Mandalore è un pianeta terrestre situato nel sistema Mandalore nei Territori dell’Orlo Esterno della Galassia. Il pianeta possiede due lune, Kalevala e Concordia, un tempo base mineraria e centro agricolo. Abitato da un gruppo di umani conosciuti come Mandaloriani, durante il periodo in cui la Vecchia Repubblica governava la galassia, erano un popolo che viveva in clan di guerrieri con un forte senso dell’onore. I mandaloriani sono un temibile popolo guerriero che combatté persino i Jedi, ed è solito indossare armature realizzate con un particolare metallo, il Beskar.
Il pianeta ha un clima caldo e secco, sebbene sia abbastanza ospitale da ospitare la vita e far prosperare il suo popolo. La superficie planetaria un tempo era lussureggiante e ricoperta di giungle, foreste, mari, montagne e laghi, ma divenne poi un deserto senza vita in seguito al Cataclisma Mandaloriano, durante le guerre tra Mandalore e i Jedi.
Il pianeta ospita molti predatori, tra cui due rapaci, il galaar e il jai’galaar, noti anche come falchi urlanti. L’ormai estinto jai’galaar ha avuto un’influenza significativa sulle tradizioni mandaloriane, ispirando gli emblemi del clan Vizsla e della fazione mandaloriana della Ronda della morte. Invece l’emblema del teschio del mythosauro divenne uno dei simboli tradizionali dell’iconografia mandaloriana. Quest’ultimo si pensava fosse estinto molti anni prima del cataclisma, ma una recente scoperta ha confermato che un esemplare della specie si trova nelle Acque Viventi sotto le miniere di Sundari, capitale del pianeta.

La storia di Mandalore
Gli antichi Mandaloriani combatterono in molti conflitti, spesso contro l’Ordine Jedi. Nessun Mandaloriano prima di Tarre Vizsla fu accettato nell’Ordine Jedi: fu proprio lui a forgiare la Spada Oscura, la Darksaber, che dà il diritto a chi la possiede di regnare su Mandalore. Durante la caduta della Vecchia Repubblica, i Mandaloriani fecero irruzione nel Tempio Jedi di Coruscant, impossessandosi della Darksaber di Vizsla. Dopo secoli di guerre e conflitti prolungati, la superficie un tempo meravigliosa di Mandalore si ridusse a un deserto infinito. Questa devastazione ecologica indusse molti a voltare le spalle alla violenza e dare vita ai Nuovi Mandaloriani.
La prima guerra civile
Anni prima dell’invasione di Naboo, nel sistema di Mandalore scoppiò una guerra civile fra i Mandaloriani Tradizionalisti e i Nuovi Mandaloriani con gli ideali pacifisti guidati dalla duchessa Satine Kryze; a questo conflitto parteciparono anche il Maestro Jedi Qui-Gon Jinn e il suo padawan Obi-Wan Kenobi, i quali rimasero un anno su Mandalore per proteggere la Duchessa Satine, inseguita dai cacciatori di taglie. Questi anni di guerra resero il pianeta inospitale, costringendo i Mandaloriani a vivere all’interno di città-cupola.
Il costo e le vittime della guerra scossero profondamente la Duchessa al punto da voler riformare completamente lo stile di vita del popolo di Mandalore. Alla fine della guerra i guerrieri mandaloriani vennero esiliati sulla Luna di Concordia e i pacifisti guidati da Satine iniziarono a ricostruire Mandalore mettendo in atto molti cambiamenti: le tradizioni belliche degli antenati vennero rinnegate in favore di un governo pacifista, e venne istituito un consiglio governativo con a capo un primo ministro. Quando scoppiarono le Guerre di Cloni, la duchessa cercò di salvaguardare la sicurezza del proprio popolo dichiarando la neutralità, e divenendo anche la leader del consiglio dei sistemi neutrali.

La Ronda della Morte
I guerrieri esiliati su Concordia si riformarono nella “Ronda della morte” sotto la guida di Pre Vizsla, il leader del Clan Vizsla, governatore di Concordia e detentore della spada oscura, poiché discendente di Tarre Vizsla. Negli ultimi anni della guerra la Ronda della Morte tentò di conquistare Mandalore, alleandosi con l’ex Signore dei Sith Maul.
Maul, dopo alcuni disaccordi con Pre Vizsla che ormai aveva ripreso il potere di Mandalore e fatto arrestare la Duchessa Satine, si alleò con l’ex primo ministro Almec e sconfisse Vizsla in uno scontro, giustiziandolo di fronte ai suoi stessi uomini e rivendicando per sé il titolo di Mand’alor.
Satine, nonostante un tentativo di salvataggio da parte di Obi-Wan Kenobi per farla evadere dal carcere, fu uccisa da Maul che, inoltre, condannò Kenobi alla reclusione a tempo indeterminato. Il maestro Jedi venne successivamente salvato dalla sorella di Satine, Bo-Katan Kryze, sostenitrice della Ronda della Morte che però si ribellò a Maul.

