Prodotto dalla mente visionaria di George Lucas, degli schizzi di Ralph McQuarrie, del magistrale lavoro di scultura di Stuart Freeborn e di Frank Oz, che gli ha dato la voce e animato la marionetta, Yoda è uno dei personaggi più leggendari di Star Wars. È caratterizzato ad arte con la sua peculiare maniera di parlare e quel sorriso capace di passare dal bonario al quasi minaccioso.
Nei film abbiamo visto Yoda agire negli scenari più disparati: dal Tempio dei Jedi su Coruscant al campo di battaglia di Geonosis, fino alle paludi di Dagobah, dove si è rifugiato in esilio dopo la disfatta della Repubblica. Yoda è l’incarnazione stassa della luce, come anche la serie animata The Clone Wars ci ha confermato. Questa ha esplorato le sue doti di leadership specie con gli apprendisti Jedi più giovani, e anche la sua fallibilità.

Fin dall’epoca dell’Alta Repubblica, quindi già 382 anni prima della battaglia di Yavin, Yoda è Gran Maestro. Il titolo di Gran Maestro Jedi è riservato al capo supremo dell’Ordine Jedi, e Yoda lo ha mantenuto per centinaia di anni. Lui ha dimostrato una profonda conoscenza della Forza e ha addestrato numerosi Jedi nel corso dei secoli, alcuni dei quali sono stati in grado di realizzare delle imprese che hanno cambiato la storia della galassia.
Ma c’è tantissimo che ancora non sappiamo su di lui: ignoriamo pure la specie a cui appartiene, cosa insolita in Star Wars, dove tutto è opportunamente catalogato già nel momento in cui debutta in un film, in un fumetto, un romanzo o un videogioco. Quasi sicuramente The Mandalorian farà luce su questo cruciale aspetto nel suo prosieguo, mentre Tales of the Jedi, dove è apparsa Yaddle, l’altro membro insieme a Grogu di questa misteriosa specie, ci ha mostrato come quel peculiare modo di parlare sia proprio dello stesso Yoda, mentre Yaddle ha una parlata molto più normale. Ma, ancora più importante, non conosciamo la componente più intima del carattere di Yoda, dato che lo abbiamo sempre visto in procinto di sacrificarsi per salvare qualcuno, o qualcosa.
Film e serie animate hanno soltanto indagato in superficie le sfaccettature di un personaggio così ricco, e anche nei fumetti la sua presenza è centellinata. Lo abbiamo visto nel volume intitolato La guerra segreta di Yoda, in cui il Maestro Jedi si ritrova su un misterioso pianeta popolato da bambini molto speciali e pericolosi che riescono a sopraffarlo. E anche nello speciale L’Età della Ribellione, in cui lo vediamo arrivare sul pianeta Dagobah, proprio dopo la nascita dell’Impero di Palpatine.
Una mini-serie più recente che vede Yoda come protagonista è quella scritta da Cavan Scott (Si alza la tempesta), Jody Houser (L’Età della Repubblica) e Marc Guggenheim (Han Solo & Chewbacca), che racconta tre storie su Yoda ambientate in tre epoche differenti. Ritroviamo il più famoso Maestro Jedi di sempre intento ad aiutare una piccola comunità di un pianeta sperduto, a dispetto del parere negativo dell’Alto Consiglio dei Jedi e, in particolare, dei Maestri Pra-Tre Veter (Tarnab), Dijuka (Dybrinthe) ed Ela Sutan (Caamasi). Questa storia è ambientata congiuntamente alla seconda fase dell’Alta Repubblica, intorno al 382 ABY.
Yoda risponde a una richiesta di soccorso proveniente dal remoto pianeta dell’Orlo Esterno di Turrak, rispetto al quale le comunicazioni da Coruscant sono molto difficili. Qui imperversa un conflitto tra le due specie locali, gli Scalvi e i Crulkon. Mentre Yoda stringe un rapporto di amicizia con uno degli Scalvi, Bree, e cerca di capire come fronteggiare i raid dei Crulkon, tende a dimorare a lungo sul pianeta, nonostante tanti incarichi lo richiamino a Coruscant. Yoda vuole imparare le tradizioni locali e, soprattutto, passare del tempo con sé stesso e con i propri pensieri. Cosa che a Coruscant non puoi mai fare: ora vuole andare alla ricerca di sé stesso.
Quando inscena il proprio rapimento ad opera dei Crulkon, Yoda vuole mettere alla prova Bree. Ma quest’ultimo fallisce e finisce per uccidere uno dei leader dei Crulkon. La guerra tra Scalvi e Crulkon è risolta, ma Yoda abbandona il pianeta e non vi tornerà per molti lunghi anni. Quando Yoda rimette piede su Turrak le cose sono di molto cambiate: gli Scalvi non sono più gli stessi e sono ora loro i più aggressivi rispetto ai Crulkon. In particolare, la generazione più giovane rispetto a Bree ha rapito un piccolo Crulkon.

