The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Leonardo Soraci
Leonardo Soraci
Fan di Star Wars da inizio anni 2000, che nel corso della sua vita ha continuato ad ampliare la sua conoscenza della galassia lontana lontana attraverso videogiochi, serie animate, libri e fumetti.
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

La terza stagione di The Bad Batch aveva l’arduo compito di chiudere l’epopea dei cloni iniziata nel lontano 2008. Un compito non facile visto l’iconicità che queste figure hanno acquisito presso il pubblico che ha seguito le serie animate. Dopo una prima stagione non all’altezza delle aspettative e una seconda nettamente migliore saranno riusciti gli autori a dare una conclusione degna a questo percorso narrativo? Ovviamente questa recensione conterrà Spoiler su tutta la terza stagione, per cui se non l’avete vista tutta non proseguite con la lettura e ritornate in secondo momento.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Tantiss e il Progetto Negromante

Fa molto strano dirlo, ma quello che distingue quest’ultima stagione dalle precedenti è la presenza di una trama orizzontale. L’obbiettivo è la ricerca di Tantiss, un luogo opprimente dove emozioni e sentimenti non sono ammessi. Dopo il rapimento di Omega nel finale della seconda stagione, viviamo la sua quotidianità all’interno di questa struttura dove tutti i cloni sono costantemente sottoposti a prelievi di sangue. Tutto questo genera una sensazione di angoscia che raggiungerà livelli altissimi più avanti nella stagione quando vedremo addirittura dei bambini deportati all’interno della struttura.

Questi laboratori sono stati messi in piedi per realizzare il progetto negromante, un altro dei fili conduttori importanti di questa stagione e sul quale viene fatto un ulteriore approfondimento. Portato avanti dalla divisione Scientifica avanzata dell’impero con a capo il dottor Hemlock, l’obbiettivo del progetto negromante è quello di riprodurre il valore M nel sangue di alcuni organismi, senza però che il DNA venga degradato. Tuttavia il valore M non si può replicare direttamente, ed è per questo che il sangue di Omega risulta necessario per la realizzazione di questo progetto. Infatti Nala Se che è sempre stata consapevole dell’importanza di Omega, inizialmente si sbarazza costantemente dei campioni prelevati dalla giovane clone. Come possiamo ben immaginare tutto ciò servirà a Darth Sidious per creare un involucro che possa contenere il suo spirito. Interessante anche il fatto che neppure Tarkin sia a conoscenza dello scopo di questo progetto.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Un altro abominio prodotto da questi laboratori sono gli assassini cloni CX. Si tratta di cloni che attraverso un programma del dottor Hemlock vengono ricondizionati in agenti specializzati senza lasciare traccia delle loro vecchie identità. Questi agenti si rivelano molto temibili e riescono a dare parecchio filo da torcere ai nostri protagonisti. Addirittura nel finale abbiamo diversi agenti tutti caratterizzati da diversi armamenti. Alla fine i protagonisti se la caveranno, ma dopo un percorso dove hanno incontrato diverse difficoltà fin da subito.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Protagonisti e Antagonisti

Ad inizio stagione mi aveva fatto certo effetto vedere la Bad Batch ridotta a solamente due membri. Con Omega e Crosshair intrappolati su Tantiss ed Echo che ormai sta perlopiù con Rex, gli unici due rimasti sono Hunter e Wrecker. Fortunatamente si riuniranno in seguito con Omega, la quale però sarà accompagnata da Crosshair. Questo ovviamente riporta a galla i problemi del passato, con gli altri membri della Batch che hanno bisogno di tempo per fidarsi del clone cecchino. Crosshair deve infatti espiare le sue colpe e ritornare sulla retta via. Vi riuscirà anche grazie ad Omega, con la quale si instaura un rapporto speciale nel corso della stagione.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Sul fronte villain il dottor Hemlock nonostante abbia un certo carisma, alla fine non riesce a spiccare più di tanto. Invece Emerie Karr è una normalissima scienziata che crede semplicemente di star facendo la sua parte per l’impero. Hemlock infatti la mette a capo del progetto negromante al posto di una Nala Se ritenuta inaffidabile. Tuttavia le convinzioni della clone donna crollano completamente non appena vede che all’interno del caveau l’impero detiene persino dei bambini. Interessante il ritorno di Rampart che negli episodi finali della stagione aiuta la Bad Batch a trovare il monte Tantiss. Verrà in seguito ucciso da Nala Se, la quale si sacrifica portando con se nella tomba tutti i progressi fatti fino al quel momento sul progetto Negromante, e vendicandosi anche di quello che Rampart gli aveva fatto nella prima stagione.

