Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

Ogni lavoro che vale la pena di fare

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

“Lo spero comandante, per il suo bene. L’Imperatore non è indulgente quanto me”. Sono le parole che Darth Vader dice al Moff Tiaan Jerjerrod. Una menzogna, perché non avrebbero raddoppiato i loro sforzi nella costruzione della stazione di battaglia MN-II, la seconda Morte Nera, perché non avrebbero potuto farlo. Jerjerrod, che ama visualizzare i progetti nella loro forma concreta di plastipellicola dopo essere stato addestrato nella medicina da campo, nell’ingegneria e nelle grandi architetture, per la seconda Morte Nera al posto di un’unica area rossa intorno a un’unica luce di scarico termico, che gridava la propria vulnerabilità, ha insistito su un sistema capillare di condotti per lo sfiato dei gas di scarico. Ha anche fatto costruire punti di strozzatura e barriere di sicurezza che avrebbero evitato il tipo di reazione a catena catastrofica che aveva condannato l’originale. La MN-II sarebbe stata migliore della prima Morte Nera in ogni parametro rilevante: potenza, efficienza e invincibilità, ma i complessi circuiti che alla fine avrebbero risuonato delle frequenze del Kyber non sono ancora pronti. Ci è voluto del tempo per valutare la portata del sabotaggio di Galen Erso, per capire quanti sistemi sono stati compromessi da quel piccolo dettaglio, e questo ha rallentato ulteriormente i lavori. Però, rispetto alla costruzione di un’intera stazione di battaglia da duecento chilometri di diametro, il completamento della matrice del superlaser, alla base della potenza di fuoco della stazione, era quasi una banalità. Jarjerood intuisce che l’Imperatore vuole solo quello: il superlaser e l’atmosfera frenetica di lavori effettuati in condizioni impossibili. L’apparenza del fallimento, per ingannare qualsiasi spia sul reale scopo della stazione. Il modello di produzione del direttore Krennic per la prima stazione ha privilegiato per prime le difese, ma ora si usano gli scudi deflettori generati dalla luna. L’arrivo dell’Imperatore sulla stazione non sarebbe stato un rimprovero, ma un’esca. “La Morte Nera sarà completata nei tempi previsti” dice Vader all’Imperatore, che ignora del tutto l’esistenza di Jerjerrod. Quel compito, dopotutto, era stato affidato a Vader.

