Come è finita la prima fase dell’Alta Repubblica

Ransolm Casterfo
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Si può erroneamente pensare che la prima fase dell’Alta Repubblica finisca con il romanzo La stella caduta di Claudia Gray, dove Marchion Ro riesce a distruggere il Faro Starlight in orbita sul pianeta dell’Orlo Esterno di Eiram. In realtà, quella vicenda prosegue per trovare la vera e propria fine della prima fase nel numero 17 della serie a fumetti L’Alta Repubblica, che corrisponde al secondo numero dell’arco narrativo L’occhio della tempesta che fa luce sulla vita di Marchion Ro e sulla sua famiglia.

Apprendiamo che la Repubblica non ha perso solamente il Faro Starlight. Innanzitutto, i Jedi non vogliono più avventurarsi nell’Orlo Esterno, perché lì hanno incontrato la morte diversi membri dell’Ordine per essere entrati in contatto con delle creature non meglio identificate. Si sa solo che queste agiscono sugli esseri sensibili alla Forza, privandoli delle loro abilità e addirittura riducendoli in polvere. Ma anche la Repubblica, apprendiamo ancora dal fumetto, si vedrà interdetta l’accesso all’Orlo Esterno.

Come è finita la prima fase dell’Alta Repubblica

Tramite la tecnologia sviluppata da Chancey Yarrow e il suo progetto Gravity’s Heart, infatti, Marchion Ro è riuscito a costruire e a disseminare in 10 settori dell’Orlo Esterno dei Semitempesta. Questi rendono impossibile la navigazione iperspaziale isolando di fatto una porzione di spazio che rendono terreno di conquista dei Nihil. Chancey Yarrow ha lavorato per tutta la vita su un tipo di proiettore di pozzi gravitazionali che fosse in grado di forzare le navi a uscire dall’iperspazio. La Gravity’s Hearth era dotata di quest’arma prima che i Jedi riuscissero a distruggerla.

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Anche in questa storia si nota come Marchion Ro abbia anticipato tutti con il suo piano. Sembrava avesse concesso a Lourna Dee le risorse per portare avanti i suoi progetti con la Yarrow, ma in realtà ha lavorato per impossessarsi del lavoro delle due. Aveva, infatti, consentito a Lourna Dee di entrare in contatto con la sua più importante risorsa in quel momento, Mari San Tekka, l’Oracolo che forniva a Ro le coordinate iperspaziali necessarie per far funzionare i Motori a Varco installati sulle navi dei Nihil e poter così raggiungere qualsiasi destinazione, anche se non mappata. Ro ha quindi perso il vantaggio dei Varchi, sostituendolo con la capacità di interdire completamente l’Orlo Esterno a Repubblica e Jedi, il che sarà un punto di partenza molto interessante per la terza fase dell’Alta Repubblica.

La seconda, invece, sarà ambientata 150 anni prima di queste vicende, e probabilmente mostrerà di più del passato della famiglia Ro. Sappiamo che hanno confidenza con i cosiddetti Livellatori, o Senza Nome, ovvero le creature che inibiscono i poteri dei Jedi. Nel numero 17 dell’Alta Repubblica veniamo anche a conoscenza di come Ro sia entrato in possesso di altri Senza Nome, ovvero quelli che ha fatto posizionare sul Faro Starlight per rendere i Jedi inermi nella difesa dell’installazione.

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Avevamo letto all’inizio del romanzo Si alza la tempesta della pericolosissima missione di Marchion Ro in compagnia della cugina Kufa e di un individuo sensibile alla Forza di nome Udi Dis, che ci rimettono entrambi la vita. In quella missione Ro aveva recuperato la creatura che è poi diventata nota come il Grande Livellatore. Questa bestia non solo ha il potere di cancellare la connessione con la Forza che hanno i Jedi, ma anche di trasformarli in pietra se esposti alla sua presenza per un tempo abbastanza lungo. È il terribile fato che ha subito il Maestro Jedi Loden Greatstorm. L’attacco portato da Marchion Ro al Faro Starlight ci ha poi rivelato che il Grande Livellatore non era che uno degli esemplari di questa specie di Senza Nome. Esemplari che abbiamo visto entrare in azione contro i Jedi sul Faro Starlight non solo nel romanzo La stella caduta, ma anche nelle pagine a fumetti della serie L’Alta Repubblica quando Keeve Trennis in presenza di un Senza Nome viene investita da un terrore che non ha mai provato prima.

Ora, nel Nonspazio nella Grande Sala dei Nihil Ro ha radunato ciò che rimane dei Nihil ed è pronto a dirigere un nuovo regno nell’Orlo Esterno, senza più il supporto degli Smuovi Tempesta. Nella terza fase ci aspettiamo di vedere un potere assoluto da parte di Ro, con la Repubblica e i Jedi quasi completamente privi di controffensive.

Ricordiamo che nella prima parte di L’occhio della tempesta, il padre di Marchion, Asgar Ro, si è sbarazzato della propria madre Shalla per acquisire un ruolo più attivo all’interno dei Nihil. Poi è toccato a Marchion rimanere impassibile davanti al tradimento dei tre Smuovi Tempesta che hanno assassinato suo padre, con Marchion Ro che non ha fatto altro che raccogliere il suo elmo e prendere il suo posto come nuovo Occhio dei Nihil.

Inoltre, per poter comprendere fino in fondo il numero 17 di L’Alta Repubblica bisogna avere dimestichezza di almeno 4 personaggi non proprio centrali, ma comunque importanti, di questa fase narrativa. Il primo è il Maestro Jedi Obratuk Glii. Maestro di Farzala, Obratuk è un Parwan, una specie i cui esponenti vanno in letargo secondo il ritmo delle stagioni di Parwa. Obratuk, che ha più di mille anni e tante braccia con cui può impugnare diverse spade laser contemporaneamente, pensa che la paura non deve essere nemica dei Jedi, e che invece può essere una grande maestra. Lo abbiamo conosciuto in Star Wars: L’Alta Repubblica Avventure – Missione a Bilbousa, secondo volume di quest’altra interessante serie a fumetti.

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Un cenno viene fatto anche a Keven Tarr, che invece era stato menzionato nel romanzo che apre la prima fase dell’Alta Repubblica, La Luce dei Jedi, scritto da Charles Soule, esattamente come L’occhio della tempesta. Tarr aveva lavorato per il Ministero della Tecnologia della Repubblica all’interno della crisi sul pianeta di Hetzal Prime. Quando il sistema Hetzal fu minacciato dalle anomalie dell’iperspazio dovute al Grande Disastro Iperspaziale, Tarr fu inviato dal ministero per assistere il ministro Zeffren Ecka. Riuscì a visualizzare una mappa delle anomalie nel sistema stellare combinando i feed dai restanti satelliti non distrutti, e in seguito raccolse una trasmissione dal Maestro Jedi Avar Kriss che rassicurava la gente di Hetzal. Adesso Tarr lavora con la Cancelliera Lina Soh per capire come mai la Repubblica non riesce più a penetrare nell’Orlo Esterno.

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Anche il Senatore Izzet Noor torna da La Luce dei Jedi. Lui rappresenta una sorta di opposizione politica rispetto alla Cancelliera Soh, sinceramente preoccupato per le recenti decisioni prese dall’organo di comando principale della Repubblica. Infine, il Gran Maestro Pra-Ter Veter. Lui è un Tarnab e occupa un ruolo molto importante all’interno del Consiglio dei Jedi, visto che solo in tre hanno la carica di gran Maestro: oltre Veter, sono Lahru e Yoda.

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