Le lacrime dei Senza Nome – Guida al Romanzo

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

È trascorso oltre un anno dalla caduta del Faro Starlight e dall’inizio dell’occupazione Nihil dello spazio della Repubblica conosciuto come Zona di Occlusione. Il Maestro Jedi Avar Kriss è fuggita da questo spazio occupato e, insieme al compagno Elzar Mann, guida i Jedi e la Repubblica in una lotta disperata contro i Nihil e le loro creature Senza Nome, conosciuti nelle vecchie storie anche come Shrii Ka Rai o Livellatori. Imbattersi in una di queste creature, per un utilizzatore della Forza non è solo un’esperienza straziante, ma colpisce le funzioni cognitive in modo così grave che la realtà della vittima si distorce, fino alla loro trasformazione in un guscio di pietra. Per questi motivi, i Senza Nome sono la peggiore paura dei Jedi resa manifesta. Tuttavia, un nuovo pericolo minaccia la galassia. Una misteriosa piaga ha iniziato a diffondersi in modo apparentemente casuale tra i mondi, infettandoli lentamente e annientando tutte le forme di vita, trasformandole in polvere. Tra i pianeti colpiti anche Vixoseph I, dove Vernestra Rwoh ha affrontato Marchion Ro e perso il suo Vector Jedi. Qui, Vernestra ha visto Ro attraversare la piaga senza essere colpito e afferrare un pugno della materia infetta per scagliarla contro un Drengir, infettando all’istante la creatura vegetale mentre lui rimaneva immune. Marchion Ro ha anche mandato un messaggio alla Repubblica dicendo di essere in grado di controllare la piaga e offrendosi di salvare la galassia da quest’ultima. Intanto, Jedi e Repubblica portano avanti le loro missioni di sostegno ai pianeti colpiti dalle azioni dei Nihil. Se dopo la caduta del Faro Starlight, queste missioni si occupavano solo dei soccorsi ossia di aiutare le persone a sopravvivere a quel momento, ora si tratta di costruire un futuro sostenibile e realizzare che la presenza dei Nihil è stabile.

Le lacrime dei Senza Nome – Guida al RomanzoIn tutto questo il Cavaliere Jedi Reath Silas, con l’aiuto del nuovo amico Padawan Amadeo Azzazzo, che ha già affrontato direttamente la piaga insieme al suo Maestro Mirro Lox su pianeti come Cethis, si è impegnato strenuamente per fronteggiare le creature note come Senza Nome. Sia Reath che Amadeo, con il primo che ha solo due anni in più, hanno già visto molta morte e distruzione nei loro pochi anni di vita. Reath ha anche fatto parte del gruppo che è rimasto bloccato sulla stazione spaziale Amaxine che ha scoperto per primo i Drengir e ha perso due Maestri, Jora Malli e Cohmac Vitus.

Reath e Amadeo intuiscono delle analogie tra Senza Nome e piaga. Ogni mondo si può vedere come un macrorganismo e la Forza attraversa ogni essere vivente, quindi la piaga sembra semplicemente fare quello che fanno i Senza Nome su scala più ampia, consumare i mondi per svuotarli della Forza. Ciò non significa che la piaga sia consapevole come un Senza Nome, ma potrebbe implicare che i Senza Nome e la piaga hanno avuto origine o si sono evoluti nello stesso ecosistema o pianeta. A livello molecolare, infatti, la piaga fa esattamente quello che fanno i Senza Nome quando trasformano le loro vittime in gusci. I Senza Nome provengono da un mondo, il Pianeta X, in cui sono stati in grado di nutrirsi regolarmente della Forza, senza disturbare l’equilibrio generale dell’ecosistema che li sosteneva. Strappati da quell’habitat, ora si nutrono di tutto ciò che possono. Dopo un confronto con Vernestra Rwoh, inoltre, lei conferma a Reath che Senza Nome e piaga sono controllabili nello stesso modo, sulla base dell’esperienza che Vernestra ha avuto in seguito allo scontro con Ro, in cui controllava entrambe le entità tramite uno Scettro. Reath e Amadeo, che sono sempre più una squadra, scopriranno molto anche su come funziona questo tipo di Scettro attraverso le Pietre dell’Eco.

