Il settimo episodio di Star Wars: Andor, intitolato La mano dell’impero, è stato diretto da Benjamin Caron e scritto da Stephen Schiff. Considerato da Tony Gilroy come una ‘pausa’ tra il secondo e il terzo arco narrativo, mostra le conseguenze dirette della rapina su Aldhani.
L’ombra dell’Impero
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Sappiamo che la vera sorpresa sarà quando scopriranno quanto siamo pronti e impazienti di rispondere.[/perfectpullquote]In questo episodio scopriamo che la rapina su Aldhani è stata interpretata dall’Impero come una violazione della sicurezza più che come un atto di rappresaglia. In risposta a tale provocazione, l’autorità imperiale ha deciso di stringere la morsa su tutta la Galassia: un’imposta pari a cinque volte la somma rubata su Aldhani sarà riscossa da tutti i settori che ospiteranno attività ribelli, e ogni usanza e tradizione locale sarà soppressa nel caso venga utilizzata come copertura per azioni anti-imperiali, proprio come successo su Aldhani.
A rivelare le nuove disposizioni imperiali è Wullf Yularen, gerarca imperiale il cui esordio risale a Episodio IV: una nuova Speranza.

Yularen compare anche in The Clone Wars, al servizio della Repubblica Galattica come Ammiraglio della marina. In seguito al disfacimento della Repubblica in favore dell’Impero, rassegnò le sue dimissioni per richiedere l’incarico di Colonnello dell’ISB, l’Imperial Security Bureau, dove lo vediamo proprio in Andor.
In Episodio IV compare sulla Morte Nera, in riunione con altri gerarchi imperiali e lo stesso Darth Vader. Sempre sulla Morte Nera perderà la vita, quando Luke Skywalker la farà saltare in aria nel sistema di Yavin.
Yularen rivela che lo stesso Palpatine, in seguito alla rapina su Aldhani, ha deciso di concedere all’ISB un potere assoluto e senza restrizioni, al fine di stringere la morsa imperiale sulla Galassia, forti della DENSOP (Direttiva Emanatrice Nuove Sentenze per l’Ordine Pubblico), un pacchetto di leggi pensate per inasprire le conseguenze legali nei confronti delle azioni anti-imperiali.
Intanto, grazie ad una comunicazione intercettata da Luthen, scopriamo che su Aldhani la situazione è rovente: i militari sopravvissuti alla rapina sono sotto interrogatorio da parte del’ISB, mentre ben 134 indigeni sono stati arrestati con l’accusa di aver aiutato i ribelli nella fuga. Cinta, che per necessità è dovuta restare sul pianeta, avvista persino uno star destroyer, sintomo di quando l’Impero abbia preso a cuore la questione.
Guerra all’Impero
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Ci serve la paura. Una reazione esagerata. L’impero ci soffoca così lentamente che iniziamo a non accorgercene, è l’ora di fargli forzare la mano.[/perfectpullquote]
Su Coruscant veniamo a sapere che la rapina su Aldhani non è mai stato un piano di Mon Mothma, ma solo e soltanto di Luthen. La senatrice, infatti, teme che la stretta dell’Impero sarà letale in seguito agli eventi messi in moto dal ribelle. Ma una reazione esagerata è proprio quello che Luthen si attende: solo così i popoli della Galassia troveranno la motivazione per ribellarsi davvero all’Impero Galattico.

Alle spalle di Luthen, tra le altre cose, notiamo anche l’elmo di una Guardia del Tempio Jedi, come già visto in The Clone Wars. Il Grande Inquisitore, prima di volgersi al lato oscuro, era proprio una Guardia del Tempio.

