Le Prove dei Jedi – Guida al Romanzo

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

La Forza è ovunque. Una singola vita è collegata a tutte le forme di vita. Ogni cosa è collegata a tutte le altre cose. Questo è ciò che i Jedi credono e questo è ciò per cui combattono. Per la vita… e per la luce.

Da troppo tempo la luce è minacciata da Marchion Ro, un sinistro despota che non si fermerà davanti a nulla pur di reclamare il potere. Il conflitto con Ro e con le forze predatrici dei suoi Nihil ha lasciato cicatrici in tutta la galassia e ha tenuto la Repubblica in ostaggio. Innumerevoli vite sono andate perdute, fari di speranza sono caduti e il coraggio e la determinazione collettiva della Repubblica sono stati messi alla prova come mai prima d’ora. Nel corso di questa lotta, l’Ordine dei Jedi è rimasto saldo, una fiamma sempre accesa contro l’avanzata dell’oscurità.

I Jedi sono messi alla prova su quattro fronti diversi: alcuni si mobilitano contro i Predoni Nihil che intendono punire il pianeta Eriadu per la resistenza al loro dominio. Altri pattugliano il pericoloso confine della Zona di Occlusione, proteggendo i pianeti dalle feroci incursioni dei Nihil. Inoltre, i Jedi devono ancora risolvere il mistero delle creature note come i Senza Nome, che si cibano della Forza. Ro le ha scatenate nella galassia, seminando la paura anche nel cuore del più impavido dei Jedi. I Senza Nome ora sono cambiati, la loro pelle si è avvizzita ed è tesa sulle ossa e sulle strutture interne, mentre in alcuni punti è lacerata. Le creature sono ora ricurve su sé stesse, tremano e sono scosse da spasmi, come creature costrette a vivere in un perpetuo crepuscolo di dolore.

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E, nonostante le vite salvate e i mondi liberati dal controllo dei Nihil, una Piaga inarrestabile, una chiazza di marciume bianco e grigiastro, polverosa e senza vita, che divora ogni cosa là dove compare, minaccia di spazzare via tutto. All’inizio, i notiziari dell’holonet l’avevano definita una piaga. Ma ora che è comparsa su un numero sempre maggiore di mondi in tutta la galassia, è diventata la Piaga, una minaccia specifica che tutti conoscono e temono. Nelle viscere del Tempio dei Jedi su Coruscant, in meditazione, i Jedi, tra cui anche il Maestro Yoda, cercano di respingere la Piaga che è giunta anche lì. Servono quattro Jedi per sostituire Yoda nei momenti in cui si assenta dalla meditazione, e il Gran Maestro zoppica e ha bisogno di un bastone nodoso quando cammina a causa di una ferita di tanto tempo prima. Quanto a come la Piaga viaggia tra i sistemi, o perché scelga un pianeta piuttosto che un altro, gli scienziati della Repubblica brancolano nel buio. Sono 30, tuttavia, i pianeti della Repubblica infestati dalla Piaga, la quale sta accelerando il suo incedere. Da tempo, inoltre, il Consiglio dei Jedi ha applicato i Protocolli Guardiani e ha richiamato tutti i Jedi dagli avamposti nell’Orlo Esterno al Tempio, anche per fronteggiare questa crisi. Quanto al Consiglio, il Maestro Adampo, il Maestro Ada-Li Carro, il Maestro Stellan Gios e il Gran Maestro Pra-Tre Veter sono morti, lasciando vacanti quattro dei dodici posti del Consiglio.

Un altro problema è il Murotempesta, che solo i Jedi con piccoli vascelli, e non con le navi più grandi, riescono ora a oltrepassare, e il cui centro di controllo si trova sulla Gaze Electric, la nave che Ro ha ereditato dal Sentiero della Mano Aperta attraverso una concatenazione di titoli. Il confine del Murotempesta si è spostato più di una volta: in avanti, indietro e poi di nuovo avanti. Quanto alla Coalizione di Difesa della Repubblica comandata dall’Ammiraglio Pevel Kronara dal Third Horizon, un megaincrociatore di classe Emissary, si trova nel sistema di Eriadu, che veniva usato come area di raggruppamento per le operazioni della Zona di Occlusione prima dell’ultima espansione del Murotempesta. Dopo quest’ultima espansione, quasi tutte le forze della CDR intrappolate nella ZdO si sono radunate sul pianeta. Questo ha reso Eriadu City un crocevia per i Nihil, che hanno adottato anche una sorta di codice di abbigliamento nel tentativo di spacciarsi per una forma di governo vera e propria, e per i membri della CDR. L’intero pianeta sembra sospeso in una strana, tacita tregua, sempre più isolato a causa del Murotempesta. Qualche anno prima, inoltre, lo stesso Eriadu era stato colpito da tre Emersioni successive, frammenti della nave Legacy Run che uscirono dall’iperspazio a velocità prossime a quella della luce  durante il Grande Disastro Iperspaziale.

