Disney continua a cancellare i film sbagliati di Star Wars: il caso Ben Solo e la crisi creativa di Disney

La cancellazione di The Hunt for Ben Solo conferma la crisi creativa di Star Wars: Disney continua a eliminare i progetti più promettenti, puntando solo su formule sicure.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

È ufficiale: Disney continua a cancellare i film sbagliati di Star Wars. La recente decisione di abbandonare The Hunt for Ben Solo, lo spin-off dedicato al personaggio interpretato da Adam Driver, rappresenta solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di scelte discutibili che stanno alimentando lo scontento dei fan.

Dall’uscita di Episodio IX nel 2019, infatti, nessun nuovo film di Star Wars è arrivato al cinema. In attesa di The Mandalorian and Grogu, previsto per il 2026, la saga ha attraversato anni di annunci, rinvii e cancellazioni, rivelando un’incertezza creativa sempre più evidente all’interno di Lucasfilm e Disney.

Il progetto cancellato di Ben Solo

Secondo quanto riportato, The Hunt for Ben Solo era un progetto sviluppato da Adam Driver insieme al regista Steven Soderbergh (Ocean’s Eleven, Erin Brockovich). Il film avrebbe esplorato il percorso di redenzione di Ben Solo, colmando i vuoti lasciati dalla trilogia sequel e approfondendo il legame con Rey dopo gli eventi di Episodio IX.

La sceneggiatura, completata dopo due anni di lavoro, era stata approvata da Kathleen Kennedy e Dave Filoni, e sembrava pronta a entrare in produzione. Tuttavia, i dirigenti Bob Iger e Alan Bergman hanno deciso di bloccare il progetto, ritenendo che riportare in vita Ben Solo fosse incompatibile con la visione narrativa attuale del franchise.

Una decisione che molti fan considerano incoerente, soprattutto considerando la lunga tradizione di Star Wars nel resuscitare personaggi creduti morti — da Palpatine a Darth Maul, fino a Boba Fett. Nonostante un investimento di circa 3 milioni di dollari, il film è stato definitivamente cancellato.

La reazione dei fan: protesta e nostalgia

La cancellazione ha scatenato un’ondata di proteste sui social, dove migliaia di fan hanno espresso delusione e rabbia per la scelta di Disney. Iniziative spontanee, come cartelloni a Times Square e striscioni aerei sopra gli studios di Burbank, hanno rilanciato l’hashtag #TheHuntForBenSolo, chiedendo il ripristino del progetto.

Molti appassionati hanno paragonato la situazione a casi di “recupero” famosi come la Snyder Cut di Justice League o la rinascita di Deadpool, dimostrando come il fandom di Star Wars resti una delle comunità più attive e influenti del mondo dell’intrattenimento.

L’approccio conservativo di Disney

Il problema, tuttavia, va oltre il singolo film. Da anni, la strategia di Disney sembra orientata verso una gestione prudente e poco rischiosa del marchio Star Wars. Numerosi progetti annunciati con entusiasmo sono stati successivamente abbandonati o sospesi.

Tra i casi più noti figurano:

  • Rogue Squadron di Patty Jenkins, inizialmente in fase di sviluppo avanzato e poi accantonato;

  • il film prodotto da Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, arenatosi nel 2023;

  • la trilogia di Rian Johnson, annunciata nel 2017 e mai realizzata;

  • il progetto di Damon Lindelof con protagonista Rey (Daisy Ridley), interrotto prima dell’inizio delle riprese;

  • e il film su Lando Calrissian, inizialmente pensato come serie per Disney+, ora in stallo.

Questi episodi hanno consolidato la percezione di una Lucasfilm incapace di prendere decisioni creative durature, oscillando tra l’espansione del franchise e la paura di deludere il pubblico.

Le prossime mosse del franchise

Tra i pochi titoli confermati spiccano The Mandalorian and Grogu, diretto da Jon Favreau, in uscita nel 2026, e Star Wars: Starfighter di Shawn Levy, previsto per il 2027, ambientato cinque anni dopo la trilogia principale e con Ryan Gosling nel ruolo di protagonista.

Si tratta di progetti solidi, ma anche di scelte poco audaci, che puntano su personaggi e formule già collaudate piuttosto che su nuove direzioni creative. La sensazione generale è che Disney preferisca minimizzare i rischi invece di scommettere su storie innovative capaci di rivitalizzare l’universo di Star Wars.

Un’occasione mancata (di nuovo)

La cancellazione di The Hunt for Ben Solo è diventata il simbolo di una gestione che sembra smarrire progressivamente il coraggio che ha sempre contraddistinto il franchise. L’idea di raccontare la redenzione di Ben Solo, con Adam Driver e Steven Soderbergh coinvolti, aveva tutte le carte in regola per restituire profondità e maturità alla saga, offrendo al pubblico una riflessione sul sacrificio e sulla possibilità di redenzione — temi centrali nella filosofia di Star Wars.

Tuttavia, la scelta di puntare solo su prodotti “sicuri” rischia di snaturare l’essenza stessa del marchio, nato proprio dall’audacia creativa di George Lucas e dal desiderio di esplorare nuovi mondi e nuove emozioni.

In definitiva, The Hunt for Ben Solo rappresenta l’occasione mancata di una nuova rinascita. Disney e Lucasfilm continuano a privilegiare la prudenza al rischio, ma così facendo rischiano di perdere ciò che ha reso Star Wars un fenomeno senza tempo: la capacità di sorprendere.

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