Le Guerre dei Cloni sono cominciate. Le schermaglie si moltiplicano in tutta la galassia. E ogni volta che un altro pianeta sposa la causa dei Separatisti, la pace che l’Ordine dei Jedi ha giurato di custodire si sgretola sempre di più. Il romanzo di Mike Chen, Fratelli, da poco arrivato in Italia, ha il merito di approfondire questo importante periodo storico senza strafare e senza pestare i piedi ad altre opere canoniche, anzi mostrandosi molto rispettoso del Canone in tutte le sue forme.
Quando una tremenda esplosione devasta Cato Neimoidia, punta di diamante della Federazione del Commercio, la fragile neutralità del pianeta è messa in discussione. Un intero quartiere della capitale Zarra, chiamato Cadesura, risulta devastato dall’esplosione, in quella che è la peggiore catastrofe nella storia del pianeta. Cato Neimoidia è un pianeta neutrale nella Guerra dei Cloni appena scoppiata, collaborando sia con la Repubblica che con i Separatisti, ma anche con altre parti, attraverso la Federazione del Commercio. Molti Neimoidiani, inoltre, ritengono che la Repubblica non li abbia mai trattati con dignità, li consideri senza mezze misure avidi e si ricordi di loro solo per i rapporti che hanno con la Federazione del Commercio, e per questo sono diffidenti e guardano con interesse alle istanze dei Separatisti. Loro ritengono che solo la Federazione del Commercio abbia sostenuto il governo di Cato Neimoidia, spingendo la Repubblica a considerare finalmente il pianeta come qualcosa in più di un semplice numero.
Come abbiamo appreso in Episodio I: La minaccia fantasma, il Viceré Nute Gunray ha condotto una fazione canaglia ad allearsi con la Confederazione dei Sistemi Indipendenti fino a conquistare Naboo. Tuttavia, la Federazione del Commercio è libera dall’influenza del Conte Dooku e i suoi ideali separatisti, dopo che il Senatore Lott Dod se n’è assicurato prendendo fermamente posizione nel cuore del Senato della Repubblica rinnegando Gunray. Il quale è stato processato dalla Repubblica, inutilmente, circa 10 anni prima di questi eventi, dopo aver attaccato Naboo e causato quasi la morte di Padmé, un fatto che Anakin Skywalker, ovviamente, ricorda bene.
La Repubblica è accusata di aver ordito l’attacco come ritorsione rispetto alle azioni di Gunray, così i Jedi inviano Obi-Wan Kenobi sulla scena del crimine per una missione diplomatica dalla quale dipende il destino del conflitto. Il Conte Dooku, il Jedi decaduto che interviene dalla sua residenza su Serenno, prova ad avvalorare questa teoria. Mentre il saggio Maestro indaga con l’aiuto di un’eroica guardia neimodiana, le sinistre grinfie di Asajj Ventress, rappresentante di Dooku, si stringono intorno al pianeta nebbioso che i Separatisti intendono coinvolgere nella loro cospirazione, trascinandolo nella guerra.

Le forze della Repubblica hanno già incontrato Ventress, ma l’hanno presa per un’autorità in seno all’armata Separatista: una specie di leader, ma non come il Generale Grievous, che ha fatto parlare di sé negli ultimi tempi, né come ogni altro comandante militare in cui Obi-Wan si sia imbattuto. L’indagine su Cato Neimoidia, dunque, sembra concedergli un’insperata occasione di scoprire chi sia… e quanto fosse pericolosa. Mike Chen fa così incontrare per la prima volta Obi-Wan e Asajj sfruttando il fatto che nei loro dialoghi in The Clone Wars mostrano di essersi già conosciuti.
Mentre Obi-Wan e Asajj sostengono rispettivamente le parti della Repubblica e dei Separatisti durante le indagini, a collaborare con Obi-Wan troviamo Ruug Quarnom, una soldatessa d’élite nella Legione di difesa neimodiana che esegue gli ordini del suo governo per ritagliare ai Neimodiani un posto migliore nella galassia. Ruug, da buona Neimoidiana, non ha rivali quando si tratta di valutare i rischi e sente il suo fucile di precisione modificato come un’estensione del suo corpo. Lei, che rappresenta la parte positiva di Cato Neimoidia, ha un apprendista, Ketar Nor, anche lui appartenente alle Guardie Reali Neimoidiane ma molto più incerto sull’influenza positiva che la Repubblica eserciterebbe su Cato Neimoidia. Ventress sfrutterà le incertezze di Ketar e, con sapienti inganni, lo porterà dalla sua parte.