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La Repubblica non sa che una battaglia esplode su Eriadu, perché il mondo è tagliato fuori dalle comunicazioni essendo attualmente al di là del Murotempesta. I combattimenti vengono istigati da una rissa in un bar a Eriadu City, con il desiderio di libertà di un popolo duro e bellicoso come quello degli Eriaduani, con la fissa dei cacciatori e dei guerrieri, che non può più essere messo a tacere. CDR e Eriaduani hanno segretamente ammassato milizie nel sistema di tunnel scavato all’interno delle catene montuose del pianeta: il piano è quello di usare questi nascondigli per soverchiare le forze Nihil e poi riprendere il controllo delle massicce installazioni di difesa costruite dopo il Grande Disastro. Queste sono state sopraffatte durante l’invasione iniziale dei Nihil con un attacco a sorpresa con bombe ioniche a lungo raggio per disattivare la griglia difensiva. Tra le forze di difesa nei tunnel c’è anche il Comandante Sevran Tarkin, appartenente a una delle famiglie della Quintad che regna su Eriadu. Sevran manda il fratello, il Capitano Navaj, con una squadra di infiltrazione Jedi con Kantam Sy ed Emerick Caphtor (si trovano sul pianeta dopo aver partecipato al matrimonio di Lula Talisola nella vicina città di Bri-Phrang), a catturare un bunker di difesa vicino a Eriadu City, presidiato dal Maggiore Pargo Coffin, colui che è arrivato fino al rango di Burrasca quando c’erano ancora le Tempeste prima che il Generale Viess riorganizzasse i combattenti Nihil. Allo scoppio del conflitto, i Nihil usano tattiche che gli Eriaduani e le forze della CDR non sono in grado nemmeno di contemplare: tutto quello che può eliminare o demoralizzare il nemico va bene. Anche Porter Engle, il Jedi Ikkrukkiano di oltre 300 anni che si è ritirato dall’Ordine per poi tornare quando è scoppiato il conflitto con i Nihil, partecipa alla battaglia a colpi di spada laser, lui che è conosciuto come la Lama, che lancia dalla sua nave, un piccolo monoposto che ha requisito durante la Battaglia di Naboo, per poi farla tornare indietro con la Forza per distruggere quante più navi Nihil possibile. Con il suo vascello spaziale Auberge (il terzo dopo Foregone Catastrophe e Precipitate Fire), inoltre, sul pianeta arriva il Generale Abediah Viess, la mercenaria Mirialana Ministro della Protezione dei Nihil, insieme a un’enorme flotta Nihil.

Le sorti della battaglia su Eriadu si invertono quando, improvvisamente, il Murotempesta cade. Questo consente all’Ammiraglio Kronara di condurre il Third Horizon e un’intera flotta della CDR, che stanziavano a un minuscolo salto iperspaziale dal mondo di Eriadu, ma al di là del Murotempesta, di ingaggiare Viess e i Nihil. Congiuntamente a queste vicende, per la seconda volta il tiranno omicida Marchion Ro offre alla Repubblica il suo aiuto per sconfiggere la Piaga, e in cambio chiede solo che gli sia riconosciuto il merito.

La posta in gioco è nientemeno che il destino di ogni cosa, forse perfino della Forza stessa. Nove coraggiosi Jedi, guidati da Avar Kriss ed Elzar Mann, intraprenderanno un pericoloso viaggio fino al mondo dei Senza Nome. La loro missione: fare luce finalmente sul mistero dei Senza Nome e sul loro legame con la Forza e fermare la Piaga prima che i danni inflitti diventino irreversibili. A questo punto, tutto dipende da loro. Avar ed Elzar osservano un tacito accordo secondo cui i loro obblighi all’Ordine vengono prima di ogni altra cosa. Con le molte imprese e missioni che ricevono, è raro che possano rimanere nello stesso posto per molto tempo, e così cercano di sfruttare al meglio ogni momento possibile in cui possono stare assieme. Il legame tra i due è unico: amicizia, amore e attrazione amplificati e rafforzati tramite il potere della Forza. Pochissimi sono a conoscenza della loro relazione, tra cui il Maestro Yoda. Quanto agli altri Jedi, con la sua sensibilità, l’altro Cavaliere Jedi Burryaga ha aiutato a sconfiggere i Senza Nome, a intuire un modo per arginare la Piaga e a individuare le persone che avevano bisogno di aiuto. Con l’aiuto del lavoro condotto dal Cavaliere Jedi Reath Silas, poi, i Jedi sanno che la Piaga è direttamente collegata alle creature Senza Nome.