Età dell’Impero
Durante gli ultimi giorni delle Guerre dei Cloni, una Legione della Grande Armata della Repubblica guidata da Ahsoka Tano e dal comandante dei cloni Rex pose l’assedio a Mandalore con l’aiuto dei guerrieri di Bo-Katan Kryze. Alla fine la Repubblica e la resistenza mandaloriana sconfissero Maul e i suoi Mandaloriani, dando a Kryze il controllo di Mandalore. Dopo l’assedio, l’Impero Galattico occupò Mandalore con le truppe della Repubblica a cui era stato ordinato di rimanere sul pianeta.
Sebbene fosse stata nominata Reggente di Mandalore, Kryze si rifiutò di eseguire gli ordini del nuovo Impero e fu costretta a lasciare il potere al Clan Saxon, che collaborò con gli invasori. Gar Saxon del Clan Saxon fu nominato Viceré e Governatore del pianeta dall’Impero che istituì un’Accademia Imperiale su Mandalore per l’addestramento dei cadetti militari.

Seconda guerra civile
Il viceré Saxon governò Mandalore per conto dell’Impero fino alla sua morte per mano di Ursa Wren nel 2 BBY. La morte di Saxon provocò una guerra civile tra i clan Saxon e Wren, con il primo sostenuto dall’Impero. Nell’1 BBY, a Gar Saxon successe suo fratello Tiber Saxon come Governatore. All’insurrezione del Clan Wren si erano uniti il Clan Kryze di Bo-Katan, il Clan Vizsla, il Clan Rook, il Clan Eldar e Fenn Rau, l’ultimo membro sopravvissuto dei Protettori Mandaloriani.
Il clan Wren e gli altri clan mandaloriani, alla fine della guerra, giurarono fedeltà a Bo-Katan, la quale ereditò la Darksaber e il mantello della leadership mandaloriana.

La Grande Purga di Mandalore
Rendendosi conto che non sarebbero mai stati in grado di controllare Mandalore e volendo assicurarsi che nessun’altra fazione lo facesse, l’Impero avviò la cosiddetta “Grande Purga di Mandalore“. Bo-Katan e il suo popolo tentarono di combattere lo sforzo imperiale, ma l’epurazione portò comunque al genocidio quasi totale del popolo mandaloriano in quella che in seguito fu conosciuta come la Notte delle Mille Lacrime. I bombardieri TIE devastarono la superficie, mentre i droidi di sicurezza della serie KX e i droidi sonda Viper uccisero tutti i sopravvissuti.

Moff Gideon partecipò alla Purga e riuscì a prendere la Darksaber da Bo-Katan. Alcuni Mandaloriani, tra cui Bo-Katan, sopravvissero all’epurazione e fuggirono da Mandalore, anche se si dispersero per la galassia.
Come bottino della loro vittoria, l‘Impero raccolse il beskar mandaloriano e colò il metallo in lingotti imperiali. L’epurazione costrinse il gruppo Mandaloriano noto come i Figli della Ronda ad andare su Concordia durante l’epurazione e ad operare in segreto. I membri della tribù arrivarono a credere che Mandalore fosse un mondo maledetto, temendo che chiunque fosse atterrato sulla superficie sarebbe morto.
Mandalore dopo la Purga
Dopo gli eventi della Purga e la caduta dell’impero, Bo-Katan dichiarò che avrebbe governato ancora una volta il pianeta. Più tardi, Bo-Katan accettò di aiutare Din Djarin a salvare Grogu da Moff Gideon in cambio dell’incrociatore leggero di Gideon, che avrebbe potuto usare per riconquistare Mandalore, e del possesso della Darksaber, di cui Bo-Katan aveva bisogno per radunare la sua gente. Dopo che Djarin ottenne la spada oscura da Gideon, i suoi guerrieri la lasciarono per diventare mercenari e Bo-Katan abbandonò i suoi tentativi di riconquistare Mandalore ritirandosi nel castello dei Kryze sulla luna Kalevala.