Il bell’uomo

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

Un’esecuzione di routine nel grande Pozzo di Carkoon in una depressione del deserto del Mare delle Dune Settentrionale di Tatooine finisce nel peggiore dei modi. Un giovane sta sterminando i migliori combattenti di Jabba the Hutt con la sua spada laser verde, mentre Maximilian Rebo, detto Max, si prende un momento per salutare il Nalargon che ha ereditato da suo padre, ormai non più utilizzabile. Sono rimasti solo i robusti percussionisti della band, Ak-rev e Umpass, impegnati in una rissa inopportuna. Quando incontra uno dei cantanti della Max Rebo Band, Joh Yowza, uno Yuzzum, a bordo di una swoop bike, Max hiede un posto sul veicolo, ma quello sfreccia via. Poi, vede la salvatrice di Han Solo, che Jabba ha catturato il giorno prima, correre tra le braccia del tizio con la spada laser, aggrappato a una delle tante corde dell’imbarcazione. Max si trova scagliato in aria da una massiccia esplosione secondaria con conseguente folata d’aria rovente proveniente da sotto il ponte. L’Ortolano vola sopra le sabbie del Mare delle Dune come un siluro blu gommoso. Proprio in quel momento Rebo ripensa a un episodio avvenuto anni prima, alla vigilia della sua partenza per Tatooine, quando era a Cheddatown, una città fondata dal creatore della lozione per zampe R. H. Chedda, sul suo pianeta natale di Orto, nell’Orlo Esterno. La Max Rebo Band aveva ottenuto un contratto in esclusiva su Tatooine, che Max aveva abilmente negoziato in seguito a uno sfortunato incidente occorso a diversi colleghi Bith, presso il palazzo nel deserto di Jabba the Hutt. Max si trova nella sua casa di famiglia che fortunatamente il suo fratello ribelle Azool non ha rivendicato per sé, e ha appena sognato una canzone che vuole subito suonare con il suo organo Nalargon quando due impacciati traslocatori Gungan, Meesa Neb Neb e Tup Tup, nel tentativo di aiutare Max nel trasloco, si lasciano sfuggire l’organo, che rotolando sfreccia via per le vie di Cheddatown. Di recente, la presenza dell’Impero su Orto era di molto aumentata a causa della distruzione di uno dei loro satelliti. A causa di queste sfortune, Max arriva solo un attimo prima che il trasporto parta per Tatooine, dove ad attenderlo impazientemente trova i compagni della sua band, la filiforme Pa’lowick Sy Snootles, e il bitorzoluto Kitonak, Droopy McCool, il suonatore di corno. Quando arrivano al cospetto di Bib Fortuna, il Maggiordomo Twi’lek di Jabba, e dello stesso Jabba, il signore del crimine si mostra infastidito per il loro ritardo. Al che Max afferra istintivamente il suo organo e inizia a suonare la canzone del sogno, non il suo solito jatz ma un ritmo sincompato strabiliante. Sy e Droopy improvvisano nello stesso modo, e la prima azzarda strofe come “il mio corpo si sta scaldando” ed “ecco che arriva un bell’uomo”. Jabba rimane contento, Max decide di chiamare il brano Il bell’uomo e questo diventa uno dei cavalli di battaglia della band e un punto fermo della scaletta del palazzo di Jabba. Quel giorno di tanti anni dopo, quando nella band si erano uniti altri membri tra cui Joh Yowza, Max decise di suonare proprio Il bell’uomo.

Il segreto per ricordare

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

EV-9D9 lavora nel livello sotterraneo del palazzo delle depravazioni di Jabba the Hutt, costruito tanto tempo prima dai monaci B’omarr, come torturatrice di droidi insieme al suo partner, il droide fonditore 8D8, di classe 5. Creata dalla MerenData, ha un errore di programmazione che la costringe a torturare i meccanici, invece di essere un semplice droide supervisore di classe 3. Quando una delle guardie Gamorreane del palazzo (i loro nomi sono Thok, Thug e Scumbo) porta un droide protocollare, C-3PO, e un astromeccanico, R2-D2, EV-9D9 decide che il primo va bene come nuovo interprete di Jabba, dopo che quest’ultimo si era adirato con il precedente interprete e lei ne aveva dovuto portare a termine la disintegrazione. Dopo aver installato un bullone di costruzione, C-3PO viene portato da Jabba, mentre R2-D2 viene condotto sul galeone a vela del padrone, la Khetanna. L’astromeccanico (ha tra i 50 e i 60 anni in questo momento), allora, dice a EV-9D9 che fa parte di una missione e che se accetterà di aiutarlo il suo padrone la libererà. Le dice anche che la sua memoria non è mai stata azzerata completamente se non per alcuni piccoli momenti, per proteggere i suoi amici. In quel momento, EV-9D9, che ha sempre sognato di liberarsi e di avere il libero arbitrio, si rende conto che per progredire oltre la propria programmazione la sua memoria non avrebbe dovuto azzerarsi. Dopotutto, cosa sono gli esseri, meccanici o organici, se non creature che imparano dalle esperienze e da un palinsesto di ricordi? EV-9D9 rimane colpita da R2-D2 e decide di non montargli un bullone di costrizione, anche se presto dovrebbe servire sul galeone di Jabba. Inoltre, scopre che l’indomani è previsto l’aggiornamento della memoria e quindi programma un dispositivo di disturbo all’interno del suo nucleo di memoria. La fortezza della disperazione cadde con la stessa rapidità con cui era sorta. Dopo la distruzione della Khetanna e la fine del vile regno dell’Hutt, la maggior parte dei droidi del palazzo fu venduta, mentre EV-9D9 e alcuni dei suoi compagni furono rubati dai commercianti e molti furono disattivati. EV-9D9 si ritrovò in una discarica e decise di spegnersi. Solo dopo molti anni un giovane umano, Maxxon Senn, la ritrovò e la accese. Ora lavora nel bar della taverna di Chalmun e sono passati 612 giorni dalla sua precedente vita, senza ricadere nel suo comportamento ricorsivo da torturatrice. EV-9D9 lavora con il droide l’astromeccanico R5-D4, che lei stessa ha ritrovato vicino al tritarifiuti, e un giorno deve fronteggiare un Trandoshano entrato impetuosamente nella taverna, una di quelle persone bellicose per le ragioni sbagliate, sfortunate a causa di scelte di vita errate. Il Trandoshano minaccia R5-D4 e EV-9D9 sta per perdere la pazienza. Sa, però, che se i suoi istinti torturatori prevarrano, il suo proprietario la porterà in fonderia. Mentre stringe il vecchio bullone di costrizione che non ha montato su R2-D2 e che ha portato con sé per tutto quel tempo, versa del veleno nella bevanda del Trandoshano. Quando R5-D4 le chiede perché porta con sé il bullone, lei dice: “Per ricordare”.