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La Piaga si diffonde perché i Senza Nome sono stati rimossi dal loro mondo natio da Marchion Ro e dai suoi Nihil. Inoltre, ogni Senza Nome che muore fa in modo che la Piaga peggiori. Per questo, i Jedi hanno catturato nel corso delle missioni su Palagosal, su Angoth e su altri pianeti, dodici Senza Nome e ora vogliono riportarli sul loro mondo natio, conosciuto solo come Pianeta X. Questo non dà certezze sul fatto di poter fermare la Piaga, ma non hanno altre soluzioni. L’unico posto in cui sono riusciti a fermarla è stato Kashyyyk, ma è stato necessario ricorrere ai Drengir, che ora non ci sono più. Inoltre, i Jedi sono in possesso dello Scettro delle Ere, ottenuto a caro prezzo. Un manufatto antico e potente con al centro una Pietra dell’eco. In certe circostanze queste pietre possono entrare in sintonia con la stessa Forza e produrre varie applicazioni insolite. Inoltre, Marchion Ro è stato visto usare un manufatto simile per controllare i Senza Nome, e gli effetti di questo manufatto, si pensa, possano essere annullati dallo Scettro delle Ere. I Jedi hanno anche un campione del metallo recuperato dal pianeta Tolis, individuato da Reath Silas, Cohmac Vitus e dal Padawan Amadeo Azzazzo, altamente resistente alla Piaga. I Maestri Govena, capo forgiatore del Tempio dei Jedi, e Infil’a forgiano delle armature fatte di questo materiale per respingere gli effetti debilitanti a cui i Jedi sono di solito soggetti nelle immediate vicinanze dei Senza Nome. Sono armature bianche e lucenti, con alcune finiture dorate, levigate fino a rendere il metallo vagamente riflettente. Non coprono tutto il corpo, mentre il metallo emette un campo che respinge la Piaga e i Senza Nome, fra i quali, come hanno scoperto i Jedi, esiste un collegamento.

La squadra primaria porterà i Senza Nome sul loro mondo natio usando la Ataraxia e si compone di Terec, Burryaga, Arkoff, Bell Zettifar, Reath Silas, Ty Yorrick (anche se non è più una Jedi), Elzar Mann, Avar Kriss e Azlin Rell, un Jedi caduto che crede che il lato oscuro sia una soluzione accettabile a un problema come i Senza Nome. Azlin in passato ha ucciso direttamente migliaia di persone su Travyx Prime, manipolando e fuorviando il Gran Maestro Yoda. Vernestra Rwoh, invece, farà parte della squadra di ripiego, anche se è l’unica a conoscere la rotta per il mondo natio dei Senza Nome, datale da Mari San Tekka, la stessa fonte dei Varchi dei Nihil. Può recitare il Varco a distanza, come ha già fatto per Deva Lompop. Torban Buck, Ceret, Indeera Stokes, Cohmac Vitus, Lily Tora-Asi, Zaviel Tepp, Kirak Infil’a e il membro del Consiglio Yarael Poof sono gli altri membri della squadra di riserva, che rimane su Coruscant. Ogni membro è stato scelto non solo per le sue capacità, ma anche per i suoi legami con gli altri membri del gruppo e per la storia che lo accomuna agli altri. Quando la prima squadra sta per partire con la Ataraxia, un vascello slanciato concepito per le missioni più importanti che richiedono uno schieramento ingente di forze, un Senza Nome si libera, riduce in polvere un agente della Repubblica non sensibile alla Forza e affonda le zanne nella gamba di Arkoff. Torban “Fiumi di Sangue” Buck, guaritore e medico Jedi, prontamente recide la gamba del Wookiee per evitare che l’infezione si diffonda, mentre Arkoff ferma il Senza Nome. L’armatura di Arkoff è troppo grossa per essere indossata da qualsiasi altro membro degli Altri Nove, se non da un Chagriano di grossa stazza che non sceglie mai volontariamente di combattere ma che è sempre pronto a fare ciò che va fatto, proprio Torban.

