Star Wars: L’Alta Repubblica Avventure – Missione a Bilbousa è recentemente arrivato nelle fumetterie italiane. Si tratta della seconda parte di una serie a fumetti che molto successo aveva già riscontrato con il primo volume, quando abbiamo seguito le storie di quattro giovani utilizzatori della Forza, l’apprendista Jedi Lula Talisola, la giovane Mikkian Zeen Mrala e gli altri apprendisti Farzala e Qort. Al di là dei giovani protagonisti, la serie scritta da Daniel José Older fa luce su aspetti fondamentali dell’epoca dell’Alta Repubblica, seguendo le vicende dalla prospettiva di personaggi di grande rilevanza. È l’unico contenuto dell’Alta Repubblica, ad esempio, dove incontriamo il Maestro Yoda.
Questo secondo volume punta con grande convinzione sul ritorno di personaggi che abbiamo amato nei romanzi e in altri fumetti dell’Alta Repubblica. Affie Hollow, Leox Giasi, il sasso Geode, Bell Zettifar, Vernestra Rwoh, Lourna Dee, Stellan Gios e lo stesso Occhio dei Nihili, l’inquietante Marchion Ro, infatti, non si vedono direttamente in azione in nessuna delle opere dell’Alta Repubblica, se non in Avventure.
Come sappiamo dagli altri contenuti, le cose si sono fatte parecchio pericolose da quando i predoni Nihil sotto la guida del potente e misterioso Marchion Ro hanno incominciato a imperversare nella galassia arrivando allo scontro aperto con i Jedi, dopo il loro vigliacco attacco alla Fiera della Repubblica di Valo raccontano in Si alza la tempesta. Negli ultimi mesi tanti Jedi sono scomparsi o caduti mentre combattevano contro i Nihil e i Drengir. I Maestri Jora Malli e Rah Barocci sono morti, mentre Yoda e Loden Greatstorm sono svaniti senza lasciare traccia.

Questa nuova situazione influisce anche sui giovani Padawan della Star Hopper, una nave spaziale che funge da “accademia mobile” sotto l’illuminata guida dei Maestri Yoda e Torban Buck, conosciuto anche come Fiumi di Sangue. Nel primo volume di Avventure abbiamo visto i Padawan della Star Hopper coinvolti, malgrado la loro giovane età, nello scontro con i Nihil, che ha portato i due amici d’infanzia Krix Kamerat e Zeen Mrala a dividersi aderendo alle opposte fazioni. Kriz, che è cresciuto fin dall’infanzia con l’insegnamento che utilizzare la Forza fosse sbagliato e pericoloso, è finito per diventare un protetto di Marchion Ro unendosi ai Nihil. Zeen, invece, avendo una grande affinità con la Forza, che ha tenuto nascosta perché sul suo pianeta, Trymant IV, viene insegnato a non fidarsi dei Jedi, si è aggregata al resto dei Padawan, pur non arrendendosi all’idea di aver perso il suo migliore amico, sebbene ora egli le sia ostile.
Sempre nella prima parte, inoltre, abbiamo scoperto come Ro abbia acquisito entrambe le metà della reliquia che serve per controllare il Grande Livellatore, una creatura che può polverizzare i Jedi e recidere il loro legame con la Forza. La sua ricerca, infatti, lo aveva portato a Trymant IV e Quantxi, per poi trovare un pezzo della reliquia su Vrant Tarnum. In seguito a questa vicenda ha acquisito Krix Kamerat come suo apprendista.

Prima di tornare a queste storie, il secondo volume racconta la missione dei due Padawan Farzala e Qort nel pericoloso Nal Hutta (il pianeta che fa parte dello Spazio Hutt insieme alla sua Luna Nar Shaddaa e gli altri pianeti Cyrkon, Vodran e Klatooine) dove devono dare il loro contributo in negoziazioni di pace con gli Hutt. La storia si svolge contemporaneamente alla missione del Maestro Jedi Avar Kriss che, insieme a una squadra d’assalto Hutt sotto la guida di Myarga, sta attaccando il pianeta natale dei Drengir per scoprire le origini della loro Grande Progenitrice. I Drengir sono una specie di piante carnivore senzienti che i Jedi hanno incontrato per la prima volta sulla remota stazione Amaxine. Qui i Jedi hanno trovato delle Statue del Lato Oscuro, reliquie di un passato dimenticato, che erroneamente hanno portato su Coruscant per un’indagine. Ma le reliquie tenevano sotto controllo i Drengir, i quali, in assenza degli idoli, hanno iniziato a infestare la stazione. Il contingente dei Jedi su Nal Hutta punta, quindi, a ottenere parallelamente un sodalizio strategico e una pace duratura con gli Hutt visto che Jedi e Hutt si trovano con un nemico in comune, i Drengir.

A fornire il mezzo di trasporto per il contingente di pace è l’equipaggio della Vascello, la nave di Affie Hollow, del pilota Leox Gyasi, eccezionale quanto strambo, e del navigatore Geode, un Vintian, di cui abbiamo fatto la conoscenza nel romanzo Nell’oscurità e che ritroveremo in La stella caduta.