Le lacrime dei Senza Nome – Guida al RomanzoAlla disperata ricerca di risposte, Reath si rivolge ad Azlin Rell, un Jedi caduto che gli rivela che per sopravvivere ai Senza Nome dovrà abbracciare la sua paura, avvicinandosi pericolosamente al lato oscuro. Azlin, che ora si trova nei livelli inferiori del Tempio dei Jedi su Coruscant sorvegliato da una Guardia del Tempio con maschera liscia e dipinta perché ha fatto voto di anonimato come tutti i suoi parigrado, ha abbracciato il lato oscuro della Forza e ha tolto centinaia – forse migliaia – di vite nel tentativo di assicurarsi che nessuno scoprisse la conoscenza che avrebbe potuto condurre ai Senza Nome che si trovava su Travyx Prime, manipolando il Maestro Yoda e scaricando un attacco orbitale su una città piena di innocenti. Azlin ha dedicato la sua innaturalmente lunga vita – ora è cieco – a comprendere i Senza Nome per poterli sconfiggere e sostiene di averlo fatto per l’Ordine dei Jedi che un tempo è stato casa sua. Lui è rimasto traumatizzato da un incontro con un Senza Nome nella Notte del Dolore su Dalna e ha trascorso l’ultimo secolo e mezzo cercando di superare quella paura. Anche il Maestro Yoda, che sa che l’ex Jedi ha partecipato a quella battaglia su Dalna, crede che Azlin può offrire l’intuizione di cui hanno bisogno nella lotta contro i Senza Nome. Azlin, inoltre, chiama ancora i Nihil con il nome di Sentiero della Mano Aperta, la setta un tempo pacifica che ha dato origine a Marchion Ro e ai predoni che comanda. Intrattenere rapporti così prolungati con qualcuno che è caduto nel lato oscuro può essere pericoloso per Reath, anche perché Azlin gli predice un futuro fosco per l’Ordine dei Jedi e che lui avrà un ruolo determinante, mentre il ragazzo ha una visione mentre scende nel Santuario nelle Profondità. Sepolto nel cuore del Tempio dei Jedi, si trova effettivamente l’antico tempo Sith, costruito su una vergenza della Forza. Questo è considerato come il pozzo dell’oscurità che i Jedi hanno cercato di nascondere e di annullare con la loro presenza. Reath ha una visione negativa di sé stesso nel Santuario e chiede conforto a Vernestra Rwoh. I due, quindi, decidono di scendere nelle profondità del Tempio dei Jedi, all’interno del Santuario stesso dove i manufatti più pericolosi vengono portati per essere purificati dopo essere stati recuperati dai Jedi in missione tra le stelle. Anche in questo posto così particolare, Reath e Vernestra trovano segni della piaga.

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Sicarus è uno dei Figli della Tempesta, uno degli abomini genetici creati dal Barone Boolan nel suo laboratorio nelle profondità del suolo di Cerosha, sensibile alla Forza e potenziato con sangue di Senza Nome per amplificarne i sensi e renderlo più efficace nella caccia ad altri utenti della Forza. Il siero di sangue appartenuto ai Senza Nome elimina anche i ricordi del passato e dissuade i Senza Nome dall’attaccarlo nonostante anche lui abbia un rapporto con la Forza, mentre in una vita precedente ha fatto parte della Confraternita della Nona Porta quando suo precettore era Carticus. Boolan, invece, è un Ithoriano, uno dei ministri di Marchion Ro, che parla con un piccolo vocalizzatore attaccato alla gola e che i Figli della Tempesta chiamano Padre. Boolan esegue anche esperimenti sugli stessi Senza Nome al fine di dotarli di innesti cibernetici e renderli ancora più letali. In particolare, ha impiantato dei trasmettitori nella testa delle creature per controllarle.

