La Padawan Iskat Akaris ha dedicato la vita a viaggiare per la galassia insieme al suo Maestro, Sember Vey, imparando le vie della Forza per diventare una brava Jedi e andando avanti alla ricerca di manufatti perduti della storia Jedi al fine di istruire le future generazioni di studiosi della Forza. Nonostante la sua dedizione, però, Iskat fatica a raggiungere la pace e il controllo, e ogni volta che incontra un ostacolo sente che i compagni Jedi diventano sempre più diffidenti nei suoi confronti. Fatica nella meditazione, nonostante il suo Maestro e Klefan Opus, un Askajiano che a sua volta è stato insegnante di Sember, le trasmettano l’idea che solo meditando può combattere le sue inquietudini. Oltretutto, ogni volta che qualcuno prova un’emozione intensa, soprattutto impazienza, Iskat lo percepisce attraverso la Forza, ma non ha mai rivelato a nessuno questa capacità, neppure al suo Maestro che, caratterialmente opposta, tanto riflessiva l’una quanto impulsiva l’altra, la tratta con distacco.
Iskat è sempre costantemente impegnata a controllare i suoi sentimenti, o a respingerli, ma a volte sono talmente intensi, che è sul punto di cedere. A 13 anni, al Tempio dei Jedi, invece di far levitare la spada laser verso la sua mano, come avevano fatto gli altri Padawan, Iskat scardina un’intera colonna che piomba sulla sua migliore amica, una Iktotchi di nome Tika. La colonna le spezza la schiena in diversi punti. Successivamente Tika decide di non tornare più al Tempio e di lasciare l’Ordine dei Jedi. Questo incidente segna per sempre Iskat, mentre gli altri Iniziati perdono fiducia in lei. Anche per questo Sember la terrà negli anni successivi il più possibile lontana da Coruscant.
Iskat ha due cuori, dita lunghe e sensi insolitamente affinati, ma nessuno conosce la specie a cui appartiene, neanche al Tempio dei Jedi. Il suo registro non indica un pianeta di nascita e, nonostante tutti i suoi viaggi e le sue ricerche, Iskat, che ha dimenticato il suo pianeta natale, non ha mai scoperto nulla sulla propria storia o biologia.
Iskat e Sember hanno appena ritrovato su Ringo Vida un tomo Sith, che esercita un grosso richiamo su Iskat, quando il Maestro Mace Windu ordina alle due di fare veloce rientro al Tempio dei Jedi su Coruscant. Devono andare su Geonosis per salvare Obi-Wan Kenobi, che su quel pianeta è stato aggredito dai Separatisti, i quali si sono appena uniti alla Federazione del Commercio e al Conte Dooku e che hanno ammassato una droide armata. Arrivati su Geonosis, il battaglione di cui fa parte Iskat viene assegnato alla guglia dell’arena di Petranaki in cui Dooku sta per giustiziare Obi-Wan, insieme ad Anakin Skywalker e alla Senatrice Padmé Amidala. Devono trovare i cannoni e le altre armi a lungo raggio e metterle fuori uso. Una volta nella torre, un intero contingente di Geonosiani attacca i Jedi e li coglie di sorpresa, mentre fuori impazza la Battaglia di Geonosis. Un Padawan amico di Iskat, il Duros Fvorn, muore, mentre Iskat uccide diversi Geonosiani. Guardando giù nell’arena, Iskat vede tantissimi spettatori sugli spalti non armati che esultano mentre i tre prigionieri prendono il controllo di un reek inferocito e cercano di scappare. Quando i droidi entrano nell’arena e fanno fuoco con i blaster, i Geonosiani sugli spalti si alzano in volo mentre decine di Jedi iniziano a combattere e un acklay raggiunge il reek con le guardie Geonosiane che li inseguono in groppa a orray o carri. I Jedi arrivati con la navetta di Iskat distruggono i cannoni sonici come da ordini, ma il Maestro Sember viene colpita da un soldato Geonosiano con un blaster sonico. Già incerta sul suo futuro nell’ordine, ora Iskat deve affrontare la tragedia della morte del suo Maestro, caduto insieme a più di duecento Jedi su Geonosis, con le Guerre dei Cloni che trascinano la galassia nel caos.