Ma non possiamo districarci in questa storia se prima non facciamo la conoscenza di Farzala e Qort. Farzala Tarabal è un apprendista Jedi Zygerriano di stanza sulla Star Hopper. Si trovava sulla nave quando quest’ultima è corsa verso il pianeta di Trymant per proteggerlo dai proiettili infuocati generati dal Grande Disastro iperspaziale e per respingere il successivo attacco dei Nihil (abbiamo detto perché Ro è interessato a questo pianeta). Non solo l’equipaggio della Star Hopper respinge i Nihil, ma riesce a salvare anche Zeen, unendola alla squadra di apprendisti Jedi sulla Star Hopper. Qort, invece, è un Aloxian che, da bambino, è stato abbandonato su Takodana alla porta di Maz Kanata. Seguendo l’usanza degli Aloxian, per frenare l’aggressività dei più piccoli membri della specie, Qort subì un rituale di iniziazione che lo lasciò in possesso di un teschio di granchio vonduun, il cui uso può sopprimere la tendenza alla violenza.

La missione di Farzala e Qort si svolge a Bilbousa, la città capitale di Nal Hutta e centro del potere degli Hutt. A condurre le negoziazioni per gli Hutt troviamo Skarabda the Hutt, sorella di Myarga. Ma qualcosa va storto perché, inspiegabilmente, la Vascello inizia a puntare le armi contro Bilbousa, scatenando un conflitto tra Jedi e Hutt. Scopriamo che a ordire il complotto è stato Jabba the Hutt (lui ha 604 anni quando muore sul suo vascello su Tatooine), interessato a scalare i ranghi all’interno del Consiglio degli Hutt. Jabba voleva far credere che i Jedi avessero attaccato gli Hutt perché non li aiutassero a combattere i Drengir, in questo modo avrebbe destabilizzato la situazione e privato Skarabda del suo potere.
A questo gruppo di amici si uniscono Ram Jomaram, un Padawan di Valo mago della tecnologia, e Ishnar Ti-Kharatal, leggendaria guerriera degli Hutt e chef sopraffina, che ha aiutato i Jedi su Nal Hutta a smascherare i piani di Jabba.

In queste storie, inoltre, scopriamo almeno un paio di nuovi Jedi che meritano attenzione. Obratuk Glii, Maestro di Farzala, è un Parwan, una specie i cui esponenti vanno in letargo secondo il ritmo delle stagioni di Parwa. Obratuk, che ha più di mille anni e tante braccia con cui può impugnare diverse spade laser contemporaneamente, pensa che la paura non deve essere nemica dei Jedi, e che invece può essere una grande maestra. I Jedi, secondo lui, non possono pensare di combattere una cosa che non hanno mai sperimentato. Il Maestro Obratuk intende in un modo diverso anche la morte, non in chiave completamente negativa perché quando qualcuno trapassa dà vita alla Forza cosmica, da cui la Forza vivente nasce e si alimenta. Altra Jedi decisamente interessante è Sav Malagán, una Kyuzo che risiede su Takodana, il pianeta di Maz Kanata (ha più di mille anni durante i fatti della trilogia sequel). Situato sul confine dell’Orlo Intermedio della galassia, Takodana è un crocevia per esploratori temerari, cacciatori di tesori, pirati e predoni. Maz Kanata lo ha reso un posto sicuro per secoli. Sav Malagán è un potentissimo Maestro Jedi, che da sola è in grado di tener testa a un intero battaglione dei Nihil. Così come il leggendario Maestro Tal Bota, considerato il più grande Jedi di sempre appartenente a un’epoca passata, quando riusciva a fronteggiare da solo orde di seguaci dei Sith.

Il resto del volume è composto da una serie di storie brevi apparse originariamente nello speciale Free Comic Book Day in cui ritroveremo Ram Jomaram, il Padawan di Corsa alla Torre Crashpoint, e nell’Annual della serie, che ci presenta delle avventure con protagonisti i personaggi più famosi dell’Alta Repubblica, ambientate in diversi momenti. In questa parte, il secondo volume di Avventure diventa una sorta di antologia, dove non solo vediamo i protagonisti dell’Alta Repubblica, ma abbiamo modo di apprendere delle storie decisamente determinanti per ricollegare i fatti dei romanzi principali, scritte dagli autori principali dell’Alta Repubblica, come Charles Soule, Claudia Gray, Justina Ireland e Cavan Scott. Soule ci racconta una storia sul mondo minerario di Elphrona, un avamposto dell’Ordine dei Jedi, con protagonisti Bell Zettifar, Loden Greatstorm, la Lama di Bardotta Porter Engle e Indeera Stokes, prima del Grande Disastro Iperspaziale. Claudia Gray ci mostra cosa stessero facendo Affie, Leox e Geode prima di ricevere il messaggio dei Jedi che li porterà in missione fino alla stazione Amaxine. Justina Ireland ci rivela il primo incontro tra Vernestra Rwoh e Stellan Gios e perché il Maestro Jedi è rimasto così impressionato dalla Mirialana al punto da volerla subito come apprendista. Nella storia di Cavan Scott, infine, apprendiamo quanto sia spietata Lourna Dee in uno scontro con Porter Engle.
Avventure, quindi, dà le risposte a molti dei quesiti che il lettore dell’Alta Repubblica si è posto con gli altri contenuti, pur lasciando ancora diverse domande in sospeso. Cos’è successo al Maestro Greatstorm dopo i fatti di Si alza la tempesta? I Nihil hanno davvero un’arma segreta in grado di polverizzare i Jedi? E, soprattutto, dove si è recato il Maestro Yoda? E chi lo sta cercando? Yoda è alla ricerca di qualcosa e ha chiesto di non essere seguito, e di confidare nella Forza. Ma come è possibile che Yoda si assenti in un momento così determinante, e pericoloso, per i Jedi? Probabilmente intorno a questa sparizione si nasconde uno dei risvolti in assoluto più interessanti dell’intera Alta Repubblica.