Armato di elettrobastone, con la testa calva, un solo occhio funzionante e le braccia muscolose, Sicarus viene mandato da Boolan su Oisin con un branco di tre Senza Nome. Sul pianeta, il Figlio della Tempesta lascia che due Senza Nome riducano in polvere il Padawan Zaph Mora, uno Zeltron, mentre ordina al terzo Senza Nome attraverso il piccolo dispositivo elettronico che genera una scarica di corrente elettrica nel cervello della creatura, provocandole dolore, di risparmiare il Maestro Eve Byre per portlarla da Boolan. Quanto ai due Jedi, erano stati condotti sui Oisin per una missione dall’equipaggio della Vascello, composto da Affie Hollow, Leox Gyasi e Geode (un Vintian), coloro che hanno partecipato alla missione sulla stazione Amaxine e che erano sul Faro Starlight quando è caduto. La missione successiva per Sicarus e il suo branco è su Thall, dove devono stanare l’ex Jedi Cohmac Vitus, sulle cui tracce sono da diversi mesi. Vitus, però, percepisce i Senza Nome e riesce a fuggire in un complesso di catacombe: quando le creature sono vicino a lui, il terreno della vecchissima struttura cede e lui, ora più distante, può scappare a gambe levate. Approfitta anche delle incertezze di Sicarus, che folgora più volte le creature con il dispositivo che Boolan ha preparato per lui, sparando colpi elettrici nei loro cervelli per prolungare l’agonia di Cohmac Vitus.

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A rendere tutto ancora più confuso per Reath, quindi, è il ritorno del suo ex Maestro, Cohmac Vitus, che riappare inaspettatamente su Coruscant con nuove teorie sulle origini dei Senza Nome. Cohmac, che ha avuto come Maestro il serpentino Fillithar di nome Simmix, mentre è cresciuto con la Umbarana Orla Jareni, e che ha lasciato l’Ordine dei Jedi all’indomani della caduta del Faro Starlight, è andato alla ricerca dei Tolemiti, un popolo che secondo le leggende è entrato in contatto con i Senza Nome, che loro conoscevano con il nome di Mangiatori di Forza, e lo ha fatto sul pianeta di Thall, dopo aver cercato tracce su questo popolo su altri sette pianeti dell’Orlo Esterno. I Tolemiti sono esistiti più di diecimila anni prima, quando i Jedi erano solo un ordine nascente mentre loro veneravano già la Forza, e quando sono stati una civiltà orgogliosa e fiorente di persone che, avendo costruito una società utopica sul proprio pianeta natale, si sono avventurati verso le stelle per esplorare la galassia più ampia. Erano governati da tre figure mistiche, i Tre Antichi, e durante le loro spedizioni si sono imbattuti sia nei Senza Nome che nella piaga, trovando un modo per affrontare sia i primi che la seconda. Quando Cohmac consegna a Reath una mappa stellare rinvenuta su Thall con la posizione di Tolis, il mondo natale dei Tolemiti, e Azlin rivela allo stesso Reath che dopo la pestilenza i Tre Antichi fondarono un nuovo regno su una catena di isole in una regione separata di Tolis, poi a sua volta distrutto da un’inondazione, Reath e Cohmac partono in missione alla ricerca delle rovine dell’antica civiltà che potrebbe nascondere la chiave per svelare definitivamente il mistero dei Senza Nome. Il Consiglio dei Jedi, riunito al completo a parte il Maestro Ada-li Carro, che presto avrebbe intrapreso la prima delle missioni dei Jedi alla ricerca di un esemplare vivente di Senza Nome, infatti, accoglie la proposta del Maestro Cohmac per una spedizione urgente su Tolis, per tentare di recuperare l’archivio culturale dei Tolemiti, a cui si aggiunge l’equipaggio della Vascello, mentre il Maestro Lox e Amadeo si recheranno sul pianeta Angoth dove è stata individuata una piccola base dei Nihil, per catturare dei Senza Nome. Ma quando Reath si troverà faccia a faccia con le creature che teme di più, dovrà accettare la sua paura per sopravvivere, come gli preannuncia Azlin Rell prima di partire.