Terec e Ceret sono state separatə perché gemellə simbioticə Kotabi, ognuna delle due sa quello che pensa l’altra, è quindi Terec può fungere da trasmettitore vivente e riferire a Coruscant gli eventi. Ma le due gemellə si stanno lentamente separando da quando l’aspetto fisico di Terec è mutato dopo che il suo corpo è stato dotato di innesti tecnologici per bilanciare i danni inflitti dall’attacco di un Senza Nome.

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Terec e Ceret, Star Wars: The High Republic #6

Ma il faccia a faccia finale con Marchion Ro, l’ultimo esponente della specie degli Evereni, incombe. Ro è disposto a sacrificare tutto ciò che ha conquistato pur di garantirsi la vittoria finale contro i Jedi e scrivere il suo nome tra le stelle per l’eternità. Lui, che ha subito una piccola sconfitta su Vixoseph I, ha riportato l’intero suo branco di Senza Nome, composto da dozzine di creature, sulla Gaze Electric, dopo che i Jedi si sono impossessati di alcuni di loro durante alcune missioni. Le controlla con lo Scettro del Potere. Marchion ordina anche al Generale Viess di spostare l’Intera flotta su Eriadu, dove la ribellione è scoppiata prima rispetto alle sue previsioni, mentre lui può, indisturbato, portare avanti gli esperimenti sulla Piaga. Per prima cosa si reca sul pianeta dei Senza Nome, avendo previsto il piano dei Jedi.

Un’altra sfida che i Jedi a bordo della Ataraxia devono affrontare per poter approdare sul Pianeta X è superare il Velo, una barriera naturale impenetrabile fatta di lame di fiamme, energia turbinante e scariche di fulmini. Un percorso sicuro attraverso il Velo è stato in passato scoperto da un viaggiatore di nome Barnabas Vim che secoli addietro ha visitato il pianeta natio dei Senza Nome. I suoi rapporti sono stati rinvenuti nella Zona di Occlusione da Emerick Caphtor nel corso delle sue indagini sulle origini dei Senza Nome. Emerick è riuscito a trasmettere i dati oltre il Murotempesta, nello spazio della Repubblica, usando un vecchio droide da comunicazione EX. Alla fine Elzar Mann ha ricevuto le informazioni che rivelano che bisogna accedere alla barriera esattamente nel punto d’ingresso giusto. Usando queste coordinate, Avar Kriss pilota la navetta da carico della Ataraxia attraverso il Velo sfruttando il Canto, lei che ha imparato da tempo a sintonizzare le sue percezioni per sentire soltanto la musica generata da un singolo individuo, un luogo o una minaccia anziché la sontuosa cacofonia della Forza nella sua interezza. I Nove approdano sul Pianeta X ma la navetta risulta distrutta. Ciascuno di loro percepisce il luogo dove è arrivato in maniera diversa, ma per tutti questo è un mondo talmente votato alla vita, per quante creature diverse vi si trovano, da far impallidire tutti gli altri. È tanto bello quanto pericoloso, come una tempesta vivente, selvaggio e primordiale. I Nove riescono a visitare il pianeta grazie alle armature, ma se le tolgono, anche per poco tempo, iniziano ad avere brutte sensazioni a causa dell’intensità che percepiscono attraverso la Forza.

