi completamente alla lotta contro il crimine. La pressione crescente e una misteriosa evoluzione fisica rischiano però di spingerlo verso comportamenti sempre più aggressivi.

Frank Castle riconoscerà la rabbia di Peter

In un’intervista, Bernthal ha descritto Frank Castle come un uomo guidato esclusivamente dalla propria missione, poco disposto a stringere rapporti con le persone che incontra. In Brand New Day, tuttavia, questa corazza inizierà a mostrare alcune crepe.

Il Punitore riconoscerà in Peter la stessa rabbia e la stessa tendenza all’isolamento che hanno segnato la sua vita. Proprio per questo cercherà di convincerlo a non imitare il suo comportamento. Frank sa bene quali siano le conseguenze di un’esistenza consumata dalla violenza e non vuole che Spider-Man rinunci alla propria umanità per diventare una figura simile a lui.

Una scena citata dall’attore coinvolgerà anche MJ, interpretata da Zendaya. Castle noterà la tensione tra lei e Peter e rimprovererà il ragazzo per il modo in cui la sta trattando. Dietro la durezza del personaggio emergerà quindi una forma inattesa di protezione: Frank accetterà di essere ormai troppo vicino all’oscurità, ma proverà a impedire che Peter compia lo stesso percorso.

Un rapporto diverso da quello con Tony Stark

Tony Stark è stato il primo grande mentore di Peter nel Marvel Cinematic Universe. Lo ha reclutato in Captain America: Civil War, gli ha fornito un costume tecnologicamente avanzato e lo ha seguito durante gli eventi di Spider-Man: Homecoming. Il loro rapporto era simile a quello tra un padre e un figlio, anche se Tony non esitava a imporgli limiti severi.

Il momento più importante arrivò quando Stark gli tolse il costume, obbligandolo a dimostrare di essere un eroe anche senza la tecnologia. La sua morte in Avengers: Endgame lasciò Peter senza un punto di riferimento e contribuì alle insicurezze mostrate in Spider-Man: Far From Home.

Frank Castle sarà un mentore molto diverso. Non offrirà equipaggiamenti, missioni ufficiali o accesso a risorse avanzate. Il suo contributo nascerà dall’esperienza personale e dalla consapevolezza di ciò che accade quando la rabbia prende il controllo. La collaborazione avrà inoltre una dimensione più urbana, coerente con il ritorno di Spider-Man tra le strade di New York.

Le guide incontrate da Peter nel MCU

Nel corso della sua storia, Peter ha ricevuto consigli da numerose figure. Non tutte, però, possono essere considerate veri mentori. Quentin Beck, per esempio, si presentò come un eroe proveniente da un altro universo e sfruttò la vulnerabilità del ragazzo per impadronirsi degli occhiali E.D.I.T.H. Mysterio rappresentò quindi una falsa guida, capace di conquistare la sua fiducia soltanto per manipolarlo.

Anche il presunto Nick Fury di Far From Home era in realtà lo Skrull Talos, incaricato di sostituire temporaneamente l’ex direttore dello S.H.I.E.L.D. Durante la missione contro gli Elementali, Talos spinse comunque Peter ad assumersi responsabilità più grandi e ad affrontare minacce lontane dalla sua attività abituale.

Doctor Strange entrò invece in conflitto con lui in Spider-Man: No Way Home. Lo aiutò inizialmente a risolvere il problema della sua identità pubblica, ma le azioni impulsive di Peter provocarono una crisi multiversale. Strange svolse il ruolo di un’autorità severa, meno affettuosa rispetto a Stark e spesso esasperata dalle decisioni del ragazzo.

Gli altri Spider-Man e la lezione di zia May

Le guide più importanti di No Way Home furono le versioni di Spider-Man interpretate da Tobey Maguire e Andrew Garfield. Entrambi riconobbero il dolore di Peter dopo la morte di zia May e lo aiutarono a non trasformare la sofferenza in vendetta.

Lo Spider-Man di Maguire impedì fisicamente a Peter di uccidere Norman Osborn. Quello di Garfield, segnato dalla perdita di Gwen Stacy, gli mostrò invece quanto fosse pericoloso lasciarsi consumare dal senso di colpa. Il loro intervento permise al protagonista di ritrovare il principio che aveva sempre guidato la sua attività da eroe.

Anche Happy Hogan ha rappresentato una presenza stabile, prima come intermediario di Tony Stark e successivamente come alleato personale. Zia May, però, rimane il vero punto di riferimento morale di Peter. Poco prima di morire, gli ricordò che da un grande potere derivano grandi responsabilità, consegnandogli la lezione fondamentale della sua intera storia.

Il Punitore proverà a salvare Peter da sé stesso

In Spider-Man: Brand New Day, Peter non può più contare direttamente su queste persone. MJ e Ned non ricordano il loro rapporto con lui, Tony e May sono morti e persino Happy non conosce più la sua identità. La solitudine rischia quindi di trasformare la dedizione di Spider-Man in ossessione.

Frank Castle appare come la persona meno adatta a insegnare moderazione, ma è proprio questa contraddizione a rendere interessante il rapporto. Il Punitore conosce il costo della vendetta e può riconoscere i segnali di una deriva che altri personaggi potrebbero sottovalutare.

La sua presenza nel film è confermata sia da Marvel sia da Sony Pictures. Bernthal farà parte di un cast che comprende Tom Holland, Zendaya, Jacob Batalon, Sadie Sink, Mark Ruffalo, Michael Mando e Tramell Tillman. Il film è diretto da Destin Daniel Cretton e arriverà nelle sale statunitensi il 31 luglio 2026.

Il Punitore non sostituirà davvero Tony Stark sul piano affettivo, ma potrebbe diventare la guida di cui Peter ha bisogno in questa fase. Non gli insegnerà come costruire un costume o affrontare una minaccia cosmica: proverà semplicemente a ricordargli che Spider-Man non deve diventare un uomo dominato dalla rabbia.

Spider-Man: Brand New Day, il Punitore sarà il nuovo mentore di Peter Parker
Spider-Man: Brand New Day, il Punitore sarà il nuovo mentore di Peter Parker HUB Marvel Cinematic Universe
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