Tornano le avventure del mandaloriano, in questo primissimo episodio della terza stagione, intitolato l’Apostata, diretto da Rick Famuyiwa e scritto da Jon Favreau.
Questa è la via

L’episodio si apre con il Fabbro, leader dei Figli della Ronda, intenta a lavorare una piastra di Beskar – il leggendario metallo mandaloriano – nella sua immensa fucina. Colpo dopo colpo, scopriamo che la donna sta pazientemente plasmando un nuovo elmo mandaloriano.
La tribù, infatti, si è riunita su una spiaggia per compiere un rito sacro al loro popolo: l’iniziazione di un giovane umano al culto dei Figli della Ronda.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Io giuro sul mio nome, e sul nome degli antenati che percorrerò la via del Mandalore, e le parole del credo saranno sempre forgiate nel mio cuore. Questa è la via. Da questo momento in poi, io non mi toglierò più l’elmo.[/perfectpullquote]Le ultime parole del giuramento vengono però interrotte da una sinistra vibrazione che annuncia il violento arrivo di una gigantesca creatura marina, che emerge dalle acque e attacca i mandaloriani.
Paz Vizsla è il primo ad intervenire, dopo aver incoraggiato i più giovani della tribù a tornare nella grotta. Il massiccio contrattacco dei mandaloriani però sembra non avere alcun impatto decisivo contro la coriacea pelle della bestia.

Tutto sembra far pensare al peggio, quando arriva Din Djarin e il piccolo Grogu a bordo del suo N-1 starfighter modificato e, con un colpo ben assestato al fianco della bestia, l’abbatte salvando la tribù di mandaloriani.
Salvare la situazione, però, non aiuta certo Din Djarin a rientrare nelle grazie del Fabbro: Din è infatti considerato un apostata per aver infranto una regola di vita sacra ai Figli della Ronda, ovvero aver rimosso volontariamente l’elmo. Per questo motivo non è più considerato un vero mandaloriano, a meno che non raggiunga le miniere di Mandalore e si immerga nelle Acque Viventi, venendo così redento.
Tuttavia il pianeta è considerato avvelenato e invivibile, e a confermarlo vi è un reperto che Din porta con sè, e dal quale il Fabbro comprende che l’intera superficie di Mandalore è stata cristallizzata da raggi a fusione durante la Purga, ovvero la distruzione di Mandalore e del suo popolo da parte dell’Impero.
Un vecchio amico

Din e Grogu si mettono quindi in viaggio: l’obiettivo è preparare una spedizione su Mandalore. Mentre sono nell’iperspazio, però, Grogu si rende conto di non essere solo. Tra le fibre dell’iperspazio, infatti, compaiono le sagome di enormi creature. Si tratta dei Purrgil, delle creature semi senzienti che vivono nello spazio e la cui particolarità è la capacità di sfruttare l’iperspazio per spostarsi da un sistema all’altro.
Sono comparse per la prima volta nella serie Star Wars: Rebels, e proprio grazie ad un Purrgil di grandi dimensioni (sottogenere chiamato Purrgil Ultra) Ezra e Thrawn vengono trasportati nelle regioni ignote nel finale dello show animato.
Il primo scalo di Din e Grogu è Nevarro, un tempo sede della Gilda dei Cacciatori di Taglie, ma oggi diventato un prosperoso porto commerciale e turistico, grazie alla guida dell’Alto Magistrato Greef Karga. Negozi, mercati, scuole e musicisti: Nevarro City ha tutto un altro aspetto, adesso.

Al centro della piazza svetta ancora la statua dedicata a IG-11, composta dai pezzi recuperati del droide che tempo addietro sacrificò la sua vita per salvare i nostri eroi. Proprio in questa rinnovata e spensierata cornice Greef Karga fa la sua apparizione.
L’Alto Magistrato mostra orgoglioso a Din i successi di Nevarro, ora rotta commerciale ufficiale della Via Idiana, un’importante rotta iperspaziale.
L’incontro tra i due viene interrotto però dall’arrivo di un gruppo di prepotenti pirati spaziali, guidati da Vane, al servizio di Gorian Shard.

I pirati pretendono di bere tra le mura di una scuola, dove un tempo sorgeva una taverna. L’insistenza dei corsari porta Vane e Greef ad un duello, che vede quest’ultimo vincitore. Tuttavia è necessario l’intervento di Din per atterrare i pirati e mettere in fuga Vane.
Din rifiuta la generosa offerta di Greef, che vorrebbe il mandaloriano al suo fianco come Sceriffo di Nevarro, ora che Cara Dune è stata reclutata dalle forze speciali della Nuova Repubblica. Scopriamo anche che Moff Gideon è stato deferito ad un Tribunale di Guerra, e che dovrà pagare per le sue azioni.
Din spiega a Karga che l’unica cosa che vuole è un droide che possa affiancarlo nella sua nuova missione. Nonostante le dovute rimostranze, il mandaloriano convince l’Alto Magistrato a recuperare tutte le parti di IG-11 dalla statua in suo onore per provare a riparlarlo. Dopo un primo – disastroso – tentativo, i due portano i resti del droide da un gruppo di Anzelliani (la stessa specie di Babu Frik), particolarmente capaci nel riparare i droidi. I piccoli meccanici riparano IG-11, ma senza un nuovo circuito mnemonico è praticamente inutilizzabile. Din e Grogu si rimettono quindi in viaggio, promettendo di tornare con il pezzo mancante.

Prima di lasciare il sistema, però, Din viene attaccato da Vane, il pirata sopravvissuto allo scontro su Nevarro. Lasciandosi rincorrere, Van porta Din e la sua nave a portata dell’Ammiraglia, dove un furioso Gorian Shard è pronto a prendersi la sua rivincita sull’uomo che ha ucciso i suoi sottoposti. Una rapida fuga nell’iperspazio, però, mette il nostro duo fuori pericolo, facendo infuriare il capitano dei pirati.
La mandaloriana caduta
La nuova tappa di Din e Grogu è Kalevala, un pianeta nel sistema mandaloriano. Noto soprattutto per essere il pianeta natale dei Kryze (tra cui anche Satine) ospita il castello della Casata.

Qui, sul suo trono, troviamo Bo-Katan Kryze, ormai abbandonata da suoi uomini che hanno preferito seguire un’altra strada dopo aver visto la loro leader fallire nel tentativo di rientrare il possesso della Spada Oscura, la leggendaria spada laser forgiata dal primo mandaloriano Jedi, Tarre Vizsla, e che dona al suo possessore il diritto di regnare su Mandalore.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Allora conducili tu. Sventola quella spada, e faranno tutto ciò che dici.[/perfectpullquote]Bo-Katan ammette di aver rinunciato alla riconquista di Mandalore, convinta che il suo popolo sia ormai definitivamente distrutto. La donna rivela però la posizione delle miniere di Mandalore a Din: sotto il centro civico della città di Sundari, capitale del pianeta e – ora – nuovo obiettivo del mandaloriano.
Credit Concept Art
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