Cosa sono le Pietre dell’Eco – Guida all’Alta Repubblica

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.
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Uno dei motivi di interesse del progetto multimediale Alta Repubblica è quello di aver descritto nel dettaglio un’epoca inesplorata di Star Wars, grazie anche alla divisione in “fasi narrative” ambientate in periodi diversi. La Fase II è ambientata centocinquanta anni prima della minaccia dei Nihil di Marchion Ro e qui abbiamo appreso che le Pietre dell’Eco sono potentissimi manufatti legati alla Forza, originarie del Pianeta X da cui provengono anche i Senza Nome di Marchion Ro.

Cosa sono le Pietre dell’Eco – Guida all’Alta Repubblica

I Jedi non sono ancora in grado di affrontare i Senza Nome perché queste creature riescono a instillare in loro il puro terrore. Cibandosi della Forza stessa, sono capaci di consumare i corpi dei Jedi, lasciandoli come gusci vuoti che si sfaldano in cenere. Le Pietre dell’Eco possono controllare i Senza Nome e sono usate da Marchion Ro per soggiogarli al suo volere, il che ha portato i Nihil alla conquista di una zona della galassia delimitata dall’invalicabile Murotempesta.

Ora, i mondi soffrono all’interno della terribile Zona di Occlusione dove Marchion Ro e i Nihil governano con il pugno di ferro. Il Maestro Jedi Avar Kriss è riuscita a fuggire dall’area occupata e, insieme al Jedi Elzar Mann, guida Jedi e Repubblica in una battaglia disperata contro i Nihil e i Senza Nome. Nel frattempo, un nuovo pericolo minaccia la galassia. Una misteriosa Piaga ha cominciato a diffondersi senza un motivo apparente nei vari mondi infettandoli lentamente e riducendo in polvere ogni forma di vita che incontra sul suo cammino.

Cosa sono le Pietre dell’Eco – Guida all’Alta Repubblica

Con i Nihil organizzati in una nazione, i Jedi devono fare di tutto per provare una riscossa. Ad alcuni tocca agire sul campo, ad altri spetta un impegno più “accademico” come cercare di scoprire tutto il possibile sulle Pietre dell’Eco. Impegnati in questo compito troveremo il Jedi Reath Silas, nominato Cavaliere dal Maestro Cohmac Vitus prima che lasciasse l’Ordine ed esperto degli Archivi Jedi di Coruscant, e il Padawan Amadeo Azzazzo.

Loro sanno che le Pietre dell’Eco sono state usate per creare lo Scettro delle Stagioni, lo Scettro dell’Alba e lo Scettro delle Ere, dei manufatti che Marchion Ro usa per piegare il volere dei Senza Nome al suo. Di questi, lo Scettro delle Ere è andato perduto da molto tempo. Anche i Tre Antichi del popolo Tolemita usarono le Pietre per creare altrettanti Scettri con i quali controllavano i Senza Nome.

Reath parte da un Holocron realizzato da una vecchia esploratrice Jedi di nome Joria Skarl, la quale raccolse questa testimonianza durante una visita al Monastero Perduto dei Monaci Phoolian sul pianeta Bartool, prima che il loro ordine si estinguesse per sempre. La storia si basa sulla leggenda di Darth Ravi, un Sith che visse in un’epoca ormai quasi completamente dimenticata, quando i Sith erano appena comparsi e dovevano ancora lasciare il loro vero segno sulla galassia.

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La fame di potere portò Darth Ravi a costruire un dominio senza precedenti tra i potenti dell’epoca, che si estendeva dai Cancelli di Tantellus alle Cascate Rivellian. Darth Ravi non riusciva a fermarsi nelle sue conquiste, fin quando non gli giunse notizia di una gemma intrisa di un potere arcano senza eguali, una Pietra dell’Eco. Questa Pietra, però, era talmente potente che gli antichi la nascosero dentro la Luna Morta di Gothol. Tramite un autentico prodigio di ingegneria, la Luna era interamente rivestita da un meccanismo a incastro di enormi placche di metallo. Le placche formavano un mosaico impenetrabile, un enigma dietro il quale la preziosa Pietra dell’Eco era celata, al sicuro. L’enigma non era mai stato risolto fino a quel momento.

Dopo innumerevoli tentativi e la morte dei tantissimi adepti di Darth Ravi per le trappole, le privazioni o per mano dello stesso Sith, Ravi riesce finalmente ad avere la meglio sul meccanismo. Le scritte all’esterno del meccanismo recitavano che solo i puri d’intenti potevano possedere la Pietra dell’Eco. E così, il Signore dei Sith fu completamente consumato dalla sua stessa ossessione, amplificata dal potere della Pietra. E con lui, anche la Pietra dell’Eco fu ridotta in cenere.

Per fortuna di Reath e Amadeo, però, in passato altri Jedi hanno studiato questi oggetti, come il Maestro Barnabas Vim e la sua Padawan Vix Fonnick, che su Angcord si sono imbattuti in una pericolosissima Pietra dell’Eco, distruggendola e spargendo i frammenti nella galassia. Il popolo di Angcord sfruttava il potere che attingeva dalla Pietra senza accorgersi che stava consumando il pianeta e corrodendo gli abitanti stessi.