Ma Bree ora ha imparato la lezione, e cosa Yoda voleva effettivamente trasmettergli. La volontà di non combattere, e l’importanza della fiducia e della pazienza. Si è messo nei panni dei Crulkon e ha capito la ragione alla base dei loro continui raid, l’insufficienza di cibo. Un migliore razionamento delle risorse alimentari su Turrak, insieme all’aiuto della Repubblica, può permettere di raggiungere un migliore punto di equilibrio sul pianeta.
Nella seconda storia vediamo Yoda accanto al suo ex Padawan, il Maestro Dooku, istruire la prossima generazione di Jedi. Questa storia è molto importante per capire il rapporto tra Yoda e Dooku e il ruolo determinante che hanno le visioni durante l’epoca storica che ha preceduto le Guerre dei Cloni. Ricordiamo che apprendista di Dooku è stato Qui-Gon Jinn, al quale il Conte ha trasmesso le sue conoscenze sulle visioni. Proprio tramite una visione Qui-Gon si metterà sulle tracce di Anakin e lo addestrerà alle vie della Forza (fin quando non sarà ucciso da Maul, poi subentrerà Obi-Wan Kenobi).

La storia ci mostra anche come Yoda e Dooku siano ancora in ottimi rapporti quando quest’ultimo è in età adulta, facendoci capire che il passaggio al lato oscuro del Conte non risale al periodo in cui era apprendista dello stesso Yoda, ma avverrà successivamente. Tuttavia, Yoda è preoccupato che il passato di Dooku possa ritorcersi contro di lui: in particolare, la sua gioventù su Serenno e il difficile rapporto con il padre. Ora, Dooku non si occupa di addestrare gli iniziati Jedi, ma è impegnato in missioni diplomatiche per conto della Repubblica.
Proprio per distoglierlo dai pensieri sul suo passato, Yoda lo richiama a Coruscant e gli chiede di prendersi cura di alcuni iniziati, in particolare del Wookiee Krrsish e della Trandoshana Gheyr. Chi conosce bene l’immaginario di Star Wars sa che queste due specie sono in eterno conflitto tra di loro, in particolare i Wookiee subiscono continuamente razzie da parte dei Trandoshani. Quando Krrsish comincia ad avere delle visioni su un futuro in cui Gheyr cadrà nel lato oscuro e lo attaccherà, emergeranno i punti di vista contrapposti di Dooku e Yoda sulle visioni. Il primo ritiene che debbano essere assecondate, il secondo ignorate, o che comunque non dovrebbero determinare le azioni nel presente (Yoda, difatti, sconsiglierà a Qui-Gon di addestrare il piccolo Anakin).

Dooku ha una prospettiva diversa sulle visioni anche per via del complicato rapporto con il suo amico fraterno Sifo-Dyas, colui che ordinerà ai kaminoani di creare un enorme esercito di cloni per la Repubblica. Sifo-Dyas riceveva disturbanti visoni del futuro, che col tempo lo portarono ad essere instabile: aveva, infatti, previsto un conflitto imminente e credeva che la Repubblica si sarebbe dovuta preparare. Per via di queste visioni e della sua condotta guerrafondaia, venne espulso dal Consiglio. Ciò nonostante, si rivolse comunque ai clonatori di Kamino per la ceazione del Grande Esercito della Repubblica.
Tornando a Krrsish e a Gheyr, le visioni del primo si intensificano a tal punto che è portato ad attaccare l’amica Trandoshana. Le visioni sono il frutto del lato oscuro della Forza che vuole condurre a sé Krrsish o è la luce che lo sta effettivamente avvertendo di un futuro nefasto per Gheyr e vuole indirizzarlo in modo tale da scongiurare un pericolo? Yoda è più propenso per la prima ipotesi, Dooku per la seconda. Alla fine della storia, Gheyr abbandonerà l’addestramento Jedi, rinunciando al suo sogno, in modo da evitare qualsiasi possibile ricaduta di negatività nel suo futuro, e in quello di coloro che la circondano.

Infine, Yoda agisce al fianco di Anakin Skywalker per fermare la minaccia dell’esercito separatista nel pieno delle Guerre dei Cloni. I due Generali Jedi sono sulle tracce della cosiddetta Operazione: Titano, che scoprono essere una fabbrica di megadroidi sul pianeta di Golatha. La storia evidenzia il rapporto tra Anakin e Yoda, e soprattutto le straordinarie abilità nel combattimento dei due Jedi con il maggior numero in assoluto di midi-chlorian nel loro sangue. Nonostante rimangano da soli dopo che i droidi separatisti fanno fuori l’intera squadra di soldati clone che li accompagna su Golatha, Yoda e Anakin riescono a distruggere la fabbrica e l’ultimo prototipo di megadroidi. Non prima che Yoda impartisca un’ultima lezione ad Anakin: “le dimensioni non contano” perché è sempre “una questione di prospettiva”.