Ad attenderli, i Jedi trovano Marchion Ro con più di cento Senza Nome, che comanda con lo Scettro del Potere, mentre i dodici imprigionati nella navetta da carico si liberano. Ro, che conosce questi Jedi, preme un tasto su un congegno e la Gaze Electric, in orbita intorno al pianeta, esplode. L’Occhio dei Nihil rivela ai Jedi che dopo aver distrutto lo Starlight e aver attivato il Murotempesta è caduto in disperazione. Sapeva di cosa aveva bisogno, ma non trovava un modo per ottenerlo: sopprimere tutti nella galassia in un colpo solo. All’inizio lui non aveva idea che rimuovere i Senza Nome da quel mondo avrebbe fatto comparire la Piaga altrove, mentre è stata la sua decisione di indagare sulla storia della sua famiglia, gli Evereni, a fargli trovare quel mondo. Alza lo Scettro del Potere e le pietre viola alle sue estremità prendono a risplendere di luce più intensa, mentre i Senza Nome iniziano ad azzannarsi gli uni con gli altri. Si squartano, si massacrano e si sventrano con le zanne e gli artigli, facendo a pezzi i loro simili, e il mondo intorno a loro risponde e arriva il caos, con le tante bestie che sembrano impazzite. Con un balzo, Torban Buck raggiunge la nave e recupera il lungo scettro di metallo, grande circa la metà di quello usato da Marchion Ro e sormontato da un disco ornato a un’estremità, lo Scettro delle Ere. Un Senza Nome pianta gli artigli tra la spalla e il collo di Torban, dove l’armatura non fa copertura. Poi affonda le zanne con violenza, trapassando il corpo del Jedi. Sangue, fiumi di sangue prendono a colare sullo scafo. Soggiogato dal lato oscuro della Forza, Azlin Rell fa esplodere tre Senza Nome che si dissolvono in una nube di vapore grigiastra e azzurra, mentre tutti gli altri si uccidono tra di loro. Lo Scettro delle Ere si alza in aria e vola in direzione di Azlin, che corre verso i confini della foresta, inseguito da Reath e da Ty Yorrick, mentre Terec perde i sensi.

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Dopo questi avvenimenti, su Coruscant la chiazza della Piaga nei sotterranei del Tempio dei Jedi acquisisce rinnovato vigore e i Jedi in meditazione faticano a contenerla. La Piaga è o è stata presente anche su Oanne, Ronaphaven, Norisyn, Felne 6, Vixoseph I, Cethis, Tolis, Arlo, Kavorn Esterno e su altre dozzine di mondi, ma soltanto su Coruscant viene tenuta a bada. Altrove riflette ora un drammatico squilibrio e, essendo vuoto che prende il posto della vita, rimpicciolisce la Forza stessa.

Nel frattempo, su Eriadu Porter Engle si fionda sull’Auberge alla ricerca di Viess, lei che quasi un secolo e mezzo prima su Gansevor ha indotto sua “sorella” Barash Silvain a fare il suo Voto e a separarsi da lui. Porter affronta Viess, che indossa la stessa armatura che indossava il giorno in cui ha incontrato Barash, subito dopo che la Auberge compie il salto nell’iperspazio. Con la spada laser, Porter la trafigge.

Intanto, Azlin Tell realizza che la sua debolezza è una scelta per aiutare ora i Jedi, lui che, tanti anni prima, in un impeto di terrore per le visioni che lo tormentavano costantemente, si è infilato le dita negli occhi e se li è strappati dalle orbite, mentre ora vede grazie a neuroaculei che collegano i sensori negli occhialoni direttamente alla corteccia ottica. Ty e Reath continuano ancora a dargli la caccia, ma lui su quel pianeta, che esprime una strana inquietudine dopo la morte di tutti quei Senza Nome, è diventato molto più potente e resiste ai Senza Nome anche senza armatura. Quando Ty e Reath lo trovano una prima volta, Azlin sta per uccidere Ty con la stretta della Forza, poi la lascia e Reath la soccorre, mentre Aziln fugge via. Nel frattempo, Avar ed Elzar si mettono sulle tracce dell’unico Senza Nome sopravvissuto alla strage, mentre Bell, Burryaga e Terec, in una sorta di coma curativo, sono solo sulle tracce di Marchion Ro.

Intanto, su Eriadu il Murotempesta crolla dopo la distruzione della Gaze Electric, su cui vi era il suo segnale di controllo. I Nihil hanno deciso di mandare quasi tutta la loro flotta in questo sistema perché si aspettavano che il Murotempesta li proteggesse, ma adesso che non c’è più sono in grave difficoltà. Fra le conseguenze di questo fatto, una seconda flotta della CDR oltre a quella comandata dall’Ammiraglio Kronara, con a capo il Maestro Jedi Keeve Trennis, si è diretta su Naboo nel tentativo di liberare quel mondo proprio come gli uomini di Kronara stanno facendo su Eriadu. Ma una volta arrivata, Trennis ha trovato un sistema quasi del tutto privo di Nihil dato che la richiesta di rinforzi del Generale Viess ha richiamato quasi tutte le navi Nihil nella Zona di Occlusione direttamente su Eriadu, incluse quelle su Naboo. Keeve Trennis ha capito cosa sta succedendo e ha convogliato le sue forze nel sistema Eriadu, intercettando i rinforzi Nihil e dando vita a sua volta a una battaglia spettacolare. Senza l’intervento tempestivo di Trennis, la flotta di Kronara si sarebbe ritrovata stretta in una morsa tra le due flotte da battaglia Nihil. Kronara annuncia alla flotta che la Battaglia di Eriadu è vinta e ordina di recarsi su Hetzal, il luogo dove tutto è iniziato, il mondo che i Nihil hanno rubato e rivendicato come la loro capitale. Il Ministro dell’Informazione dei Nihil Ghirra Starros informa la Cancelliera Suprema della Repubblica Galattica Lina Soh che desidera negoziare i termini della resa dei Nihil.