Sebbene le sia continuamente ricordato di fidarsi del suo addestramento, della saggezza del Consiglio dei Jedi e della Forza, le ombre del dubbio si allungano. Iskat inizia a fare domande che nessun Jedi dovrebbe fare, domande sul suo passato sconosciuto. Domande che i Maestri Jedi considererebbero pericolose. Scopre che il suo Maestro Sember aveva un forte legame di amicizia con una certa Feyra, una donna che ha lasciato l’Ordine dei Jedi. Inoltre, negli alloggi di Sember trova una spada laser con lama gialla con impugnatura compatibile con le dita affusolate della sua specie. Normalmente, invece, Iskat combatte con due spade laser verdi. Ogni Jedi sceglie un cristallo kyber e costruisce la propria spada laser seguendo l’istinto e le sue necessità, per cui non esistono due spade laser uguali. L’archivista Jocasta Nu le rivela anche che Sember era destinata a prendere il suo posto nell’Archivio dei Jedi e ora propone un ruolo negli Archivi a Iskat, ma lei lo rifiuta. Sopratutto, Iskat apprende che la Forza non scorre in lei attraverso la pace ma solo nei momenti di conflitto.
Iskat diventa un Cavaliere Jedi in una cerimonia in cui tanti Padawan vengono promossi e tra di loro anche Anakin Skywalker (poco prima della sua partenza per Cato Neimoidia), e poi Generale, ed è parte del caos della guerra combattendo in prima linea. La procedura di promozione di massa a Cavalieri, senza passare dalle consuete prove, si applica nei casi di emergenza in cui sono stati attivati i Protocolli Guardiani. Il Consiglio è ora costretto a mandare i giovani in guerra. Insieme ai Cavalieri Josk Nivar e Tualon Yaluna, un Twi’lek con cui ha condiviso varie fasi dell’apprendistato e che è Padawan del Maestro Ansho, e a una compagnia di cloni guidata dal Capitano Spider (CT-1123), Iskat viene inviata su Thule (Sistema di Thurra, Settore di Esstra, Orlo Esterno), dove l’esercito Separatista sta completando la costruzione di una nuova fabbrica di droidi.

Su Thule, dopo anni trascorsi a identificare gli antichi manufatti intrisi di Forza con il suo Maestro, Iskat si sente naturalmente attratta dal pianeta, che è immerso nel lato oscuro, e rinviene un altare Sith con un cristallo verso il quale sente una fortissima attrazione. Dopo che Josk muore ucciso dalla fauna locale, Iskat e Tualon, che provano un forte sentimento reciproco, si ritrovano a fronteggiare una resistenza molto più folta delle previsioni, con diversi droidi da battaglia B1 armati di fucili blaster e alcuni grossi droidi B2. Quindici cloni muoiono, ma Iskat riesce a fronteggiare i droidi e a distruggere la fabbrica lanciando un detonatore termico nella griglia di alimentazione. Questo provoca forti esplosioni che uccidono anche dei civili innocenti, mentre i Jedi avevano chiesto un intervento discreto che simulasse un guasto alla fabbrica attraverso il sovraccarico delle quattro stazioni di comando della griglia. Tornata a Coruscant, i Maestri Mace Windu, Adi Gallia e Yoda la convocano per comunicarle il suo nuovo incarico di istruttrice di Iniziati, a cui dovrà insegnare il Codice dei Jedi, che Iskat considera come una retrocessione di grado, visto che la sua indole la conduce verso l’avventura e il combattimento. In questi due anni, Iskat trascorre quasi tutto il suo tempo insieme al Maestro Uumay Hawlatha, un saggio Bimm. Mentre Uumay le dedica il suo tempo, infatti, gli altri Jedi sono troppo impegnati per lei. Iskat vorrebbe allenarsi nel combattimento con due spade laser, ma la Padawan di Anakin, Ahsoka Tano, non ha tempo per allenarla, mentre il Maestro Pong Krell si ferma di rado al Tempio, e il Maestro Kelleran Beq si dedica quasi ininterrottamente agli Iniziati con un’energia che Iskat non ha mai sentito dentro di sé.
