Un piccolo simulatore dedicato alla riparazione di vecchi dispositivi elettronici si è trasformato rapidamente in uno dei successi indie più curiosi dell’estate. ReStory: Chill Electronics Repairs, ambientato nella Tokyo della metà degli anni 2000, ha recuperato l’intero budget di sviluppo nelle prime 12 ore dalla pubblicazione su Steam. Il risultato è diventato ancora più significativo nei giorni successivi, quando gli incassi hanno raggiunto diversi milioni di dollari.
Sviluppato da Mandragora e pubblicato da tinyBuild, ReStory è arrivato su Steam il 6 agosto 2026. Il gioco propone un’esperienza rilassata incentrata sulla gestione di un negozio di riparazioni, dove console, telefoni cellulari, lettori musicali e altri dispositivi ispirati all’elettronica dei primi anni 2000 tornano a nuova vita.
ReStory recupera il budget in sole 12 ore
A fornire i primi numeri sul lancio è stato Alex Nichiporchik, CEO di tinyBuild. Già il giorno successivo alla pubblicazione, il gioco aveva superato 1 milione di dollari di ricavi lordi, con quasi 80.000 copie vendute. Nichiporchik ha inoltre rivelato che il progetto era riuscito a recuperare completamente i propri costi di sviluppo entro appena 12 ore.
La crescita è poi proseguita rapidamente. tinyBuild ha comunicato il superamento delle 100.000 copie vendute in due giorni, accompagnato da circa 2 milioni di dollari di vendite. Entro il 10 agosto, il totale indicato da Nichiporchik era già salito a 3 milioni di dollari.
Numeri importanti per una produzione indipendente, soprattutto considerando il poco tempo trascorso dal debutto. Il successo sembra inoltre essere stato accompagnato da un’accoglienza molto favorevole da parte del pubblico: nei primi giorni la percentuale di recensioni positive su Steam si è mantenuta tra il 96% e il 98%, collocando il gioco nella fascia delle valutazioni estremamente positive.
Un negozio di riparazioni nella Tokyo degli anni 2000
Alla base di ReStory c’è un’idea piuttosto semplice. Il giocatore gestisce un piccolo negozio di elettronica e deve diagnosticare problemi, smontare apparecchi e sostituire componenti per riportare in funzione dispositivi ispirati alla tecnologia dell’epoca.
L’ambientazione punta con decisione sulla nostalgia per gli anni 2000. Tra gli oggetti presenti compaiono anche console Atari con licenza ufficiale, affiancate da prodotti immaginari che richiamano marchi e dispositivi facilmente riconoscibili. Ci sono, per esempio, le console “Nony PlayMachines”, i dispositivi portatili “PMP”, i telefoni “Pokia” e i lettori musicali “Mapple Mypods”.
La componente gestionale si intreccia inoltre con quella narrativa. I clienti non servono semplicemente a consegnare apparecchi rotti: raccontano le proprie storie e le decisioni prese durante la partita possono influenzare sia la loro vita sia l’evoluzione del negozio. La struttura prevede infatti una narrazione ramificata e finali differenti in base alle scelte del giocatore.
Le accuse sull’uso dell’intelligenza artificiale
Prima dell’uscita, ReStory era finito al centro di alcune discussioni legate a un possibile utilizzo di asset generati tramite intelligenza artificiale. Alcuni utenti avevano evidenziato nei materiali promozionali dettagli grafici considerati sospetti, tra cui tastiere dalla forma poco chiara e scritte difficili da interpretare.
Gli sviluppatori hanno respinto pubblicamente le accuse sul forum di Steam. “Non ci sono asset generati dall’IA in ReStory e non ce ne saranno mai”, ha precisato il team, aggiungendo che la grafica del gioco è stata realizzata dai propri artisti. Per sostenere la spiegazione sono stati condivisi anche alcuni schizzi preliminari utilizzati durante il processo creativo.
Il team ha inoltre spiegato che persino le brevi vocalizzazioni utilizzate dai personaggi sono state registrate dagli stessi artisti e da altri membri dello studio, anziché essere prodotte artificialmente.
Un debutto oltre le aspettative per tinyBuild
Il risultato ottenuto da ReStory dimostra come una proposta molto specifica possa trovare rapidamente il proprio pubblico. Il fascino dell’elettronica retrò, l’ambientazione giapponese e il ritmo rilassato della gestione del negozio hanno contribuito a distinguere il titolo in un mercato particolarmente affollato.
A pochi giorni dal debutto, i numeri parlano già di un lancio estremamente positivo: budget recuperato in mezza giornata, oltre 100.000 copie in due giorni e ricavi saliti fino a 3 milioni di dollari entro il 10 agosto. Per ReStory, quello che sembrava un tranquillo viaggio nella tecnologia degli anni 2000 si è trasformato molto rapidamente in un successo commerciale.