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Sostenendosi a vicenda e procedendo mano nella mano, Elzar e Avar raggiungono il Senza Nome moribondo in una radura con al centro una pozza speculare. Quando il Senza Nome la tocca, crolla a terra esanime. Anche i due Jedi la toccano e si ritrovano immersi nella luce, e poi nell’oscurità, mentre il caos che scuote il mondo dei Senza Nome dilaga ovunque, su scala più grande. Elzar e Avar si ritrovano in una caverna popolata solo da predatori, dove Avar non sente il Canto. Nel mondo che si conosce c’è un equilibrio tra luce e oscurità, prede e predatori, tra vita e morte, mentre lì esiste solo una di queste due cose. Trovano uno specchio simile a quello che hanno trovato in superficie, lo toccano e si ritrovano in un posto diverso, che ricorda una delle aule di lezione del Tempio dei Jedi, uno strano luogo vuoto di totale silenzio che emana un’aura molto potente. Qui un Senza Nome dallo splendido aspetto, non feroce o corrotto, si rivela per la sua vera essenza. Comunica con Avar e Elzar telepaticamente ed è insieme ad altri due simili, anche loro regali, snalli e semitrasparenti, diversi dalle creature che hanno conosciuto, concentrati per preservare la stabilità, mentre restano rannicchiati accanto a una nidiata di uova rosa luminescenti. Dice ai Jedi che un uovo compare ogni volta che uno di loro muore e che il pianeta fa loro questo dono. Avar ed Elzar si rendono conto che i Jedi hanno ucciso tanti Senza Nome per un motivo molto semplice, assenza di comprensione. I due spiegano al Senza Nome che Marchion Ro ha preso molti dei suoi simili e li ha portati in altre parti della galassia e usati per fare gravi danni. Molti hanno attaccato i Jedi e, nel tentativo di difendersi, questi li hanno uccisi. Spiegano anche che su molti mondi è comparsa una piaga, una specie di malattia della realtà. Il Senza Nome spiega che la luce è sopra, l’oscurità è sotto, e al centro rispetto ad entrambe c’è il posto in cui si trovano. La sua gente consuma la luce o l’oscurità per assicurarsi che nessuna delle due diventi troppo forte. Serve che si schiudano abbastanza uova per contenere di nuovo la fame, ma ci vorranno decenni prima che un singolo uovo si schiuda. Elzar pensa che è come se due sfere di energie contrapposte nella Forza collaborano per tenere rinchiuso un vuoto famelico al loro centro alimentato dalle creature evolutesi intorno a una vergenza nella Forza di qualche tipo. Se fosse agli Archivi del Tempio, consulterebbe gli scritti di Odan-Urr, perché è una questione più filosofica che scientifica. Un vuoto centrale circondato dagli strati protettivi del lato oscuro e del lato chiaro della Forza, che lavorano assieme, in equilibrio, per arginare la fame irrefrenabile al centro.

Bell e Burryaga, nel frattempo, raggiungono e affrontano Marchion Ro, che combatte con la spada laser di Loden Greatstorm, il Maestro di Bell che ha ucciso qualche anno prima. Quando Ro scaglia oltre il ciglio della rupe Ember, la charhound di Bell che clandestinamente era salita a bordo per partecipare alla missione, Burryaga si lancia nel vuoto per salvarla. Un momento che le ricorda come si è salvato dalla caduta del Faro Starlight, quando si è conquistato un posto nel corpo del rathar con cui stava combattendo per usarlo come guscio nella caduta verso Eiram. Poi si è risvegliato intrappolato in una caverna sottomarina nelle profondità dell’oceano, dove Bell è venuto a prenderlo. Intanto Marchion, che si è addestrato a lungo nei combattimenti con la spada laser, e Bell si affrontano in un duello con le spade laser.

