Il quindicesimo episodio della seconda stagione di The Bad Batch, è intitolato Il Summit.
La puntata si apre su Pabu, con la Bad Batch intenta a studiare la sezione scienze applicate imperiali, per scoprire di più su quello che sta succedendo ai cloni e a Crosshair. Le ricerche purtroppo non danno il risultato sperato, la sezione è criptata e le informazioni sul dottor Hemlock sono quasi nulle.

Il piano di Echo
Echo però non si dà per vinto e utilizzando delle informazioni ottenute dal Capitano Rex, scopre che Hemlock sarà presente a un Summit, organizzato da Moff Tarkin, sul pianeta Eriadu, dove è presente un complesso imperiale segreto. L’idea è quella di atterrare in gran segreto sul pianeta, piazzare un radio faro sulla nave di Hemlock e una volta finito il summit, seguirlo sul pianeta dove è tenuto prigioniero Crosshair. Dopo un po’ di titubanza generale, la squadra è pronta a partire.

Eriadu
Salutati gli abitanti di Pabu, la Bad Batch si mette in marcia verso il pianeta Eriadu. Una volta arrivati, riescono ad atterrare grazie a dei codici segreti forniti da Rex e una volta sul pianeta si dirigono verso la struttura imperiale, pronti a mettere in atto il piano di Echo.
Non tutto però è facile come sembra: per arrivare all’interno della struttura senza essere visti, la squadra deve prima disattivare l’allarme e poi in trenta secondi attaccarsi a delle funivie di trasporto personale, che conducono all’ingresso della piattaforma imperiale. Usando le sue conoscenze, Tech elude facilmente la sicurezza e permette quindi alla Bad Batch di arrivare alla porta di ingresso passando per le funivie.

Il Summit
Nel frattempo il summit imperiale di Tarkin ha inizio e quello che ci viene rivelato, è davvero interessante. Grazie al rapporto del dottor Hemlock, sappiamo che l’impero sta spendendo ingenti somme per gli studi sulla clonazione, usando i cloni come cavie e grazie sempre alle parole del dottore, veniamo a sapere che la clonazione sarà molto utile agli scopi dell’Imperatore. Prima di sapere di più però Hemlock finisce il suo discorso, lasciando spazio a un altro interlocutore, una vera sorpresa di questa puntata.
Compare infatti nientemeno che il direttore Krennic (qui ancora comandante), che aggiorna Tarkin sull’avanzamento dei lavori della Morte Nera, utilizzando tra l’altro il nome in codice Stellina, nome che grazie a Rogue one sappiamo appartenere a Jyn Erso, figlia di Galen Erso, colui che permetterà alla ribellione di distruggere la stazione spaziale, inserendo una falla nel sistema.

Non solo la Bad Batch, una vecchia conoscenza
Una volta entrati nella base la Bad Batch raggiunge i computer principali per disattivare gli allarmi, ma ecco che arriva l’inaspettato: i sistemi di sicurezza sono già stati disattivati prima del loro arrivo. Hunter e Tech decidono quindi di andare in cerca del problema, mentre Omega e Wrecker vanno a posizionare il radio faro sulla nave di Hemlock, aiutati da Echo che nel frattempo comanda i computer nella sala di controllo.
Omega riesce a piazzare il radio faro, scortata da Wrecker, mentre Hunter e Tech si imbattono in una vecchia conoscenza. Scopriamo infatti che il secondo avventore non è altro che Saw Gerrera, venuto li per uccidere Tarkin e compagni.

Dopo un breve scontro verbale con la Bad Batch sulla assurdità della sua missione, Gerrera e co vengono intercettati da degli Stormtrooper e sono quindi costretti a fuggire. La Bad Batch si fionda di nuovo sulle funivie, mentre Gerrera scappa con la sua nave facendo esplodere delle cariche precedentemente piazzate, facendo così saltare in aria metà della struttura imperiale e bloccando la fuga alla Bad Batch, che a causa di una perdita di energia, rimane bloccata sulle funivie.

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