Intanto una delle preoccupazioni di Luthen riguarda le piste che potrebbero condurre l’Impero alla sua persona. Per questo invia Kleya Marki ad incontrare Vel Sartha, intanto tornata su Coruscant. Cassian Andor adesso è un pericolo, motivo per cui Vel dovrà rintracciarlo ed eliminarlo.
Fantasmi dal passato
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Quando l’ho saputo ho messo il cappotto buono, e ho attraversato la piazza con il sorriso stampato in faccia.[/perfectpullquote]Tornato su Ferrix, Cassian Andor tenta di convincere Maarva a fuggire dal pianeta. Inizialmente restia, la madre adottiva del futuro ribelle confessa alla fine di non avere alcuna intenzione di lasciare il pianeta. La donna, infatti, non fuggirà ma resterà per lottare, ore che l’Impero ha iniziato a mostrare la sua vera faccia.

In un flashback su Ferrix vediamo come i Cloni (ormai al servizio dell’Impero) abbiano invaso il pianeta e, probabilmente, abbiano impiccato Clem Andor, padre adottivo di Cassian. Questa sequenza dovrebbe essere ambientata subito dopo Episodio III: la Vendetta dei Sith.
In cerca di alleati
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]La Mon Mothma che la gente crede di conoscere è una bugia, una copertura, una facciata. L’ho imparato da Palpatine: ti mostro il sasso che ho in mano e non ti accorgi del coltello alla gola.[/perfectpullquote]Una delle risorse più importanti per la nascente ribellione è la liquidità. I crediti sono fondamentali per alimentare le azioni anti-imperiali, e uno dei compiti di Mothma è proprio quella di muovere denaro in favore dei ribelli. Ora che ha gli occhi dell’Impero puntati contro, però, per Mon è diventato difficile sovvenzionare la Ribellione, motivo per cui avvicina Tay Kolma, banchiere di Chandrila, idealmente distante dall’Impero.
Contemporaneamente il Tenente Supervisore Blavin, durante una riunione dell’ISB in presenza del Maggiore Partagaz, accusa pubblicamente Dedra Meero di essere indisciplinata e di non rispettare la gerarchia. La dedizione di Meero però colpisce positivamente il Maggiore, che rimuove Ferrix dalla lista dei sistemi sotto la giurisdizione di Blavin, affidandolo proprio a Dedra Meero, l’unico ufficiale che ha intuito la minaccia di una ribellione organizzata.
La fuga
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Se la prenda con l’Imperatore.[/perfectpullquote]Sotto la falsa identità di Keef Girgo, Cassian si è rifugiato su Niamos, che ricorda tanto una Miami degli anni ottanta. Maarva e Bix non hanno voluto seguirlo, motivo per cui lo ritroviamo solo, in compagnia di una ragazza probabilmente conosciuta sul posto.
Mentre è sulla spiaggia per acquistare Peezos e Revnog, si imbatte in alcuni fuggiaschi inseguiti da uno shoretrooper, noti anche come Guardie Costiere, ovvero gli assaltatori imperiali di stanza sulle coste già comparsi in Rogue One, sul pianeta Scarif.

Un assaltatore, insospettito da Cassian, lo trae in arresto. A braccarlo è proprio un’unità KX, stesso modello di K-2SO, il droide di sicurezza imperiale che in Rogue One fiancheggia il ribelle.
Trascinato davanti ad un giudice scopriamo come le nuovi stringenti leggi dell’Impero soffochino la popolazione.
Un uomo viene condannato a quattro mesi di prigione solo per essersi trovato in prossimità di una scena del crimine, con un massif senza guinzaglio (per intenderci, la bestia rettiloide che i Tusken utilizzano come segugi).
Con delle accuse del tutto infondate, come disturbo della quiete pubblica, discorsi anti-imperiali, fuga dalla scena di un crimine e tentato danneggiamento di proprietà imperiali, viene condannato a 6 mesi, convertiti in 6 anni in seguito alle nuove disposizioni di sicurezza (DENSOP).
Alla ricerca di sé stesso

Costretto dall’opprimente madre a trovare un lavoro, Karn – ex ufficiale della sicurezza su Morlana Uno – accetta di lavorare presso l’ufficio degli Standard, sezione Purezza del Combustibile.
Con un finale allucinante, che lascia intendere quanto insoddisfatto sia Karn degli eventi che sta passivamente subendo, si conclude questo episodio che ci lancia oltre la prima metà della serie.
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