Tutte le Fasi delle armature dei soldati clone – Guida al Canon

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
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Le armature equipaggiate dai soldati clone del Grande Esercito della Repubblica hanno visto varie fasi dal momento della loro introduzione iniziale negli stabilimenti di clonazione su Kamino. Durante le Guerre dei Cloni, infatti, queste armature sono state adattate a condizioni in mutamento e rese più efficaci. Se all’inizio erano semplicemente delle armature bianche ispirate alla tradizione mandaloriana (la matrice dei soldati clone era il cacciatore di taglie mandaloriano Jango Fett), ci sono state almeno tre fasi di armature, con la terza che coincide con i primi anni dell’Impero Galattico.

Le armature della prima fase sono state progettate dagli armaioli kaminoani, che si sono basati su suggerimenti di Jango Fett. Per questo ricordavano in alcuni aspetti le armature degli shocktrooper mandaloriani, a cominciare dal visore con forma a T, mentre una pinna sui loro elmetti si abbinava al dispositivo per accogliere i comlink. 20 piastre di raccordo potevano essere combinate in vari modi e ciascuna di esse era creata in una lega di plastoide leggero per consentire ai soldati movimenti agili ma, al contempo, proteggerli adeguatamente dal caldo o dal freddo.

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Le armature erano anche pressurizzate, in modo da garantire una protezione, seppure momentanea, rispetto al vuoto dello spazio. Un set completo pesava meno di 40 chilogrammi e la sua produzione costava circa 2 mila crediti. Per via del fatto che le armature dovevano essere utilizzate da un’armata composta da soldati creati geneticamente a partire dalla medesima matrice, queste venivano prodotte in un’unica misura.

All’inizio delle Guerre dei Cloni, quasi tutti i soldati indossavano armature di colore quasi esclusivamente bianco, mentre strisce colorate venivano concesse unicamente agli ufficiali e ai soldati di grado più alto. Le strisce gialle erano riservate ai comandanti, quelle rosse ai capitani, le blu ai tenenti e le verdi ai sergenti. Con il proseguire della guerra, molti cloni si sentirono liberi di personalizzare le proprie armature per riflettere le proprie personalità emergenti, e spesso divergenti rispetto a quella di Fett, o la propria unità di appartenenza. Agli ufficiali, inoltre, iniziarono a essere concesse ulteriori possibilità di personalizzazione per quanto riguarda telemetri, spallacci, dispositivi per le comunicazioni e jetpack.

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Le armature della Fase 1, però, vennero presto considerate obsolete perché eccessivamente pesanti, difficili da gestire e, complessivamente, poco amate dai soldati. In particolare, era difficile potersi sedere, il che rendeva ostici alcuni movimenti come quelli che prevedevano di sfruttare una copertura o semplicemente muoversi sulla linea di fronte. Questi limiti erano probabilmente dovuti alla mancanza di conoscenze da parte dei kaminoani sull’anatomia e sull’ergonomia del corpo umano.

La Fase 1,5, quindi, cercò di risolvere questi problemi. Queste armature vennero indossate esclusivamente dall’unità di soldati di elite conosciuti come Arc (Advanced Recon Commander). Essenzialmente loro hanno fatto da beta tester per una serie di funzionalità che poi vennero introdotte in pianta stabile sulle armature della seconda fase. Gli elmetti della Fase 1,5 erano molto simili ai precedenti, con l’alloggiamento per il comlink, mentre frontalmente erano più simili a quelli della Fase 2. Il resto dell’equipaggiamento ricordava la prima fase, a cui venivano aggiunti spallacci personalizzati o alloggiamenti per trasportare ulteriori dispositivi.

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Anche la Fase 2 è stata progettata dagli armaioli kaminoani e venne introdotta circa un anno dopo dall’inizio delle Guerre dei Cloni. Produrre queste armature costava di più, circa 3 mila crediti, ma velocemente queste dotazioni vennero adottate da quasi tutti i soldati clone del Grande Esercito della Repubblica. Si trattava di un grosso miglioramento rispetto alla prima fase, a cominciare dal peso inferiore che consentiva ai soldati di muoversi più agilmente in battaglia. Molti di questi miglioramenti vennero stabiliti sulla base del feedback fornito proprio dai soldati, mentre i kaminoani cominciarono ad apprendere di più dell’anatomia umana e delle difficoltà che potevano sopraggiungere in battaglia.

Le nuove armature includevano sistemi appositi per il filtraggio dell’aria e dell’ossigeno, lenti polarizzate e un sistema per rendere la parlata delle truppe più comprensibile. Gli stivali, inoltre, erano magnetizzati per assicurare una maggiore stabilità. La parte dell’armatura che proteggeva il torace, inoltre, era ancora una volta pressurizzata per fornire protezione nelle atmosfere dove non era possibile la respirazione diretta. Tuttavia, non eguagliando lo stesso livello di pressurizzazione delle armature della fase precedente in quei casi in cui veniva utilizzata congiuntamente a un respiratore esterno, permetteva ai soldati clone di rimanere più a lungo esposti nel vuoto dello spazio.

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Come per la Fase 1, anche per la seconda generazione di armature i soldati clone vollero applicare, in certi casi, delle personalizzazioni. Questa tendenza venne inizialmente incoraggiata dai Generali Jedi con cui i cloni si trovavano a combattere, che puntavano a sottolineare la personalità specifica di ogni soldato. Questo veniva fatto anche assegnando dei soprannomi ai cloni, invece che limitare le comunicazioni ai loro codici originali.

Le armature della Fase 2, inoltre, godevano di un maggior numero di allegati modulari per le unità specializzate in particolari operazioni come, ad esempio, i paracadutisti. Complessivamente, assomigliano di più, rispetto alle armature della Fase 1, a quelle che saranno le armature degli assaltatori in epoca imperiale.

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Uno dei soldati clone più iconici, il Capitano Rex, inoltre, indossa un’armatura speciale che rappresenta una sorta di incrocio tra la prima e la seconda fase. Ad esempio, l’elmetto di Rex presenta il visore a T della Fase 1, mentre la parte corrispondente alla bocca ricorda la Fase 2. Alcuni aspetti minori dell’elmetto sono invece simili a quelli presenti sull’armatura del Comandante Wolffe. La piastra toracica di Rex, inoltre, è leggermente più piccola rispetto a quelle degli altri soldati clone, forse perché lui si trova più a suo agio con queste misure ridotte o perché si sente più protetto. Nel frattempo, Rex è diventato una leggenda fra i soldati clone e, probabilmente, ha anche voluto evidenziare questo aspetto personalizzando il proprio equipaggiamento. Quel che è certo è che non ha amato tutti i cambiamenti della Fase 2, e ha continuato a sentirsi più a proprio agio con alcuni aspetti del precedente equipaggiamento.

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Un progetto per la Fase 3 dell’armatura dei soldati clone fu preso in considerazione ad un certo punto durante le Guerre dei Cloni, ma alla fine fu annullato. Con l’ascesa dell’Impero Galattico, tuttavia, l’elmetto di Fase 3 fu riproposto per l’armatura degli assaltatori TK, la prima generazione di soldati reclutati dal Progetto Artiglio Guerriero. Gli elmetti degli assaltatori TK presentano una parte superiore al visore di differente concezione, mentre il resto delle armature ricorda quelle degli assaltatori dell’epoca imperiale e quelli del Primo Ordine.

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