Alla fine di Il ritorno dello Jedi non è chiaro quale sia il destino della spada laser di Vader, dopo aver scaraventato Palpatine nel pozzo del reattore della Morte Nera. Il suo destino ci viene raccontato nella trilogia di romanzi canonici Aftermath. Quella che sembra la spada laser di Darth Vader, infatti, è in possesso di un culto Sith conosciuto come gli Accoliti dell’Aldilà.
Loro sono soliti collezionare e adorare vecchi manufatti Sith e in qualche modo sono entrati in possesso della spada laser di Vader o, almeno, loro la propagandano come tale. Ad un certo punto, guidano una serie coordinata di attacchi contro gli avamposti della Nuova Repubblica sui pianeti di Devaron e Corellia, utilizzando la spada laser per farsi strada. Dopo questi attacchi, tuttavia, non si sa molto di più su questo gruppo.

Più chiaro quali sono le origini della spada laser di Vader. L’Ordine 66 ha portato alla morte di quasi tutti i Jedi: Palpatine si è impossessato delle loro spade laser e, per mano del suo collaboratore, il Visir Mas Amedda, le ha fatte distruggere. Fra le prime azioni di Palpatine dopo aver instaurato l’Impero, offre una prima missione a Vader, forgiare la sua nuova spada laser. Gli spiega che non può servirsi di un cristallo kyber di una spada laser di un Jedi morto. La sua missione, dunque, è trovare un Jedi ancora vivo, ucciderlo e sottrarre il cristallo kyber dalla sua spada laser per costruirne una nuova. Il cristallo riconoscerà i sentimenti del suo nuovo utilizzatore e, se questi sarà realmente passato al Lato Oscuro, sanguinerà e si colorerà di cremisi.
Per trovare un Jedi che è sopravvissuto alla grande purga dell’Imperatore, Vader viaggia fino a un monastero Jedi segreto, che si trova sulla luna di Al’doleem. Qui trova il Maestro Kirak Infil’a, un potente guerriero, e lo sfida, come abbiamo già visto qui.
Tornando agli Accoliti dell’Aldilà, va sottolineata una nota interessante: Ochi di Bestoon è stato un membro di questo culto.