La Fortuna aiuta gli audaci

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Bib Fortuna deve completare gli ultimi preparativi per l’ultima stravagante esecuzione di Jabba a bordo del suo galeone, la Khetanna, come rifornire il veicolo di rane di risaia di Klatooine, il cibo preferito da Jabba che però Bib odia con tutte le sue forze. Un Gamorreano chiede di portare otto guardie invece di sette sulla navetta dei prigionieri, invece che sul galeone dei piaceri di Jabba, e lui acconsente. Quando il giorno dopo esplode la baraonda in tutta la Khetanna, Bib vede il mago pallido delle sabbie estrarre una spada laser, Solo che mezzo cieco agita pugni nell’aria, Boba Fett che incautamente finisce nell’esofago del sarlacc e Leia Organa che stringe con tutte le sue forze le sue stesse catene intorno al collo dell’Hutt. Guardie e mercenari giaccciono sparpagliati ovunque, immobili, mentre i pochi rimasti in vita si muovono lentamente verso qualcosa fuori dal campo visivo di Bib. La Khetanna esplode in un pennacchio di fumo e fuoco, e Bib viene sbalzato via. Quando si sveglia, vede tre volti a fissarlo: un Gamorreano, Max Rebo e il lautista chindinkalu Droopy McCool. Gli dicono che loro sono gli unici sopravvissuti insieme a Sy Snootles e, quando realizza che anche Jabba è morto, Bib si accascia su se stesso in preda a una dolorosa ilarità. Sa chi è la persona giusta per prenderne il posto.

