Lucasfilm cambia davvero volto: con Dave Filoni Star Wars entra in una nuova fase

Dave Filoni e Lynwen Brennan guidano la nuova Lucasfilm dopo Kathleen Kennedy. Per Star Wars si apre una fase con una leadership più divisa tra creatività e gestione.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Lucasfilm ha avviato una transizione che potrebbe incidere molto più del semplice cambio al vertice. Dopo quasi 14 anni alla guida dello studio, Kathleen Kennedy ha lasciato la presidenza per tornare a occuparsi a tempo pieno della produzione, mentre Dave Filoni è stato nominato President and Chief Creative Officer accanto a Lynwen Brennan, che ricopre il ruolo di Co-President. È un passaggio importante non solo sul piano simbolico, ma anche per il modo in cui ridisegna gli equilibri interni della galassia di Star Wars.

La novità più interessante, però, è il profilo scelto per guidare questa nuova fase. Filoni non arriva alla presidenza come semplice manager o supervisore esterno: arriva da anni di lavoro diretto sull’universo narrativo di Star Wars, prima nell’animazione e poi nel live action. Lucasfilm stessa ricorda che entrò in azienda nel 2005, lavorando accanto a George Lucas alla costruzione del reparto animazione e contribuendo a serie come Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels e The Mandalorian.

Un presidente che resta dentro il lato creativo

È qui che si vede la differenza più netta rispetto alla fase precedente. Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nel traghettare Lucasfilm dentro l’era Disney e nell’espandere il marchio su cinema e streaming, ma il nuovo assetto assegna a Filoni in modo esplicito la leadership creativa dello studio, mentre Brennan presidierà il lato operativo e strategico. Non è una sfumatura da poco: Lucasfilm sta dicendo apertamente che il futuro del franchise passerà da una divisione più chiara tra visione narrativa e gestione aziendale.

In altre parole, Filoni non viene promosso per allontanarsi dai contenuti, ma per influenzarli ancora di più. Il comunicato ufficiale precisa infatti che continuerà a essere lo showrunner di Ahsoka, ora in produzione con la sua seconda stagione, e che sta lavorando con Jon Favreau a The Mandalorian and Grogu, il film che riporterà Star Wars al cinema il 20 maggio 2026. È il segnale più chiaro del nuovo corso: al vertice non c’è soltanto chi approva i progetti, ma anche chi li conosce dall’interno, episodio per episodio.

La pesante eredità lasciata da Kathleen Kennedy

Questo non cancella il peso dell’era Kennedy, tutt’altro. Sotto la sua guida, iniziata nel 2012 dopo l’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, Star Wars ha toccato vette enormi al botteghino, ha lanciato la trilogia sequel, ha portato avanti spin-off cinematografici come Rogue One e ha trovato su Disney+ una seconda vita con serie decisive come The Mandalorian e Andor. Allo stesso tempo, la sua gestione è stata spesso discussa e divisiva, soprattutto per la difficoltà nel dare continuità alla produzione cinematografica dopo la trilogia sequel.

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Anche per questo la nomina di Filoni e Brennan arriva in un momento delicato. Lucasfilm ha bisogno di rilanciare il lato teatrale del brand con titoli già fissati come The Mandalorian and Grogu e Star Wars: Starfighter, ma anche di dare l’impressione di una linea più leggibile, più stabile e meno esposta agli stop and go che hanno accompagnato diversi annunci degli ultimi anni. Kennedy resterà comunque coinvolta come produttrice dei prossimi film, quindi non si tratta di una rottura totale, ma piuttosto di un passaggio di testimone costruito con continuità.

Perché il cambio può contare davvero

Il punto decisivo, alla fine, è tutto qui: Filoni porterà a Lucasfilm una presidenza più direttamente intrecciata alla scrittura del mondo narrativo. È una figura cresciuta dentro il franchise, capace di muoversi tra serie animate, live action e costruzione di archi più ampi. Con Brennan a occuparsi della macchina industriale e Filoni a guidare il lato creativo, Lucasfilm prova a darsi una struttura più definita proprio mentre Star Wars cerca di riorganizzarsi tra cinema e televisione.

Resta da vedere se questa formula porterà davvero più continuità e più concretezza ai progetti annunciati. Ma una cosa è già chiara: la nuova era di Lucasfilm non nasce sotto il segno della semplice amministrazione. Nasce con l’idea che il futuro di Star Wars debba essere guidato, dall’alto, anche da chi ha passato anni a costruirne storie, personaggi e tono. Ed è probabilmente questa la vera scommessa del dopo Kennedy.

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