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Mentre Amadeo e Reath sonno in viaggio per le loro destinazioni di Angoth e Tolis, il quale si trova ai margini dello Spazio Selvaggio, il Maestro Yoda si assume il compito di guidare la lotta contro la piaga su Coruscant. Da ciò che Burryaga ha tentato di fare su Vixoseph I, i Jedi hanno imparato che, con uno sforzo concertato e profonda concentrazione, è possibile per un Jedi rallentare efficacemente la progressiva diffusione di una piccola zona della piaga, per quanto solo per un breve periodo e solo a caro prezzo per il Jedi in questione. In quel preciso posto nelle profondità del Tempio dei Jedi su Coruscant, però, la piaga si nutre anche della vergenza.

Giunti su Tolis, nel mentre, Cohmac e Reath, a cui il primo ha donato uno scudo Jedi che ha recuperato da un commerciante su Batuu poco dopo aver lasciato l’Ordine, trovano un mondo ormai quasi interamente sommerso, mentre anche lì ci sono i segni della desolazione provocata dalla piaga. I due Jedi notano delle strutture costruite con un minerale che sembra resistere alla piaga, mentre sotto le onde percepiscono il deposito dei Tre Antichi dei Tolemiti. Si tratta di una grande struttura che estraggono dal fondo dell’oceano servendosi della Forza e al cui interno trovano tre pilastri di cristallo alti circa due metri, che scoprono essere bare fatte di puro Kyber. Sono le bare dei Tre Antichi, un metodo per divulgare la conoscenza del popolo dei Tolemiti tramite la Forza.

Quando Reath entra in contatto con una delle bare con la Forza, apprende che i Tolemiti hanno trovato i Senza Nome in un pianeta lussureggiante e li hanno portati a casa loro, su Tolis. Ma i Senza Nome vengono trasformati e corrotti dalla fame in qualcosa di molto peggiore, mentre una marea di distruzione consuma lentamente il pianeta. Con i Tolemiti vengono inesorabilmente decimati, viene costruito un conforto per il popolo morente, tre Scettri, uno per ciascuno dei Tre Antichi. Ogni Scettro sarebbe stato potenziato da una gemma preziosa, una delle Pietre dell’Eco, che avrebbe avuto il potere di indirizzare e guidare le creature per riportarle a casa, al mondo da cui erano state prelevate. Dopo aver visto i Tolemiti riportare i Senza Nome sul pianeta bellissimo e luminoso (Reath non sa che si tratta del Pianeta X), Reath si risveglia di nuovo accanto a Cohmac. Nel frattempo, l’informatore segreto di Boolan comunica a quest’ultimo che alcuni Jedi sono in missione su Tolis e l’Ithoriano manda Sicarus sulle loro tracce.

Giunto su Tolis, Sicarus deve affrontare una faida fra i Senza Nome quando la creatura che si è potenziata maggiormente su Thall ne attacca un’altra, mentre la terza ulula, un lamento luttuoso e doloroso che si trasforma in pianto. Grazie ai meccanismi impiantati nei rispettivi cervelli delle creature, il Figlio della Tempesta riesce a domare la rivolta. Arriva a Cohmac e Reath quando i Jedi sono ancora vicini alle bare di Kyber e sprigiona i Senza Nome, i quali, però, attratti principalmente dalle bare immerse nella Forza con i Tre Antichi, permettono ai Jedi di fuggire. Subito dopo, la Vascello, che è in orbita su Tolis in attesa che i due Jedi esperti di questioni antiche, riceve un segnale dal radiofaro di puntamento che Geode ha lasciato alla Jedi Eve Byre, che Sicarus detiene ancora a bordo della sua navetta. Mentre la Vascello si avvicina alla spiaggia, la navetta di Sicarus la colpisce con delle munizioni terra-aria e la mette fuori combattimento.

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Su Angoth, invece, mentre valorosamente Amadeo e il Maestro Lox affrontano i Nihil all’esterno della base, il contingente della Coalizione di Difesa della Repubblica (CDR) che li accompagna, composto da individui non sensibili alla Forza, deve liberare i Senza Nome in custodia ai predoni e portarli nell’area di contenimento che sarà condotta su Coruscant. Ma, quando Amadeo e Mirro iniziano a provare una paura improvvisa e lancinante, una paura che non avrebbero mai immaginato possibile, si rendono conto che i Nihil hanno liberato i Senza Nome come arma di difesa. Accorrono i membri della CDR che uccidono un Senza Nome e stordiscono e sedano il secondo, salvando Amadeo mentre il Maestro Lox viene trasformato in un cumulo di polvere. Nelle banche dati dei Nihil dell’avamposto, la CDR trova la registrazione che il Barone Boolan ha mandato a Sicarus, che si era recato proprio su Angoth, e la mostra ad Amadeo, che decide quindi di andare immediatamente su Tolis per salvare i suoi amici, insieme al medico Dorian Innes, alla mercenaria Ashton Vol e al droide L-77.