Ma Barnabas non fermò le sue indagini sulle Pietre dell’Eco e, quando apprese che un suo vecchio amico Jedi, Tar’ak Borran, un Cercavia, stava facendo parlare di sé nell’Orlo Esterno per aver aiutato molte persone con una “pietra magica”, si mise sulle sue tracce. Lo trovò sul pianeta Petris Major mentre stava aiutando una tribù, gli Ooloriani, a prepararsi in vista dell’arrivo di violente inondazioni.

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Tar’ak rivela a Barnabas che sta usando proprio una Pietra dell’Eco e i due, usando la Pietra per amplificare il loro legame con la Forza, riescono a respingere l’inondazione. Compiuta la missione, Barnabas convince Tar’ak a consegnargli la Pietra e a rivelargli il posto dove la Pietra ha avuto origine, il Pianeta X. Barnabas prova a recarsi lì, ma per poter raggiungere il pianeta deve attraversare il Velo. Sembra alla fine essere riuscito ad approdare sul pianeta paradisiaco ma di lui si sono perse le tracce.

Cohmac Vitus rivela a Reath e ad Amadeo che una squadra di Apripista provò a scoprire cosa ne era stato di Barnabas. In questa epoca, gli Apripista avevano l’incarico di cercare nuove rotte iperspaziali, di contattare le civiltà dell’Orlo Esterno, di offrire aiuto e assistenza dov’era necessario e di stabilire linee di comunicazioni con regioni ancora sconosciute. Questa squadra era guidata da un Maestro Jedi di nome Atticus Cale, un Abednedo, e dalla sua Padawan Jadia Brink, una Pantorana.

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Atticus era a conoscenza che le indagini di Barnabas lo portarono su Varovia, un pianeta apparentemente pacifico dove il Jedi ha trovato un reperto collegato alle Pietre dell’Eco. Quando Atticus e il suo equipaggio si recano sul pianeta, i Varoviani rivelano che quello che loro chiamano Sacro Scettro (in realtà lo Scettro delle Ere costruito con una Pietra dell’Eco) è stato portato su Varovia dall’antico popolo dei Tolemiti. Secondo alcuni, i Tolemiti lo portarono qui per nasconderlo al resto della galassia. Per altri, fu un dono accessibile solo a quanti fossero degni del suo potere. I Tolemiti costruirono una struttura di pietra, un tempio, in cui riporre lo Scettro e la sigillarono con un trucco arcano. In tutti i millenni trascorsi da allora, nessuno è stato in grado di entrarvi.

Ma i Varoviani percepivano il suo potere e lo bramavano. E così, il Consiglio Varoviano si spaccò in due fazioni: i Profeti, secondo i quali lo Scettro andava trasformato in un’arma e usato per aumentare il potere e l’influenza del popolo Varoviano nella galassia; e l’Ordine Varoviano dei Veggenti, per i quali il manufatto era pericoloso e avrebbe corrotto la natura stessa del popolo Varoviano, conducendolo su una strada oscura. Le due fazioni entrarono successivamente in guerra per decidere le sorti dello Scettro, dilaniando il loro mondo finché non si raggiunse una fragile pace. La regione fu divisa e tutti concordarono di lasciare lo Scettro dov’era per evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Atticus Cale raggiunge un accordo con i Varoviani per poter studiare lo Scettro e riesce a penetrare il trucco arcano che tiene chiuso il tempio. Quando cerca di distruggere con la spada laser la colonna che tiene custodito lo Scettro, un meccanismo distrugge l’intera struttura e i Jedi a fatica riescono a fuggire. In questo modo, però, Atticus ha sepolto lo Scettro dove nessun altro potrà mai più ritrovarlo, risolvendo i conflitti tra i Varoviani.

Quando più di un secolo dopo questi avvenimenti, Reath, Amadeo e Cohmac si rendono conto che lo Scettro delle Ere ha il potere di annientare completamente il controllo che i Nihil esercitano sui Senza Nome, di liberare le creature affinché non siano più usate come armi e di porre fine alla Piaga, si recano su Varovia.

Reath percepisce delle crepe e individua un complesso di gallerie che consente di scendere in profondità nella montagna in cui si trova lo Scettro. Insieme a Cohmac, risolve tutte le prove poste dai Tolomiti, tra cui uno Specchio Kyber come quelli che si trovano su Jedha. Sono delle prove di fede che mostrano non solo il proprio riflesso ma anche tutte le strade che si potrebbero imboccare in futuro e cosa la Forza potrebbe avere in serbo. È una prova per vedere se si è abbastanza forti per affrontare quei possibili futuri e andare avanti.

Reath percepisce il potere della Pietra dell’Eco e questo gli consente di avvicinarvisi e di entrarne in possesso per riportarla su Coruscant.

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