Ottoni possenti, melodie trionfali e temi immediatamente riconoscibili hanno accompagnato per decenni i supereroi sul grande e piccolo schermo. Alcune delle produzioni Marvel e DC del 2026 stanno però seguendo una strada differente. I compositori di VisionQuest, Spider-Noir e Supergirl hanno costruito le rispettive colonne sonore partendo non tanto dall’eroe in costume, quanto dalla persona fragile, tormentata o incompleta che si nasconde dietro di esso.
Durante una tavola rotonda dedicata ai compositori al San Diego Comic-Con 2026, Mick Giacchino, Kris Bowers, Michael Dean Parsons e Claudia Sarne hanno raccontato come questa impostazione abbia influenzato il suono dei loro progetti. Il risultato è un approccio nel quale la musica cresce insieme ai personaggi, riservando i momenti più apertamente eroici alle fasi in cui acquistano davvero significato.
VisionQuest racconta la crisi d’identità di Visione
Per Mick Giacchino, compositore di VisionQuest, il punto di partenza non è stato il passato musicale del Marvel Cinematic Universe. Un consiglio ricevuto da suo padre Michael Giacchino lo ha spinto invece a concentrarsi sulla domanda più importante: di cosa parla realmente questa specifica storia?
La risposta porta lontano dalla tradizionale avventura supereroistica. Giacchino ha descritto la serie come una sorta di “terapia familiare” attraversata da una crisi d’identità, con padri e figli impegnati a ricomporre rapporti complicati. Anche Visione non è più esattamente quello conosciuto in precedenza e deve capire chi è diventato.
La colonna sonora riflette direttamente questa condizione. Giacchino ha scelto inizialmente di privilegiare gli archi, evitando un uso eccessivo degli ottoni e delle sonorità più enfatiche. I passaggi apertamente eroici vengono conservati per i momenti in cui risultano davvero giustificati dalla storia.
Mentre Visione ricostruisce progressivamente la propria identità, anche il suo tema musicale cambia. La musica non rappresenta quindi un elemento statico, ma segue il percorso del protagonista e si sviluppa insieme a lui. VisionQuest arriverà su Disney+ con questo titolo anche in Italia, mentre il personaggio mantiene la denominazione ufficiale italiana Visione.
Ultron avrà un’identità musicale più classica e inquietante
Un trattamento particolare è stato riservato anche a Ultron, nuovamente interpretato da James Spader dopo Avengers: Age of Ultron. Per trovare la sua identità sonora, Giacchino è partito dalla natura filosofica e complessa del personaggio.
Il compositore ha guardato alla musica classica e a un’impostazione quasi operistica, aggiungendo però elementi capaci di suggerire il funzionamento incessante della mente artificiale di Ultron. Tra questi compare il pianoforte preparato, affiancato da ticchettii e sonorità che ricordano ingranaggi in movimento.
L’obiettivo è dare la sensazione che nella testa del villain qualcosa stia continuamente elaborando informazioni. Ultron calcola, anticipa e prepara la mossa successiva, e quei suoni meccanici diventano così una parte della sua personalità musicale.
Spider-Noir parte da un eroe ormai “spezzato”
Kris Bowers e Michael Dean Parsons hanno affrontato un problema diverso con Spider-Noir: trovare un’identità originale per un personaggio appartenente a uno dei franchise musicalmente più riconoscibili della cultura pop.
La soluzione è stata ignorare, almeno inizialmente, il peso dell’eredità di Spider-Man e concentrarsi su Ben Reilly. Questa versione del protagonista è più anziana, attraversa un periodo oscuro della propria esistenza e viene descritta come lontana dal classico supereroe nel pieno delle forze.
Bowers ha sviluppato una melodia capace di rappresentare prima di tutto il lato più fragile e tormentato di Ben, verificando poi se lo stesso materiale riuscisse a funzionare quando il personaggio entrava nella sua dimensione più fisica e supereroistica.
Parsons ha seguito un principio analogo: guardare al viaggio emotivo del protagonista senza lasciarsi schiacciare da tutto ciò che musicalmente è già stato associato a Spider-Man. Questa libertà ha permesso ai compositori di trattare Spider-Noir quasi come una tela bianca, senza regole rigide da rispettare.
Anche Robbie Robertson cambia insieme alla sua musica
La stessa filosofia è stata applicata ai comprimari. Il Robbie Robertson interpretato da Lamorne Morris rappresenta un contrappunto più ottimista alla visione pessimista di Ben, e il suo tema parte quindi da sonorità più leggere.
Anche la fotografia entra nella costruzione musicale del personaggio, con suoni di otturatori inseriti nelle percussioni. Tuttavia, il tema non resta immutato: con l’evoluzione di Robbie, elementi come battiti di mani e fischi iniziano progressivamente a scomparire.
Nei momenti più eroici e trasformativi, la stessa melodia può così assumere un carattere più ampio e orchestrale. È proprio questa capacità di modificare temi già riconoscibili a permettere alla musica di accompagnare l’evoluzione dei personaggi durante gli otto episodi. I compositori hanno inoltre espresso la speranza di poter proseguire questo percorso in una seconda stagione.
Supergirl presenta il suo tema attraverso la tragedia
Anche Claudia Sarne ha evitato l’ingresso trionfale per il tema principale di Kara in Supergirl. La melodia associata alla protagonista viene presentata per la prima volta in un momento tragico, e soltanto successivamente assume un significato differente.
La scelta nasce dalla condizione emotiva di Kara Zor-El. Sarne la vede come una figura persa e ferita, consapevole del proprio dolore e non intenzionata a nasconderlo. Il suo percorso riguarda la ricerca di uno scopo e di una forma di redenzione, più che l’affermazione immediata della propria natura eroica.
Per Sarne, Supergirl ha rappresentato anche un netto cambiamento professionale. Dopo esperienze caratterizzate da composizioni più minimaliste e contenute, il film le ha permesso di lavorare su una scala molto più ampia, arrivando per la prima volta agli Abbey Road Studios.
Le tre produzioni mostrano così una tendenza comune: l’eroismo musicale non scompare, ma viene conquistato. Prima arrivano fragilità, dubbi e trasformazioni personali; solo dopo la musica può diventare davvero imponente. È un modo diverso di accompagnare Marvel e DC, nel quale il tema di un supereroe non racconta soltanto ciò che sa fare, ma soprattutto chi sta cercando di diventare.