Arrivano mentre il cacciatore di Jedi e il suo branco stanno attaccando la Vascello, Reath e Cohmac. Amadeo affronta Sicarus ma in lui resta una paura latente, mentre i tre Senza Nome si trovano sul lato opposto della spiaggia, come se lo stesso cacciatore avesse in parte assorbito l’essenza terrificante dei Senza Nome. Grazie al sangue di questi ultimi in sé, infatti, il cacciatore può anche usare la Forza in presenza dei Senza Nome, mentre i Jedi no. Mentre Affie libera Eve dalla navetta incustodita di Sicarus, Reath e Cohmac sono ancora tormentati dalla paura mentre la squadra della CDR attacca i Senza Nome. Durante il combattimento con Reath, Amadeo e Cohmac, il dispositivo con cui Sicarus tiene a bada i Senza Nome si danneggia e quando una delle tre creature, sfuggita ai tre membri della CDR, torna vicino a Sicarus, inizia a consumare avidamente la Forza vivente del suo stesso conduttore, trasformandolo in polvere, mentre L-77 conduce Reath e gli altri via da lì. Nonostante la vittoria, il gruppo non può lasciare Tolis perché l’inverter del relè di potenza della Vascello è rotto. Si può usare quello della nave ora danneggiata con cui Amadeo e i tre della CDR sono arrivati su Tolis, dove il gruppo si è rifugiato mentre un Senza Nome è ancora lì fuori e la Vascello è lontana. Reath, che non prova più paura nonostante il tormento che ha dovuto sopportare su Tolis, chiede aiuto a delle creature addormentate nell’oceano di cui ha notato la presenza all’arrivo su Tolis, grandi come montagne e ricche di Forza. Mentre imperversa una tiranica battaglia tra il leviatano e il Senza Nome, Reath e gli altri raggiungono la Vascello con l’inverter e lasciano il pianeta.

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Contemporaneamente a queste vicende, Vernestra Rwoh inizia a sospettare su Coruscant che Azlin Rell abbia manipolato la Guardia del Tempio Borthas Mitto affinché comunicasse a Boolan gli spostamenti dei Jedi. Mitto, però, smentisce tutto e afferma che, se avesse ricevuto delle richieste insolite da Azlin, le avrebbe riferite direttamente al Consiglio dei Jedi o, per lo meno, alla rete allargata della Guardia del Tempio. Quando Vernestra affronta Azlin per fargli dire la verità, quest’ultimo prova ad abbattere le difese della Jedi Mirialiana insinuando di conoscere alcune verità nascoste, come il varco che Mari San Tekka ha inserito nella sua testa. Quando Reath e gli altri arrivano su Coruscant, il campione di minerale rinvenuto su Tolis viene portato nei laboratori e dimostra subito segni di resistenza alla piaga, come avevano ipotizzato lo stesso Reath e Cohmac, grazie a un’emivita più lunga rispetto alla maggior parte degli altri minerali conosciuti. Su Coruscant vengono esaminati anche i Senza Nome portati da Angoth (e inserito nell’area di contenimento della nave della CDR rientrata a Coruscant mentre Amadeo andava su Tolis) e dal gruppo di Ram Jomaram (Attenti ai Senza Nome), con la speranza di poter trovare uno degli Scettri e usarlo per guidare le creature verso casa e per potersi proteggere dalle creature stesse quando usate come armi dai Nihil. Reath affronta nuovamente Azlin che si complimenta con lui per aver accettato la sua paura, ma Reath risponde che si tratta più di riconoscere i propri sentimenti e di ammettere di aver bisogno di aiuto.

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