Su pressione del Cancelliere Palpatine, i Maestri Windu e Yoda mandano finalmente Iskat in missione: deve recarsi, ancora una volta con Tualon e con il Capitano Spider, su una luna scarsamente popolata dell’Orlo Esterno, Olgothon 3, che orbita intorno al pianeta di Agaris, per estrarre una hacker di nome Ginntho, Anzellana, che i Separatisti e il Clan Bancario stanno cercando di reclutare. Per poter liberare Ginntho, Iskat e Tualon devono affrontare sulla luna due Thraxso, rettili screziati da strisce viola e verdi. Ginntho, che è una xenoantropologa, rivela a Iskat che lei è una Pkoriana e che il suo pianeta natale è Pkori, che si trova nello Spazio Selvaggio. Pkori è organizzato in clan e non ha ancora inventato il volo spaziale e non è interessato a farlo perché rifiuta qualsiasi forma di tecnologia.
Con il passare degli anni e il perdurare della guerra, la fiducia di Iskat nei Jedi diminuisce. Se le concedessero più libertà, è certa che potrebbe fare di più per proteggere la galassia. Se si fidassero di più di lei, potrebbe finalmente scacciare le ombre che hanno iniziato a consumarla. La successiva missione vede impegnata Iskat insieme a Tualon, il Capitano Spider con i suoi cloni e il Cavaliere Jedi Sunghi Silpari, una Kiffar, su Frong, dove si registrano frequenti incursioni e si sospetta il coinvolgimento del Generale Grievous, il signore della guerra Kaleesh trasformato in un cyborg e addestrato dal Conte Dooku per diventare il Comandante Supremo dell’armata Separatista. Con il Maestro Gallia che è tra i tanti Jedi caduti nel conflitto, è il Maestro Cereano Ki-Adi-Mundi ad assegnare questa missione. Giunti su Frong, mentre esplorano il paesaggio ridotto in cenere dal Generale Grievous e dalla sua armata, improvvisamente qualcosa cambia. I cloni aprono il fuoco verso Sunghi e la uccidono. Dopo, i cloni si fermano e Spider estrae il suo oloproiettore. Una figura incappucciata si rivolge a Iskat e le chiede se vuole ancora conoscere la verità su sua madre Feyra, morta a causa dell’Ordine dei Jedi. Iskat, che percepisce che tutti i Jedi sono morti, acconsente e la figura incappucciata ordina ai cloni di portarla da sé e di uccidere Tualon. Dopo qualche giorno di prigionia, Iskat viene portata in uno spazio cavernoso su Coruscant al cospetto di un Pau’an che indossa un’armatura stilizzata nera e grigia con un lungo mantello del colore del sangue raffermo. Consegnandole una spada laser rossa con un’impugnatura a mezzaluna, le dà il benvenuto nell’Inquisitorio. Nel successivo combattimento con il Grande Inquisitore, Iskat sente la Forza scorrere in sé con un’intensità che non ha mai conosciuto.

Iskat è tra i primi a entrare nell’Inquisitorio e osserva altri ex Jedi arrivare uno dopo l’altro. È tra i più giovani e anche una delle poche reclute che non ha avuto bisogno di essere, per citare il Grande Inquisitore, “convinta” (come il Quinto Fratello e il Grande Inquisitore stesso).
Con l’Ordine dei Jedi che cade, Iskat coglie l’occasione per forgiare un percorso tutto suo abbracciando la salvezza dell’Ordine 66. Come Inquisitrice, Iskat trova la libertà che ha sempre bramato: di mettere in discussione, di volere, di prendere, di uccidere. E con ogni colpo della lama rossa della sua spada laser, Iskat si avvicina sempre di più a rivendicare il suo nuovo destino nella Forza, a qualunque costo. Il Grande Inquisitore porta Iskat con sé su Bar’leth dal mercante Ortolano di nome Gamodar, per completare una missione che avrebbe dovuto portare a termine molto tempo prima insieme al Maestro Sember Very, prima che incombesse improvvisamente la Battaglia di Geonosis. Iskat uccide Gamodar e recupera i manufatti in possesso dell’Ortolano, tra i quali il Grande Inquisitore è interessato solo a un holocron rosso e triangolare che irradia l’energia del lato oscuro, molto diverso da quelli azzurri e luminosi che Iskat ha visto in passato. Così Iskat viene promossa al rango di Sorella e, quando sarà pronta, le verrà assegnata una navetta e una compagnia di soldati epuratori che seguiranno ogni suo ordine.