Canzoni del Mare delle Dune di sale e luna

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

Jess e Damaris Viell sono delle musiciste alla corte di Jabba. La prima ha dovuto abbandonare due anni prima l’amato Altair Wyeto, pilota di swoop bike in cerca di successo in giro per la galassia, mentre lei deve rimanere su Tatooine per ripagare i debiti del padre con il Cartello degli Hutt. Damaris, invece, ha spesso delle visioni premonitrici che inducono gli altri servi di Jabba a considerarla una presenza inquietante. E poi c’è Oola, la ballerina Twi’lek che normalmente Jabba vuole che sia legata a lui con una catena durante gli spettacoli, il che le consente di essere la più protetta. È la figlia di un capo tribù di Ryloth, abile nel raccontare storie attraverso la danza, un’arte molto amata nel suo mondo natale. I suoi volteggi leggiadri tessono la melodia della voce di Damaris e le note delle corde di Jess all’hallikset. Nelle serate in cui suonano Max Rebo e la sua band, Jess passa al ruolo di cameriera e, in una di queste serate, Jess si rende conto che Altair si è infiltrato di nascosto nel palazzo di Jabba e, quando scoppia una rissa sopra la fossa del rancor, trascina il ragazzo in una piccola stanza laterale. Altair le dice di essere andato a Mos Espa alla case del padre di Jess, Willux, e che lui gli ha chiesto di andare a liberarla. Le chiede anche di sposarlo ma, impaurita dalla possibile reazione di Jabba e di Fortuna, Jess rifiuta e gli chiede di andare via. Qualche giorno dopo, un droide protocollare dorato e un astromeccanico si presentano al cospetto di Jabba per mostrare un ologramma con un Cavaliere Jedi che chiede un’udienza, che Jabba si rifiuta di concedere. Oola, per una volta, è di buon umore dopo aver visto quel messaggio e quella sera, mentre si esibisce la Max Rebo Band, Jess serve da bere e Oola balla con Yarna d’al’ Gargan dai molti seni, un’Askajiana, la Twi’lek per la prima volta dice no a Jabba che la strattona con la catena. Una botola si apre sotto di lei e viene data in pasto al rancor. Quando il rumore dei colpi di blaster rompe la quiete seguita al macabro destino di Oola, Fortuna trascina Jess verso un lato della stanza, vicino a dove lei aveva trascinato Altair. Jess registra a malapena l’arrivo di Boushh, con Chewbacca il Wookiee al seguito. Quando Boushh si rivela essere la Principessa Leia Organa di Alderaan, e quando Han Solo, dopo essere stato liberato dalla prigione di carbonite, chiede a Jabba di essere liberato, l’Hutt intima a Jess di pulire e vestire la stessa Leia, mentre Damaris dovrà aiutarla, insieme a una guardia Gamorreana. Quando le donne mandano via quest’ultima, Leia dice che presto saranno tutti salvi. Jess apre la bocca per replicare, ma si ferma, persa negli occhi marroni di Leia, così accesi di determinazione, in quel suo piccolo corpo vibrante di sicurezza. Il mattino seguente, una delle cameriere del retrocucina, una Chadra-Fan di nome Naatke, consegna a Jess il messaggio proveniente da Mos Espa che le comunica che suo padre è morto. Quando raggiunge lo spazio comune nei sotterranei del palazzo, Yarna le dice che Skywalker è caduto nella fossa del rancor ma che è riuscito a far chiudere la cancellata sul collo di Pateesa. Ora Jabba lo sta conducendo, insieme ai suoi amici, nel Pozzo di Carkoon. Mentre dice questo Yarna si dipinge sul viso un simbolo, e le dice che a casa, su Arkaj, i guerrieri si dipingono questo simbolo quando viene uccisa una grande bestia. Mentre Fortuna la cerca perché la vuole sulla Khetanna, Jess si nasconde nel ripostiglio vicino agli alloggi delle donne e, quando il palazzo si svuota, scappa a bordo di una speeder bike Joben T-85. I due soli gemelli sprofondano all’orizzonte, e Jess raggiunge Altair a Mos Espa.

Il piano

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

Malakili ha passato la gioventù su Corellia tra le file alla distribuzione del cibo e a fare l’elemosina. Quando un giorno, tornando a casa, trova la sua piccola baracca ripulita e sua madre è scomparsa, Malakili è costretto a vivere per strada e a cercare di sopravvivere al freddo pungente di Corellia. Non ce l’avrebbe fatta se un harr tutto arruffato verde non l’avesse aiutato a riscaldarsi. Appartiene a Scraps, un Utai di Utapau, mentre la bestia che lo ha salvato si chiama Nibbles. Scraps, che è un guaritore di bestie, chiede a Malakili se vuole aiutarlo nelle sue faccende. Quelli sono gli anni più felici della vita di Malakili, che a causa del lavoro diventa più forte e più grosso, mentre finalmente impara a rimanere concentrato, cosa in cui non era per niente bravo. Con Scraps impara anche a curare e ascoltare creature da sella, bestie da soma, cani da corsa, feroci combattenti e animaletti da compagnia. Scraps ha un piano: un giorno darà da mangiare alla sua bestia un Jedi, e allora quella diventerà una bestia dei desideri. Quando i pirati razziano il quartiere povero dove si trovarono, uccidono Scraps e Nibbles, e catturano Malakili. Dopo di questi avvenimenti, il ragazzo viene tenuto in prigione per mesi e venduto e rivenduto, fino a finire da Jabba the Hutt. La vita come capo delle bestie di Jabba si rivela migliore di quella che Malakili aveva vissuto anche prima di essere ridotto in schiavitù. Quando a Malakili viene presentato Pateesa, gli viene detto che quella bestia è stata tenuta in quei sotterranei da anni e che ha già mangiato tre dei suoi custodi. Un rancor è come lo stampo originale di cui tutti gli altri predatori sono calchi imperfetti e pian piano Malakili fa amicizia con la creatura. Porta, quando gli uomini di Jabba lo permettono, Pateesa a vagare per le dune appena fuori dal palazzo e smette di sperare in una fuga, finché non sente che sta arrivando un Jedi. Perché, come aveva detto Scraps, se lo avesse mangiato, Pateesa sarebbe diventato potentissimo e loro due avrebbero potuto scappare.

