Il primo episodio di The Acolyte si intitola Perso/Ritrovato, ed è stato scritto e diretto da Leslye Headland.
Prima di ogni altra cosa, bisogna specificare che The Acolyte è ambientato circa un secolo prima di Episodio I: la Minaccia Fantasma, durante un’era – l’Alta Repubblica – che ha visto i Jedi all’apice del loro potere, mentre la Repubblica prosperava e si espandeva fino ai margini della Galassia.

L’episodio si apre su Ueda, dove incontriamo per la prima volta quella che i titoli di apertura descrivono come un’assassina solitaria in cerca di vendetta. La donna, infatti, raggiunto un ritrovo locale affronta la Maestra Indara, jedi di stanza su Ueda.
Lo scontro che segue vede Indara combattere la donna senza mai sfoderare la sua spada laser, arrivando ad avere quasi la meglio: durante il duello, infatti, la jedi riesce a svelare il volto della guerriera, che apparentemente riconosce. Tuttavia, la donna distrare Indara lanciando uno dei suoi coltelli contro il barista del locale e la jedi, nel tentativo di salvare l’uomo, viene ferita mortalmente.
Più tardi, quella che sembrerebbe essere la stessa donna che ha ucciso Indara, si sveglia su una nave da carico appartenente alla Federazione dei Mercanti. Si chiama Osha Aniseya, e lavora come meknek (riparatrice indipendente) per i Neimodiani, che ben cento anni prima del blocco di Naboo – che come sappiamo porterà alla Guerra dei Cloni – sono già a capo della Federazione e già timidamente ostili sia ai Jedi che alla Repubblica.
Osha ha con se un piccolo droide riparatore di nome Pip, che utilizza per il suo lavoro.

Prima di iniziare il turno, il collega di Osha, Fillik, cita una corsa su Nar Shaddaa. Si tratta di una luna di Nal Hutta, pianeta natale degli Hutt, nota per i suoi contrabbandieri, i cacciatori di taglie e ovviamente qualsiasi genere di attività illegale.

Mentre Osha e Fillik sono sullo scafo della nave per effettuare le riparazione vedono arrivare un Jedi Vector, tipico caccia utilizzato durante l’Alta Repubblica dall’Ordine Jedi. Si tratta del cavaliere jedi Yord Fandar e della sua padawan, Tasi Lowa. Tasi è una Zygerriana, ed è la prima volta che vediamo in live action questa specie aliena, il cui debutto risale alla serie animata The Clone Wars (per sapere di più su questa specie, qui un dettagliato approfondimento).
Yord e Osha sono vecchia amici: scopriamo infatti che la donna entrò nell’ordine jedi a 8 anni, un’età piuttosto avanzata per iniziare l’addestramento, dopo che la sua famiglia morì in un incendio su Brendok. Sei anni prima, per qualche motivo, Osha scelse di lasciare l’ordine diventando una meknek per vivere. I due jedi rivelano alla ragazza di averla raggiunta per arrestarla: Osha, come confermato dal barista del locale su Ueda, è accusata di aver ucciso la maestra jedi Indara.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Chiudete gli occhi. Gli occhi a volte ingannano, non fidiamoci di loro. Connettetevi alla Forza. Abbiate fede.[/perfectpullquote]
Su Coruscant, nel tempio Jedi, facciamo la conoscenza del maestro Sol, intento a tenere una lezione ad un gruppo di giovani younglings. Presto, però, viene raggiunto da Vernestra Rwoh. Si tratta di un personaggio il cui debutto risale al romanzo ‘La Luce dei Jedi’. È stata la Padawan del Maestro Jedi Stellan Gios, uno dei più potenti Jedi del suo periodo, ed è stata promossa al rango di Cavaliere Jedi a soli 15 anni. È una mirialana, e ai tempi di The Acolyte ha oltre un secolo di vita, e per questo è tenuta in gran considerazione dall’Ordine dei Jedi.
Vernestra avvisa Sol che Osha, sua ex padawan, è stata arrestata per l’omicidio di Indara, e che presto verrà processata. Pur non essendo certo della colpevolezza di Osha, Sol decide di supportare Vernestra.

Intanto Osha è in viaggio su una nave-prigione della Repubblica diretta proprio su Coruscant. Qui fa la conoscenza di alcuni loschi individui che ne condividono la sorte. Uno di questi è stato affetto da un Dybbuk, creatura parassita in grado di manipolare la mente dell’ospite.
Decisi a fuggire, i prigionieri mettono in atto un piano di fuga: uno di loro, dotato di alcuni impianti cibernetici non dissimili da quelli di Lobot, disattiva i droidi alla guida della nave, mentre un altro mette fuori uso la guardia e apre le celle, lanciando però Osha al suo destino. La donna riesce comunque a liberarsi, ma anche l’ultimo pod di salvataggio le viene soffiato sotto il naso da uno dei prigionieri. Senza più possibilità di fuga, Osha si prepara allo schianto della nave sul pianeta che – una volta usciti dall’iperspazio – ha iniziato ad attirarla nella sua gravità.

Di nuovo su Coruscant, facciamo la conoscenza di Jecki Lon, attuale padawan del maestro Sol. Jecky, che è un ibrido Theelin-umano (per saperne di più sui Theelin, leggi questo approfondimento), avvisa il suo maestro che Vernestra lo sta aspettando al livello detentivo. Qui scopriamo che tutti i ‘compagni’ di cella di Osha sono stati arrestati di nuovo, e che la nave è caduta su Carlac. Questo pianeta, comparso per la prima volta in The Clone Wars, è perlopiù innevato e afflitto da continue tempeste di neve.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]L’ho addestrata io. Se davvero è colpevole, sono io ad aver fallito. Lascia che mi prenda la responsabilità. [/perfectpullquote]Tuttavia di Osha non vi è alcuna traccia, così Sol convince Vernestra ad inviarlo su Carlac per arrestare la fuggitiva, insieme a Yord e Jecki.

Ancora priva di sensi, Osha ha una visione in cui rivede sua sorella gemella Mae, creduta morta durante l’incendio su Brendok. Nella visione Mae rivela di aver assassinato Indara, e di essere pronta ad uccidere tutti gli altri jedi.
Arrivati su Carlac, i tre jedi braccano Osha, convincendosi però del fatto che l’assassina non sia davvero lei, ma la rediviva Mae, in cerca di vendetta.

L’episodio si conclude con Mae che raggiunge, in luogo segreto, quello che sembrerebbe essere il suo maestro. Il sinistro individuo, dopo essersi rivolto alla donna, sguaina una spada laser dall’inconfondibile lama rossa.
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