Reath sembra incoraggiare Ty nel dare la caccia ad Azlin, che è in possesso dello Scettro delle Ere, ma, quando lo trovano, lo protegge dagli attacchi della cacciatrice di mostri. Azlin sta ammirando una maestosa doppia spirale della Forza circondata da centinaia di Senza Nome disposti in cerchio alla scultura di Forza che rotea sopra di loro. Sia la spirale che i Senza Nome stanno morendo. Non sono sofferenti come quelli che Marchion Ro ha usato per dare la caccia ai Jedi, ma forti e robusti. Anche questi Senza Nome, soggiogati dallo Scettro del Potere di Ro, si azzannano gli uni con gli altri fino a uccidersi a vicenda. Ma Azlin ha in pugno lo Scettro delle Ere e, secondo le storie, la Pietra dell’Eco usata per creare lo Scettro ha il potere di sopraffare gli altri scettri di controllo. Dapprima Azlin vuole che le creature si uccidano tra di loro, ma Reath lo convince a usare lo Scettro per dare l’ordine di vivere. La gemma nello scettro amplifica la forza di volontà di colui che lo usa, ma quello in possesso a Ro ne ha due. Lo Scettro delle Ere è stato concepito da popoli defunti che hanno tentato di combattere i Senza Nome specificamente per prevaricare l’effetto dello Scettro del Potere. Quando anche Reath, che rappresenta il lato chiaro, e Ty, che rappresenta l’equilibrio, toccano lo Scettro il bagliore della Pietra dell’Eco si fa più intenso e una scarica di energia e di luce circonda i tre. La Pietra dell’Eco esplode in una minuscola supernova di pura energia bianca.

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Bell vede il Maestro Loden Greatstorm in una visione della Forza che gli ricorda che i Jedi sono chiamati a salvare ogni forma di vita. Bell è ogni essere vivente della galassia simultaneamente, l’energia e la volontà di vivere di tutti. Dona a Bell la sua possanza, e lo stivale di Marchion Ro si solleva dal petto di Bell, anche se non è quello che Marchion vuole. Marchion sente le sue dita aprirsi attorno alla spada laser di Loden. Viene sollevato in aria, come se una mano gigante lo avesse afferrato. “Non esiste mai soltanto l’oscurità, la luce arriva sempre”, dice Bell a Marchion. Parla con la sua voce, con la voce del suo Maestro e con quella di ogni Jedi. Bell mette ai polsi di Marchion delle manette, che ha aggiunto ai suoi strumenti nei mesi passati a dare la caccia ai predoni Nihil nei pressi della Zona di Occlusione, e con la Forza, e con l’aiuto di Terec, che nel frattempo si è risvegliatə, riporta sulla rupe Ember e Burryaga.

Il pianeta produce esattamente il numero giusto di Senza Nome per mantenere l’equilibrio tra luce e oscurità e per arginare la Piaga. Il sistema può resistere se alcuni Senza Nome muoiono, anche molti. Ma a un certo punto, non riesce più a compensare e tutto inizia a crollare. Avar ed Elzar tornano nella caverna e percepiscono un modo per usare il loro vigore nella Forza per mantenere l’equilibrio finché le uova dei Senza Nome non si schiuderanno. Avar, che rappresenta la luce, rimarrà nella caverna ed Elzar, che rappresenta l’oscurità, andrà in superficie, insieme si sobbarcheranno il peso dell’intera vergenza.

Dopo aver ripreso i sensi dopo il cortocircuito dello Scettro delle Ere, Reath e Ty si ricongiungono con Bell, Terec, Ember e Burryaga che porta con sé il corpo inerme di Marchion Ro, apparentemente svenuto. Anche Elzar Mann si dirige verso la radura dove si trovano gli altri e la nave danneggiata con cui sono arrivati sul pianeta, seguito da un Senza Nome molto diverso da quelli che hanno visto gli altri. Gli occhi di quest’ultimo brillano nella luce soffusa del suo mondo natio e il suo sguardo è perlaceo e sereno. Elzar spiega agli altri che i Senza Nome sono senzienti e che quel mondo è un fulcro della Forza, un luogo che racchiude una grande quantità di lato oscuro e di luce. Quando Marchion Ro li ha portati via da quel posto, i Senza Nome sono impazziti e sono diventati mostruosi, le loro menti sopraffatte dalla fame. Quanto alla Piaga, continua Elzar, non potrà mai essere fermata, ma solo trattenuta perché è un sintomo delle ferite inflitte a quel mondo e al suo popolo. Il pianeta non può farcela da solo a curare ciò che trattiene la Piaga ed è per questo che Avar ed Elzar dovranno rimanere lì. La Piaga si trova all’interno del mondo e i Senza Nome usano il lato oscuro e il lato chiaro della Forza per assicurarsi che resti sigillata. Ma ora non ce ne sono più abbastanza per farlo. Ci sono dei punti specifici sul pianeta dove la Forza può essere manipolata nel modo necessario. Avar è già al suo posto, un singolo punto di luce nell’oscurità, mentre il Senza Nome conduce Elzar al suo, in cima alla montagna più alta del pianeta che gli esseri originari di quel mondo chiamano Sophros, che può essere tradotto con “Equilibrio”. Il Senza Nome rivela a Reath che il loro vero nome è Shrikaria, il suono dell’acqua che scorre sulla pietra. Aggiunge che quel mondo dovrà essere perduto per tutta la loro gente e che nessuno dovrà mai sapere degli Shrikaria.