Il finale

La parte finale di stagione è caratterizzata da un problema strutturale. Dopo il secondo rapimento di Omega, gli ultimi episodi danno l’aria di essere un lunghissimo film diviso in varie parti. Ogni puntata risulta non avere neanche un minimo di autonomia propria, e ogni episodio viene brutalmente troncato. L’episodio finale tuttavia funziona bene e ci regala un finale tipicamente starwarsiano e pieno di speranza. Allo stesso tempo però mi è sembrato un finale poco coraggioso. Non tanto perché avrei voluto veder qualcuno morire. Tuttavia mi sarei aspettato qualcosina in più sul fronte progetto negromante, tipo vedere cosa contenevano le capsule o una scena finale dove palpatine diceva di trasferire i progetti in un posto ancora più lontano (Exegol). Sappiamo cosa comporta il progetto negromante, ma avrei voluto un riferimento diretto per avere un senso di continuità maggiore con il resto della saga. In tutto questo anche le origini di Emerie e Omega rimangono avvolte nel mistero.

Molto bello il fatto che buona parte dei membri della Bad Batch abbiano trovato un lieto fine. Decidere invece di relegare Omega come futura pilota della ribellione è una scelta che ci sta tutta, ma che allo stesso tempo reputo molto comoda, e purtroppo non sembra lasciare spazio ad ulteriori storie su di lei.

Considerazioni finali sull’intera serie

In generale le serie si è sempre contraddistinta per un ottimo lato tecnico e per una ottima componente action, alla quale tuttavia non ha sempre fatto corrispondere una narrazione di alto livello. La scrittura a volte è stata di alto livello, mentre a volta veniva un pò tralasciata. Infatti il finale nonostante sia buono non ha lo stesso pathos dei finali di The Clone Wars e Rebels per via di una costruzione che non è sempre stata efficace. Dal lato dei personaggi quelli che spiccano di più sono sicuramente Omega e Crosshair, i quali sicuramente hanno avuto l’evoluzione migliore. Un po’ in secondo piano invece Echo e Hunter. Il leader della squadra infatti risulta spesso un po’ anonimo. Mentre su Echo secondo me hanno mancato un’occasione. Dopo la sua separazione dalla Bad Batch a metà della seconda stagione, ero convinto che avremmo avuto almeno un episodio singolo con lui e Rex, in cui si sarebbe approfondito il rapporto fra loro due. Tuttavia sono abbastanza sicuro che li rivedremo in qualche progetto futuro assieme anche al personaggio di Emerie. È finita la storia della Bad Batch, ma non certo quella dei cloni.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente

Nonostante The Bad Batch sia una buona serie, continuo a pensare che l’idea migliore sarebbe stato di realizzare una serie antologica in stile The clone Wars che ci concentrasse in generale sul periodo imperiale post episodio 3. In questo modo avrebbero mostrare la transizione repubblica-impero in tutte le zone della galassia, e questo avrebbe permesso una grande varietà in termini di situazioni e personaggi, mostrandoci oltre ai cloni anche Jedi, inquisitori, sindacati criminali mandaloriani e chi più ne ha più ne metta. In questo modo si sarebbe potuto raggiungere un livello ancora più alto.

Voi cosa ne pensate? Siete soddisfatti di questo finale? Fatecelo sapere con un commento.

The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti

Il viaggio della Clone Force 99 giunge al termine con una terza stagione ricca di elementi positivi come le atmosfere cupe di Tantiss, l’approfondimento del Progetto negromante e il consolidamento della Bad Batch come gruppo. Il finale è buono, ma a causa di una costruzione non sempre efficace, non arriva a toccare i livelli di Pathos che avevano The Clone Wars e Rebels.The Bad Batch: una terza stagione cupa e coinvolgente