Per tutto quel tempo i Jedi non avevano detto a Iskat che ciò che stava combattendo, ciò che si ostinava a ricacciare in profondità attraverso la meditazione, era il persistente richiamo del lato oscuro. Era una parte di lei che aspettava solo di essere scoperta. Ora che le menzogne dei Jedi si sono dissipate, riesce a vederlo con chiarezza. Le hanno insegnato a temerlo, ma solo perché non volevano che diventasse più potente. Nella fortezza dell’Inquisitorio su Coruscant, Iskat incontra Darth Sidious, che lei riconosce essere stato il Cancelliere Palpatine e che si definisce “erede di un grande piano millenario” dei Sith. Sidious le spiega che i Jedi credevano che tutti fossero uguali e che se avessero potuto controllare un individuo dalla sua nascita avrebbero potuto inculcare precetti come la parità, la modestia e l’altruismo. Ignorando che in ogni gruppo ci sono leader e reietti. Dice anche a Iskat che lei non sarà mai una Sith ma che servirà la loro causa. Aggiunge anche che ancor prima della Grande Purga era a conoscenza di Jedi insofferenti alle regole dell’Ordine e di aver inviato le sue spie nel Tempio a tenere d’occhio i promettenti adepti che avrebbero potuto rinforzare i suoi ranghi. Tra queste l’attendente Seloniano Heezo, che è lì da quaranta anni e che non ha superato le prove per diventare Jedi. Iskat si era confidata molto con Heezo quando era al Tempio dei Jedi ma, dopo aver scoperto che lui ha riferito quei segreti al Grande Inquisitore, lo uccide con la sua nuova spada laser rossa.
Insieme al droide protocollare 6-RA-7, necessario per poter dialogare con i locali, Iskat si reca su Pkori e alla biblioteca del luogo trova le conferme che sia lei che sua madre Feyra Akaris sono state prelevate da piccole dai Jedi. Sul pianeta conosce la sua matriarca, Beamala, la madre di sua madre. In quel momento Iskat capisce che quel segreto desiderio che aveva sempre nutrito era semplicemente amore, approvazione, una famiglia. I Jedi erano convinti di poter offrire agli Iniziati tutto ciò di cui cui avevano bisogno per crescere, ma si sbagliavano. Apprende che Feyra ha lasciato il pianeta a 3 anni, quando è stata consegnata ai Jedi, ed è tornata a 16 anni. Ma, al suo ritorno, la donna non trova più il suo posto neanche sul suo pianeta natale, è infelice. Nonostante questo partorisce Iskat ma, quando si rende conto che anche la figlia è sensibile alla Forza e una sua amica, il Maestro Vey, la porta fuori dal pianeta, anche lei va via per non fare più ritorno. Nessuna compagnia di estrazione mineraria o signore del crimine in cerca di terre da reclamare ha ancora trovato Pkori, né gli Inquisitori sembrano interessarsi: per mantenerlo al sicuro, quindi, Iskat decide di lasciarlo.
Nella fortezza Iskat si confronta con vari Inquisitori, come il Quinto Fratello; la Seconda Sorella, colei che considera chiunque una preda; la Settima Sorella, una Mirialana che l’ha attaccata con droidi in grado di sprigionare scariche elettriche al color bianco come vendetta per aver perso un duello con Iskat, e il Sesto Fratello, il quale ha occhi azzurri penetranti e una carnagione grigia segnata da marchi gialli simili a cicatrici. Ma anche con la Nona Sorella, una Dowutin che ha perso un occhio; con Prossett Dibbs, il Decimo Fratello, un Miraluka con i capelli lunghi che Iskat ha conosciuto quando erano piccoli e che è stato un Maestro Jedi; con l’Ottavo Fratello, un Jango Jumper Terelliano con tre dita dei piedi blu; con la Quarta Sorella, una femmina umanoide dalla carnagione gialla con i tatuaggi bordeaux e appendici simili a tentacoli o lekku; e con Darth Vader, che affronta in combattimento in maniera creativa ma contro il quale rischia di perdere la vita. Inoltre, dopo che Vader la minaccia con la spada laser vicina ai capelli, alcuni di questi le si bruciano e ciò la obbliga a una rasatura delle ciocche che normalmente le arrivano fino alla cinta. Ricresceranno lentamente. Incontra anche Tualon, che è sopravvissuto ai cloni in cambio di un accordo: avrebbe ucciso Iskat. Durante un combattimento nel fosso della fortezza dell’Inquisitorio su Coruscant, Tualon la trafigge in un momento di pausa aprendole uno squarcio incandescente nel petto.

