Nel 2023 Star Wars Addicted compirà sette anni. È passato veramente tanto tempo da quando ho deciso di aprire un piccolo angolo sul web per parlare di una delle mie passioni più grandi: Guerre Stellari.
Addicted è nato dal bisogno di scrivere, parlare, commentare e discutere di Star Wars. Non ho mai avuto la pretesa di imporre il mio punto di vista, ma riconosco che col tempo siamo diventati un punto di riferimento per tanti fan, e di questo sono profondamente grato.
Sono tante le soddisfazioni che il mio piccolo-grande progetto ha saputo restituirmi, ed una di queste è senza ombra di dubbio quella di essere arrivato a collaborare attivamente con Disney. Sì, proprio lei: la malvagia, corrotta e manipolatrice Disney.
E se due più due fa quattro, allora Star Wars Addicted ha smesso di essere affidabile nell’istante in cui ha firmato col suo sangue il contratto con la major di Topolino, passando definitivamente al lato oscuro.
Confessione di un servo della Disney
Perché vi sto dicendo tutto questo? Bhe, perché per quanto divertenti siano le fantasie di alcuni – strani – soggetti, è giusto far luce su una questione importante: quanto siamo affidabili noi di Star Wars Addicted, ormai servi della Disney?

Questo è un commento lasciato da un utente sotto un post su un social network in cui abbiamo riportato una citazione tratta da Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi. Francesco (nome di fantasia, che ho scelto ispirandomi al più noto Calandrino) è una di quelle persone a cui non gliela si fa. Lui sa, perché madre natura lo ha dotato di un intelletto superiore. Intendiamoci, non è l’unico genio incompreso che si lascia andare a questi sfoghi di immaginazione, ma sarà la sua sacrosantissima opinione a tenere banco oggi, in questo editoriale.
Secondo Francesco il post con una citazione (una bella citazione aggiungerei) nasce dalla volontà di Star Wars Addicted di diffondere la propaganda Disney. Noi apparterremmo, dunque, ad una sorta di Lobby al soldo della major. Sette anni fa ho creato il mio piccolo angolino di Star Wars, e oggi vengo pagato da Disney per propagandare citazioni di Episodio VIII.
Quindi, se quello che Francesco dice è vero, quanto è affidabile Star Wars Addicted? Zero. Meno di zero. Assolutamente nulla.
Ma facciamo finta che Francesco si sbagli perché, che so, non è del mestiere e non ha mai avuto a che fare con The Walt Disney Company. Facciamo finta che le cose funzionino diversamente. Vi siete mai chiesti come un blogger, uno youtuber o un giornalista di settore si interfaccino con un’azienda come Disney? No? Ve lo spiego io.
Una delle collaborazioni più tangibili che una realtà come la nostra può imbastire con un’azienda come Disney è ovviamente l’accesso a contenuti esclusivi, come può essere l’anteprima di un film o di una serie tv. E Francesco mi dirà: bhe, se Disney vi fa guardare una serie in anteprima, è ovvio che voi ne parliate bene, ci mancherebbe!
Ma Francesco oggi non ne prende una: quando il PR dell’agenzia che tratta per The Walt Disney Company in Italia mi bussa su una spalla proponendomi l’anteprima di un nuovo prodotto, l’unica cosa che si premura di specificare sono i termini che determinano l’inizio e la fine dell’embargo. Tutto quello a cui siamo tenuti è non diffondere il materiale ottenuto (inteso come recensioni, guide, ecc) prima del temine stabilito.
Mai, e dico mai, qualcuno per conto di Disney ha voluto leggere in anteprima le nostre recensioni. Mai nessuno ci ha chiesto – neanche per vie traverse – di essere buoni con questo o quel prodotto. E sapete perché? Perché a Disney non importa proprio nulla del mio piccolo angolo dedicato ad una delle mie più grandi passioni. A Disney non importa né di Star Wars Addicted, né di nessun altra community a cui ha concesso il materiale in anteprima. A Disney non importa se noi ne parliamo bene oppure male, se lo show del momento viene promosso oppure no dalla nostra redazione, o se dieci, venti o trenta Francesco iniziano a starnazzare sui social network perché non riescono più a dormire sereni da quando Andor ha debuttato su Disney+.
Parafrasando il principio del rasoio di Occam, spesso la soluzione è la più semplice: non esistono mazzette sotto banco, non esiste alcuna propaganda, non esiste un’immorale corruzione. Esiste solo un po’ di ingenua ignoranza e, forse, un po’ di malafede stantia (e fuori moda). Ma questo noi a Francesco lo perdoniamo, perché ci ha dato l’occasione di parlare di un aspetto del nostro lavoro che spesso in molti ignorano, confermando che a volte basterebbe chiedere, piuttosto che urlare subito al complotto.






