Air Bud Returns riporterà Buddy sul grande schermo il 22 gennaio 2027, quasi trent’anni dopo il debutto di Air Bud – Campione a quattro zampe. Il nuovo capitolo punta a recuperare lo spirito che ha reso popolare il franchise tra diverse generazioni, ma senza limitarsi a riproporre la stessa storia. E soprattutto, nonostante i progressi degli effetti digitali, il nuovo Buddy sarà interpretato da cani reali e non da un animale creato in CGI o con l’intelligenza artificiale. La data d’uscita statunitense è confermata anche dal distributore Cineverse.
Il franchise dedicato al Golden Retriever appassionato di sport è arrivato nel corso degli anni a 15 film e tre produzioni televisive. Per il ritorno al cinema, il regista Robert Vince ha però scelto un approccio volutamente tradizionale: conservare gli elementi più riconoscibili di Air Bud, introducendo allo stesso tempo nuovi personaggi e una nuova storia.
Air Bud Returns non sarà una copia del film del 1997
Durante il San Diego Comic-Con 2026, Robert Vince ha spiegato che l’obiettivo non è quello di ricostruire passo per passo Air Bud – Campione a quattro zampe. Il primo film, uscito nel 1997, raccontava l’incontro tra un ragazzo e un Golden Retriever randagio dotato di un sorprendente talento per il basket. Quell’idea resta alla base del franchise, ma Air Bud Returns cercherà di muoversi in una direzione diversa.
“Volevamo prendere tutto il DNA del primo film e fare qualcosa di completamente nuovo e unico”, ha spiegato Vince, sottolineando la presenza di nuovi personaggi e di una storia inedita. Restano però alcuni dei temi storicamente associati alla saga, compresa l’idea che tutto possa diventare possibile quando si gioca con il cuore.
Il nuovo capitolo affronterà anche temi come l’eredità familiare, la redenzione e il ritorno a casa. Una scelta che permette al progetto di rivolgersi contemporaneamente a chi è cresciuto con Buddy e ai bambini che potrebbero incontrare il personaggio per la prima volta.
Un ritorno pensato per più generazioni
La distanza temporale dal film del 1997 è parte integrante dell’idea alla base di Air Bud Returns. Per Vince, il 2027 offre infatti la possibilità di trasformare il ritorno di Buddy in un’esperienza capace di coinvolgere più generazioni della stessa famiglia.
Chi vide il primo Air Bud da bambino potrebbe oggi tornare al cinema accompagnando i propri figli, mentre i genitori che portarono quella generazione nelle sale potrebbero ormai essere diventati nonni. È proprio questo passaggio del tempo che, per il regista, rende particolarmente adatto il momento scelto per riportare il franchise sul grande schermo.
La nostalgia, comunque, non dovrebbe essere l’unico elemento del film. Vince ha chiarito di aver cercato qualcosa che rendesse omaggio al passato senza trasformarsi in una semplice ripetizione. L’intenzione è conservare la familiarità di Air Bud, ma costruendo attorno a Buddy una nuova storia.
Il nuovo Buddy non sarà creato in CGI
La scelta più significativa riguarda proprio il protagonista a quattro zampe. Non verrà utilizzato un cane in CGI per interpretare Buddy, nonostante la tecnologia moderna avrebbe probabilmente reso più semplice la realizzazione di molte sequenze.
Vince ha spiegato che la produzione ricorre invece a diversi accorgimenti pratici per ottenere le azioni necessarie durante le riprese, comprese naturalmente le scene dedicate al basket. Non si tratta di sequenze che possono essere realizzate facilmente in un solo tentativo, soprattutto quando l’interprete principale è un animale.
“Il cane è un cane vero”, ha sottolineato il regista. La ragione è direttamente collegata alla natura della storia: al centro di Air Bud rimane il rapporto tra un ragazzo e il suo cane. Sostituire Buddy con una creazione completamente digitale, secondo Vince, rischierebbe di ridurre quella sensazione di autenticità che permette al pubblico di entrare in sintonia con il personaggio.
La stessa considerazione vale per l’intelligenza artificiale. Alla domanda sul perché non affidarsi alle nuove tecnologie, il regista ha ribadito che il risultato non avrebbe restituito la stessa impressione di trovarsi davanti a un animale reale.
Per interpretare Buddy servono più cani
L’approccio pratico comporta però una difficoltà particolare: un singolo cane non è in grado di svolgere tutto ciò che Buddy deve fare nel film.
Il cane protagonista è stato scelto soprattutto per il suo carisma, il suo aspetto e la sua personalità davanti alla macchina da presa. Le sequenze più complesse legate al basket richiedono invece animali con caratteristiche differenti e un livello di concentrazione particolarmente elevato.
Vince ha ricordato quanto fosse eccezionale il Buddy del film del 1997 quando si trattava di interagire con il pallone. Nella nuova produzione, invece, le diverse abilità vengono distribuite tra più Golden Retriever.
Il regista ha descritto questa organizzazione con un paragone cinematografico molto semplice: c’è la “star del film” e ci sono gli “stuntman”, in questo caso cani addestrati per occuparsi delle azioni sportive più impegnative. Gli esemplari utilizzati per il basket tendono a essere estremamente concentrati sul compito, mentre il protagonista deve soprattutto avere la presenza necessaria per sostenere le scene narrative.
È una soluzione decisamente meno immediata rispetto alla creazione di un Buddy digitale, ma riflette la filosofia scelta per Air Bud Returns. A quasi trent’anni da Air Bud – Campione a quattro zampe, Robert Vince vuole riportare sullo schermo la stessa componente che aveva reso speciale il primo incontro tra il pubblico e Buddy: un vero cane, davanti alla macchina da presa, alle prese ancora una volta con un pallone da basket.