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Azlin, nel frattempo, non sa se tornare dai Jedi, dato che in passato hanno già riaperto le porte dell’Ordine ad altri apostati che si sono pentiti. Ma trova la vecchia navetta malandata che un tempo era appartenuta a Barnabas Vim, con una spada laser a bordo, e fugge dal pianeta. Ceret, Indeera Stokes, Vernestra Rwoh e il resto della seconda squadra arrivano sul pianeta per recuperare ciò che resta dei Nove. Settimane dopo questi avvenimenti, e con la Piaga che si è fermata, Ghirra Starros negozia con la Cancelliera Lina Soh una resa condizionata; i Nihil cessano tutte le ostilità e restituiscono il controllo dell’intera Zona di Occlusione alla Repubblica, mentre si avviano le pratiche per il reintegro dei mondi Nihil nella Repubblica. Ghirra ottiene in cambio la rimozione di tutte le accuse contro di lei e contatta le corporazioni, cedendo a loro parte della scienza Nihil. Sono i San Tekka, i Graf, un gruppo emerso sulla scia del Grande Disastro che si fa chiamare la Federazione dei Mercanti, il venerabile Clan Bancario, la Tecno Unione. Molti criminali di guerra Nihil vengono inoltre consegnati alla Repubblica e sottoposti a giudizio, mentre Marchion Ro viene condannato a una vita di prigionia in solitudine. La sconterà in una struttura dello spazio profondo, gestita solo da droidi, la cui posizione sarà conosciuta solo dalla Cancelliera e dall’Alto Consiglio dei Jedi. Una struttura sulla quale Ro morirà. Intanto, in un discorso in Piazza del Monumento a Coruscant, dove si trova l’Umate, l’unica superficie naturale rimasta sulla città planetaria, Lina Soh, che ha dato l’ordine di costruire una nuova forza di pacificatori composta da incrociatori di classe Emissary, rivolge ai droidi telecamera che trasmettono all’holonet queste parole: “Scegliamo la pace e non la guerra. Crediamo che ognuno debba avere quanto basta per soddisfare i suoi bisogni essenziali. Crediamo che chi non è come noi abbia comunque valore. Scegliamo di condividere, non di prendere. Scegliamo di aiutare, non di ostacolare. Non imponiamo, votiamo. Non ci piace l’egoismo, non ci piace l’avidità. Crediamo nel successo e nel progresso, ma non ci piace lasciare nessuno indietro. Ci prendiamo cura di chi è più debole tra noi perché farlo non ci rende meno forti”.

Le prove a cui sono sopravvissuti, pensa intanto Yoda, avrebbero echeggiato nelle scelte dei Jedi per molte generazioni a venire. Il motivo per cui i Jedi sono riusciti a trionfare anche contro una minaccia terribile quanto quella di Marchion Ro e la sua triste corruzione degli Shrikaria sono i legami, quelli che uniscono i Jedi del passato e quelli del futuro, tutti legati da una vasta rete di fiducia, di apprendimento e di comprensione. Il rischio collegato agli Shrikaria è talmente grosso e le ferite che hanno subito sono così gravi che i Jedi avrebbero tenuto per sempre nascosti gli stessi Shrikaria. Intanto, Avar ed Elzar si amano profondamente, sinceramente, ma non hanno bisogno l’una dell’altro. Sono appagati nel sapere che entrambe le loro vite saranno dedicate a garantire la persistenza della vita e della luce. Sono Jedi.

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