Djarin, tolto l’elmo davanti a Grogu e rompendo il Credo dei figli della Ronda, è diventato quindi un apostata. L’unico modo per redimersi è immergersi nelle Acque Vive nelle miniere di Mandalore sotto il centro civico di Sundari.

Dopo aver fatto visita a Bo-katan nel suo castello su Kalevala, la donna rivela a Din di aver rinunciato ai suoi sforzi per riconquistare il pianeta natale ma gli indica l’ubicazione delle miniere. Il mandaloriano si reca su Mandalore, ormai devastato. Qui si rende conto che il pianeta non è maledetto, e che l’aria è respirabile tant’è che tra le macerie della capitale Sundari vivono delle creature, gli Alamiti, una specie nativa delle lande desolate.
Dopo che Bo-Katan e Din si riuniscono nelle miniere fanno una scoperta davvero sconvolgente: un esemplare dell’animale noto come il Mythosauro, creduto estinto da diversi millenni, vive ancora nelle Acque Viventi.

Bo-katan e Din Djarin decidono di recarsi dai Figli della Ronda in modo che Din potesse fornire al Fabbro le prove della redenzione. Si scopre che la stessa Bo-Katan può far parte della setta, questo perchè essendosi immersa nelle Acque Viventi e non essendosi tolta l’elmo ha ristabilito il Credo e può unirsi a loro. In seguito l’Armaiola, fa rimuovere l’elmo a Bo-Katan e, con un’investitura ufficiale, la esorta a riprendere Mandalore e riunire le tribù mandaloriane poiché lei ha percorso entrambi i mondi.

Così Lady Kryze si reca su Plazir-15 per ottenere la fiducia dei Mandaloriani-Corsari guidati da Axe Woves. Dopo un iniziale scontro tra i due per rivendicare la flotta mandaloriana, Din Djarin si fa avanti consegnando la Darksaber a Bo-Katan. Din afferma che su Mandalore, Bo-Katan ha sconfitto la creatura robotica che lo aveva catturato impugnando la Spada Oscura e diventando la degna portatrice della Darksaber. In questo modo Din sa che ora tutti i Mandaloriani potranno seguirla.
Ripresa di Mandalore
Così i Mandaloriani decidono di recarsi su Mandalore per riconquistare il pianeta natale. Dopo essere atterrati sul pianeta, vengono raggiunti da un gruppo di Mandaloriani, arrestati e torturati dall’impero dopo la Notte delle Mille Lacrime. Qui Bo-Katan rivela di essersi arresa a Moff Gideon, poichè in cambio della resa e del disarmo delle città le vite dei mandaloriani sarebbero state risparmiate. Però, Moff Gideon, prima la tradì ottenendo la Spada Oscura, e che successivamente diede la caccia a tutti gli altri mandaloriani.

I mandaloriani decidono di recarsi alla Forgia di Mandalore, un tempo il cuore della civiltà mandaloriana, i cui fuochi si spensero dopo i bombardamenti della Grande Purga. Arrivati alla Forgia vengono attaccati da alcuni Imperiali che tende un’imboscata al gruppo. Din viene catturato all’arrivo di Moff Gideon, mentre gli altri mandaloriani vengono costretti alla fuga ma non vengono catturati, soprattutto grazie al sacrificio di Paz Vizsla.
Il gruppo guidato da Bo-Katan, rifugiatosi nelle grotte in superficie, scopre che in questi luoghi i sopravvissuti del pianeta hanno risieduto nel tempo dopo la Purga. Questo perché ogni grotta possiede giardini con piantagioni coltivabili, presenti da prima della Guerra Civile Mandaloriana. Questi giardini non erano presenti solo nelle città a cupola e la loro presenza mostra che il terreno del pianeta è coltivabile.

Din, nel frattempo, con l’aiuto di Grogu, riesce a liberarsi e scopre che Gideon ha usato il pianeta per la creazione dei suoi cloni e di un intero esercito imperiale. Infine, nel successivo scontro tra mandaloriani e imperiali, inizia un altro combattimento tra Bo-Katan e Moff Gideon. Nel combattimento Gideon riesce a disarmare lady Kryze e a danneggiare la Spada Oscura. Però, grazie all’aiuto di Din e Grogu, Bo-Katan riesce a sconfiggere Gideon che apparentemente muore nella distruzione dell’avamposto imperiale, da parte di Axe Woves. Finalmente i Mandaloriani procedono alla riaccensione della Forgia di Mandalore e alla riacquisizione del pianeta natale dopo tanti anni.







