Chi è Rook Kast – Guida al Canon

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
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Rook Kast è una guerriera mandaloriana, nata su Mandalore nell’Orlo Esterno, che durante le Guerre dei Cloni guida i super commando del Collettivo Ombra al servizio di Maul. Cresciuta in una cultura guerriera, sceglie di legare il proprio destino a quello dell’ex Signore dei Sith, fino a diventarne uno dei suoi strumenti militari più fedeli e spietati.

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Missione allo Spire e battaglia di Zanbar

Nel 19 BBY, dopo che Maul è stato sconfitto in duello dal suo ex maestro Darth Sidious (The Clone Wars S5:E16) e imprigionato nella fortezza carceraria dello Spire su Stygeon Prime (Darth Maul: Figlio di Dathomir), Kast e il comandante Gar Saxon lo seguono fino al pianeta. Su mandato del Primo Ministro Almec, scelto da Maul come leader pubblico di Mandalore dopo la presa di potere sul pianeta, i due hanno il compito di infiltrarsi nel carcere e liberare il loro signore. Eliminano due droidi comando sul balcone del terzo livello, piazzano cariche esplosive sull’ingresso e penetrano all’interno, dirigendosi fino al livello sette dove Maul è detenuto. Una volta liberato Maul, i due mandaloriani sfondano la parete del carcere e lanciano una zipline verso il loro caccia Kom’rk di nome Nightbrother, il che consente a tutti e tre di fuggire e di raggiungere una base del Collettivo Ombra sulla luna Zanbar, ignari di essere stati tracciati dai Separatisti.

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Su Zanbar, Kast avvista diverse navi da sbarco C‑9979 in atmosfera e avverte Maul dell’arrivo delle forze separatiste. Lo scontro contro la Droide Armata separatista provoca perdite pesanti per entrambe le parti e culmina in un duello di spade laser tra Maul e il Generale Grievous, comandante supremo dei droidi. A bordo del Nightbrother, Rook Kast ordina al pilota di scendere in quota per permettere a Maul di balzare a bordo e, su ordine di quest’ultimo, lo porta via dalla luna, mentre le truppe superstiti si ricongiungono al grosso del Collettivo e si dirigono verso una base del Sole Nero su Ord Mantell.

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Ord Mantell, Vizsla Keep 09 e disfatta su Dathomir

Ad Ord Mantell City, Rook Kast prende parte a una riunione con Maul, Saxon, il leader del Sole Nero Ziton Moj e Fife, del Sindacato Pyke. Sapendo che il Conte Dooku, Grievous e la Droide Armata stanno per colpirli, Maul delinea un piano per affrontare le forze separatiste. Quando viene segnalato l’arrivo di uno shuttle da Dathomir con rinforzi dei Fratelli della Notte, Maul e Saxon vanno a riceverlo, mentre Rook resta indietro con l’incarico di informare gli altri dettagliatamente del piano. L’attacco separatista non tarda: la città viene bombardata dall’orbita e poi invasa da truppe di droidi, contro cui Mandaloriani, Sole Nero e Pyke combattono a terra. Nel frattempo Maul e Rook si agganciano alla nave da comando di Grievous, irrompono sul ponte e Maul minaccia di uccidere il Generale se non spegnerà l’esercito dei droidi, ottenendo così una rapida vittoria che porta alla cattura sia di Grievous che di Dooku, fino a quel momento impegnato con i Fratelli della Notte in superficie.

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I prigionieri vengono trasferiti al Vizsla Keep 09, un avamposto di rifornimento mandaloriano nascosto negli anelli di Phelbos, da cui Maul contatta Sidious per informarlo di essere in possesso dei prigionieri. Ben presto una task force della Repubblica Galattica guidata dai Generali Jedi Mace Windu, Obi‑Wan Kenobi, Tiplee e Aayla Secura attacca la stazione, dando inizio ad una furiosa battaglia contro le forze mandaloriane. Rook Kast avvisa Maul che due Jedi sono penetrati nell’hangar tre, circostanza che spinge Dooku ad allearsi temporaneamente con Maul per fronteggiare i nemici. I due Signori dei Sith affrontano i Jedi, causando la morte della Maestra Tiplee, mentre Kast lancia un missile che stordisce Windu e Secura e consente a Maul, Dooku e Saxon di abbandonare l’avamposto e di puntare verso Dathomir.

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Prima di entrare nell’atmosfera di Dathomir, Maul rivela a Dooku di essere consapevole che è in realtà un alleato di Sidious e fa puntare a Rook Kast un blaster alla testa del Conte, ordinandole di sorvegliarlo fino all’atterraggio al villaggio dei Fratelli della Notte. Quindi, Rook Kast consegna Dooku ai guerrieri dathomiriani, che lo scortano insieme a Maul in una camera considerata il cuore del potere di Madre Talzin, la strega dathomiriana ex leader delle Sorelle della Notte e madre di Maul. Mentre Talzin prosciuga la forza vitale di Dooku per riacquistare un corpo fisico, Sidious e Grievous arrivano in orbita su una nave occultata, sbarcano ed entrano nella camera. Talzin ha bisogno di tornare a un corpo fisico perché, dopo aver sacrificato la propria energia vitale per ricostruire Maul, rimane ancorata al regno degli spiriti e non può più esprimere tutta la sua potenza nel mondo materiale Queste vicende si verificano durante il massacro delle Sorelle della Notte ad opere dell’esercito di Grievous un anno prima, nel 20 BBY (The Clone Wars S4:E19).