La reputazione

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Max Rebo, di Malakili e di Boba Fett

Mentre la Khetanna sfreccia sul Mare delle Dune verso il Pozzo di Carkoon, Boba Fett è impaziente di assistere alla morte di Han Solo nell’esofago del sarlacc. Ha già in passato suggerito a Jabba di gettare Solo in pasto al sarlacc, ma Jabba ha posticipato quel momento. Dopo averlo tenuto in vita così a lungo, Boba pensa che è tutta colpa di Solo se la situazione è precipitata. Per anni era stato il miglior contrabbandiere di Jabba, ma poi aveva gettato tutto al vento con un carico di spezia di Kessel. Dal momento in cui Darth Vader gli ha consegnato Solo sulla Città delle Nuvole, Boba ha dovuto fare salti mortali per evitare che la sua preda finisse nelle mani di ladri che volevano Solo tutto per sé. Quando la matrice della carbonite era diventata instabile, Boba aveva dovuto fare una deviazione su Nar Shadaa per ripararla, ma lì l’Alba Cremisi gli aveva rubato la carbonite e Solo. Successivamente quest’ultimo era stato messo in vendita su Jekara, e Jabba aveva posto una taglia sulla testa di Boba, reo di essersi perso la lastra di carbonite. Ma il cacciatore di taglie lo ha ripreso sia dall’Impero che dai ribelli e nel processo si è alleato con il cacciatore di taglie cyborg Valance, ma solo per usarlo e poi lasciarlo. Poi ha consegnato Solo a Jabba: dopo tutti gli anni trascorsi a costruirsi una reputazione, è finito per servire un signore del crimine che non può permettersi di sfidare. E ora, con una grande bocca zannuta e un’enorme lingua a becco, il sarlacc ha un aspetto letale con diversi stomaci in cui può sciogliere le sue prede. Ma non saranno i ribelli a caderci dentro, perché un pezzo di metallo, scintillando, avrebbe attraversato il pozzo in volo, finendo nella mano di Skywalker.

Il calcio

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Quando il Sole Nero era andato a cercare Sion dopo che aveva rubato un guscio, mentre la pressione della canna di un blaster contro la tempia garantiva a Sion che non avrebbe mai contato nulla, era stato Errin a salvarlo. Errin lo ha anche portato a lavorare per Jabba, e ora Sion grazie a questo può permettersi una famiglia, anche se desidera tornare a casa, a Nar Shaddaa. Ora, i due fanno parte del corpo di guardia della nave dei prigionieri dalla quale Luke Skywalker si sta liberando con la sua spada laser con lama verde. Sion aveva visto quel ragazzo qualche anno prima, a Mos Eisley, mentre Jabba stava cercando Solo. All’epoca Sion faceva parte della sua guardia del corpo personale. Nackt e Arfit sono con Errin e Sion quella mattina su quella navetta, e cadono tutti sotto i colpi della spada laser. Tutti tranne Sion, almeno fin quando un calcio improvvisamente non lo scaraventa nell’esofago del sarlacc.

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