Ma il romanzo di Chen si concentra soprattutto sul rapporto tra i due suoi protagonisti. Dopo i fatti di Geonosis, Anakin Skywalker è stato promosso al rango di Cavaliere Jedi. E nonostante Obi-Wan sia obbligato ad agire da solo, non c’è nulla che possa fermare il suo ex Padawan quando si mette in testa di aiutarlo, anche a costo di trascinare nell’impresa un’indecisa ma promettente piccola iniziata Jedi. Al passaggio da Padawan a Cavaliere Jedi, inoltre, Anakin sembra aver compiuto un vero e proprio balzo in termini di autostima per poi scivolare nella deferenza. È l’occasione migliore anche per indagare il suo stato d’animo all’indomani dell’uccisione della madre Shmi Skywalker e la sua conseguente vendetta sui Tusken, non proprio da Jedi. Inoltre, sembra in conflitto con il Maestro Mace Windu, che invece con Obi-Wan condivide il profondo rispetto per le regole e la tradizione dei Jedi, oltre che l’idealismo. Anakin è, poi, sempre più diviso tra i suoi doveri nei confronti della Repubblica e il matrimonio segreto con la Senatrice Padmé Amidala di Naboo. E poi c’è Palpatine: con il Cancelliere, il ragazzo condivide una sincera amicizia, con lui fa spesso colazioni e lunghe passeggiate. Gli incontri con Palpatine lo inducono ad abbandonarsi ai pensieri più reconditi, alla fantasia di una galassia in cui immaginava di fare tutto quello che voleva senza la restrizione dell’Ordine dei Jedi, lì sarebbe potuto semplicemente esistere insieme a Padmé, lontano dagli sguardi accusatori, dai giudizi, dalle limitazioni che li avevano costretti a camuffarsi tra gli abitanti del sottobosco. Tra le altre confessioni, inoltre, Anakin rivela a Palpatine che sua madre Shmi è morta e che, per vendetta, lui ha ucciso i Sabbipodi. Anakin soffre tantissimo la mancanza di una figura paterna, che sembrava aver individuato in Qui-Gon Jinn, ma che ha subito perso. Sente anche per questo di potersi fidare di Palpatine, dal quale riceve un tipo di intesa che ha ricevuto fin troppo poco in tutta la sua vita e che al, contempo, lo convince della mancanza di compassione dei Jedi. Anakin si fida ciecamente di Palpatine e ritiene che sia la migliore guida possibile per la Repubblica.
Inoltre, deve fare i conti con una nuova, complicata realtà: ora è alla pari con l’uomo che l’ha cresciuto, ma i suoi problemi irrisolti con Obi-Wan rischiano di mettere in pericolo tutti quelli che ama. Mentre quando Anakin avverte la presenza del Jedi caduto Qui-Gon Jinn ritrova la concentrazione, le ramanzine di Obi-Wan lo mandano su tutte le furie. A tal proposito, Obi-Wan si chiede se Qui-Gon non avesse previsto tutto ciò: non solo la sua fine per mano del perfido Signore dei Sith su Naboo, ma proprio il fatto che, morendo, avrebbe legato insieme due forze contrapposte, producendo un’amicizia che sembra sempre sul punto di capitombolare, ma che alla fine trova sempre – sempre – un modo per restare in piedi. Nel frattempo, Obi-Wan Kenobi è entrato a far parte del Consiglio dei Jedi col rango di Maestro Jedi prendendo il posto che era stato di Coleman Trebor, caduto a Geonosis. Se i due Cavalieri Jedi non si lasceranno alle spalle il legame che li univa come Maestro e apprendista, Cato Neimodia e i suoi abitanti saranno consumati dalle fiamme della guerra. Per impedirlo, Anakin e Obi-Wan dovranno imparare a lottare insieme, come fratelli.
Con il supporto del suo informatore segreto, il Besalisk Dexter Jettster, Obi-Wan scopre che i dati che ha trovato in un datapad in un bunker vicino al luogo dell’esplosione sembrano corrispondere ai danni che farebbero le armi dei cloni della Repubblica. Quando Anakin prova a contattare Obi-Wan attraverso il comlink che ha segretamente consegnato al suo ex Maestro (Obi-Wan è l’unico esponente della Repubblica abilitato a stare su Cato Neimoidia per portare avanti le indagini) non riceve alcuna risposta, anzi sente la voce di Ventress. Per questo, si reca in fretta su Cato Neimodia, ma non sufficientemente presto per prevenire l’arresto di Obi-Wan. Guidati da Ventress, i Neimoidiani trovano comlink e datapad, che forniscono loro le prove dell’apparente coinvolgimento della Repubblica nella strage di Cadesura. Inoltre, Ketar, il cui idealismo è stato manipolato dal discepolo del lato oscuro, posiziona delle bombe per tutta Zarra, un attacco che farebbe ricadere altre colpe sulla Repubblica per indurre i Neimoidiani a schierarsi definitivamente dalla parte dei Separatisti. Solo l’intervento di Anakin permetterà di disinnescare le bombe. Quando Ruug entra in possesso di altri dati che sembrano indicare le bombe blazer usate dai Separatisti come causa dell’esplosione di Cadesura, Obi-Wan giunge alla conclusione, che rende pubblica durante il suo processo su Cato Neimoidia, che un nemico non ancora individuato sta agendo per esacerbare il conflitto tra Repubblica e Separatisti, e indurli a continuare a combattersi con tutte le armi che hanno a disposizione.