Rimessa in sesto con una vasca di bacta, Iskat riceve dal Grande Inquisitore la sua prima missione: accompagnata da un contingente di soldati epuratori (sotto l’armatura si trovano dei cloni), deve uccidere due Jedi su Firrhana, un pianeta dell’Orlo Esterno che è stato un vecchio avamposto dei Sith, i quali lo hanno abbandonato dopo che un’erezione vulcanica lo ha reso inabitabile molti secoli prima. Sul pianeta Iskat trova Lord Jakadis, cacciatore di taglie dell’Orlo Esterno che ama requisire Jedi e loro manufatti. Intrufolatasi nella fortezza di Jakadis, Iskat trova Charlin Plaka, una Twi’lek con cui ha condiviso diverse fasi dell’addestramento Jedi. In fuga dai cloni, Charlin e il Maestro Klefan sono stati traditi e venduti a Jakadis. Con lo strangolamento della Forza, Iskat uccide Charlin e, dopo, con la spada laser un’altra Jedi prigioniera, una Zeltron. Poi raggiunge Klefan e lo costringe a rivelare cosa è successo alla madre Feyra. Lei ha fallito la Prova dello Spirito e, successivamente, delusa, ha lasciato l’Ordine dei Jedi, tornando a casa. Dopo aver chiamato Sember per consegnare la figlia ai Jedi, si è tolta la vita: aveva perduto ogni cosa, il suo futuro, la sua spada laser, i suoi amici, la sua casa, il suo legame con la Forza, sua figlia. E tutto a causa dei Jedi. Nel successivo combattimento con Klefan, Iskat si scaglia contro il Maestro Jedi come le ha insegnato Vader, costringendolo a indietreggiare sotto una raffica di fendenti e stoccate, fino a ucciderlo senza remore. Dopo aver ucciso anche Jakadis, fa ritorno a Coruscant e, al cospetto di Vader e del Grande Inquisitore, si proclama Tredicesima Sorella.
La Tredicesima Sorella affronta decine di viaggi come Inquisitrice, da sola o in compagnia, ed è sempre tornata vincitrice. Ormai è nota per la sua tenacia e per il suo amore per le decapitazioni, quando viene inclusa in una delle missioni private di Vader insieme allo stesso Signore Oscuro dei Sith, Tualon, verso il quale Iskat è ora libera di esprimere i propri sentimenti, e il Quinto Fratello. Danno la caccia a un Jedi che è stato espulso dall’Alto Consiglio prima della Purga e che pertanto è sfuggito allo stesso destino di gran parte degli altri Jedi. Eeth Koth si è accasato in un pianeta deserto, si è unito a un culto e si è sposato con una persona qualunque, Mira. Mentre Vader combatte con Koth, chiede agli Inquisitori di portargli la bambina di quest’ultimo. La Tredicesima Sorella, che è più abile a scrutare nella Forza, rintraccia la piccola e Mira e, in un primo momento, lascia che le due vadano via a bordo di una navetta. Ma dopo strappa la piccola Zabrak con il potere di telecinesi. A Tualon dice: “Adesso non si fiderà mai più di un’altra donna. È di nessun altro in generale. Prendendo la sua bambina, mi sono presa la sua anima”. Mentre Vader uccide Koth.
Tornati su Coruscant, Vader avverte il sentimento che Iskat e Tualon provano l’uno per l’altra. Una volta scatenato, può diventare diabolico, una macchina assassina i cui poteri della Forza superano quelli di qualsiasi altro. Mentre Iskat e Tualon cercano di fuggire con gli speeder, Vader li solleva a mezz’aria con la Forza, obbligandoli ad azionare le spade laser l’uno contro l’altra, letalmente.
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