Fratelli ha il merito di riportarci in una delle epoche più amate di Star Wars, quella delle Guerre dei Cloni. Il romanzo è ambientato all’indomani delle vicende di Episodio II: L’attacco dei cloni, quando la guerra è appena iniziata. Colto alla sprovvista da un conflitto in rapida espansione, l’Ordine dei Jedi ha affrettato l’addestramento dei Padawan per meglio integrarli nel Grande Esercito della Repubblica a sostenere lo sforzo bellico. Come è capitato anche alla giovane iniziata Jedi Zabrak Mill Alibeth, coinvolta con Anakin nella sua prima missione da Cavaliere Jedi su Langston, attaccato dalle armate di droidi per via delle risorse di nyix che si trovano sul pianeta. Scopriamo che è stato lo stesso Palpatine a incentivare l’addestramento precoce di iniziati e Padawan per supportare fin da subito i cloni nella guerra. E la stessa Mill, che è poco più di una bambina, è confusa dal ruolo dei Jedi e dal loro devolversi alla violenza, al punto da voler abbandonare l’Ordine, zittire la Forza e interrompere il suo legame con essa. Mill non è voluta andare neanche alla Messe su Ilum, dove avrebbe ricevuto il cristallo di kyber per costruire la sua spada laser. Il rapporto di Anakin con i giovani iniziati è, per ovvie ragioni, molto importante: da una parte il giovane Skywalker avverte una conflittualità, dall’altra è ben disposto ad aiutare Mill a ritrovare la sua sicurezza nella Forza, spingendo il lettore a chiedersi come sarebbe potuto essere il padre Anakin con i piccoli Luke e Leia. Allo stesso tempo, è un Anakin ancora troppo acerbo per avere un suo Padawan, come invece gli capiterà con Ashoka Tano. Ad ogni modo, stando insieme ad Anakin, Mill riesce infine a controllare i suoi sentimenti e la sua empatia, sebbene Anakin le dia l’insegnamento opposto: lui riesce a trovare l’equilibrio lasciando libero sfogo a tutti i suoi sentimenti. Del resto l’intero Fratelli assomiglia a uno dei racconti di Da un certo punto di vista anche se in versione molto espansa. Lo stesso Mike Chen, di fatto, ha scritto uno dei più importanti racconti dell’antologia Da un certo punto di vista dedicata a L’Impero colpisce ancora, quello in cui l’Imperatore avverte un’interferenza nella Forza che gli rivela che Darth Vader ha un figlio.
Il processo innescato con i giovani sensibili alla Forza, comunque, rischia di trasformare i Jedi da guardiani di pace in soldati e il fatto stesso che i cloni li chiamino “Generali” è una contraddizione in termini. In questo modo, Fratelli racconta l’inizio della guerra, muovendo i suoi passi dai fatti di Geonosis e permettendo all’appassionato di capire molte sfaccettature delle Guerre dei Cloni e di scoprire particolari interessanti da nuove prospettive. Obi-Wan riuscirà a scagionare la Repubblica ma solo dopo aver imparato una lezione: Cato Neimoidia ha un’anima, una storia e una cultura che vanno ben al di là dell’avidità dei commercianti. Motivi per cui ci ricorderemo di Fratelli non solo per le sue splendide descrizioni di questo affascinante pianeta, ma anche per le sue fasi di azione, intense e ottimamente raccontate, come quelle di un episodio di The Clone Wars o di Rebels. E per i personaggi che agiscono alle spalle di Obi-Wan e Anakin: Ruug e Mill funzionano molto bene e definiscono ulteriormente il complesso rapporto tra coloro che sono stati Maestro e apprendista. Un rapporto che è fatto di rimpianti: forse Qui-Gon ha unito Obi-Wan e Anakin perché ha sperato che i loro caratteri opposti producessero quell’equilibrio che serviva? Forse Obi-Wan sente di aver fallito nel suo rapporto con Anakin perché è sempre rimasto troppo intransigente e non ha capito il pieno potenziale dei sentimenti che albergavano nel suo ex apprendista? Quel che è certo è che i violenti fatti di Cato Neimoidia finiranno per cambiare gli equilibri nella galassia e una vecchia conoscenza di Obi-Wan, Satine Kryze di Mandalore, approfitterà di questa occasione per annunciare il nuovo Consiglio dei Sistemi Neutrali, una novità assoluta per il suo pianeta da sempre dedito alla guerra. Dal canto suo, il Cancelliere Palpatine risponderà con l’integrazione ufficiale dell’Ordine dei Jedi nel Grande Esercito della Repubblica, un cambiamento dal quale non si tornerà più indietro.