Sidious e Grievous affrontano Maul e Dooku posseduto da Talzin in un duello con le spade laser. Rook Kast, rimasta sulla nave Nightbrother, subisce insieme all’equipaggio un devastante attacco delle forze separatiste. Dopo aver perso molte navi e senza rinforzi, il Sole Nero e i Pyke comunicano a Kast che non sosterranno più il Collettivo; lei li minaccia di inseguirli e ucciderli personalmente, ma i due chiudono la trasmissione, sancendo il collasso dell’alleanza.

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Avvertita da un commando dell’arrivo di una flotta d’invasione separatista, Kast vola fino alla posizione di Maul per avvisarlo che è necessario evacuare subito il pianeta. Talzin, nel frattempo riuscita a riprendere completamente forma corporea, blocca con la Forza i fulmini scagliati da Sidious e da un Dooku tornato in controllo di sé, intimando a Maul di fuggire. Di fronte al rifiuto del figlio, la strega lo scaraventa con la Forza verso la rampa del Nightbrother, permettendo a Rook Kast e al commando di afferrarlo e trascinarlo a bordo contro la sua volontà. Maul assiste impotente, urlando di dolore, mentre Grievous avanza e trafigge Talzin con le spade laser, uccidendola; subito dopo, Maul, Kast e il commando fuggono da Dathomir con il Nightbrother, mentre le forze separatiste si riversano sul pianeta devastando il villaggio dei Fratelli della Notte.

Assedio di Mandalore: trappole, contrattacchi e sconfitta

In seguito, Rook Kast e i super commando si riorganizzano su Mandalore, nella città cupola di Sundari (The Clone Wars S7:E9). Negli ultimi giorni delle Guerre dei Cloni, la resistenza mandaloriana guidata da Bo-Katan Kryze e la Repubblica Galattica lanciano una grande manovra di invasione del pianeta ancora controllato da Almec e silentemente da Maul, dando inizio all’Assedio di Mandalore. Almec incarica Rook Kast di contattare il resto del Collettivo, ricostituito, per informarli dell’attacco imminente. Successivamente, Kast scende nell’undercity di Sundari per attirare l’ex Padawan Ahsoka Tano: Saxon e altri super commando richiamano le truppe della Repubblica nelle condotte fognarie, mentre Kast aggiorna Almec sul buon esito del piano fino a quando la comunicazione viene interrotta dall’assalto al palazzo reale. Quando i cloni penetrano più in profondità, Kast li sorprende lanciando un esplosivo che li disorienta e li espone al fuoco incrociato dei super commando, fino a circondare Tano, momento in cui Maul fa il suo ingresso per affrontarla.

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Mentre Maul parla con l’ex Jedi, Rook Kast e gli altri mandaloriani continuano a tenerla sotto tiro, finché Tano attiva il suo comunicatore da polso richiamando i rinforzi. All’arrivo dei cloni, si scatena uno scontro a fuoco tra mandaloriani e truppe della Repubblica, mentre Maul e Ahsoka incrociano le lame. Rendendosi conto che non è ancora il momento dello scontro definitivo, Maul si ritira insieme a Kast e ai superstiti, che riescono a seminare i cloni nei tunnel e spariscono nelle profondità della città.

In un successivo contrattacco, i mandaloriani tendono un’imboscata alle truppe della Repubblica dirette a fortificare il Ponte C, catturando l’ARC Trooper Jesse. Portato al cospetto di Maul, Jesse è immobilizzato da Kast, mentre lo Zabrak utilizza la Forza per sondargli la mente alla ricerca di informazioni su Ahsoka Tano. Man mano che Jesse urla per il dolore, Kast lo tiene fermo e osserva con un sorriso, consolidando ulteriormente il suo ruolo di esecutrice spietata.

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Dopo l’interrogatorio, Maul contatta i leader dei sindacati del Collettivo Ombra per ordinar loro di nascondersi. Quando Saxon rientra dalla missione di assassinio di Almec, tenuto prigioniero in seguito a un assalto alla sala del trono, Rook lo informa della decisione di Maul, ovvero che ora vuole prendere direttamente il potere. Il Sith ricorda ai suoi due luogotenenti il loro ruolo nella sua liberazione dallo Spire e rivela a loro e ai mandaloriani riuniti il suo posto e quello di Dooku nel grande piano di Sidious, spiegando che presto la galassia sarebbe passata sotto un altro potere e che loro avrebbero prosperato nel caos. Rook Kast chiede cosa significhi tutto questo, e Maul promette ai guerrieri che, se dovessero cadere, moriranno sul campo di battaglia, galvanizzandoli per un ultimo assalto contro la resistenza mandaloriana e la Repubblica.

In questa ultima offensiva, Rook Kast e Gar Saxon guidano una carica contro le forze congiunte della resistenza e dei cloni mentre queste stanno evacuando i civili verso zone sicure. Kast avanza sparando con le doppie pistole blaster sulla massa dei soldati, abbattendo con facilità chiunque le si pari davanti, finché l’arrivo delle forze di rinforzo della resistenza capovolge la situazione. In prima linea tra i nuovi arrivati c’è Bo‑Katan Kryze, che ingaggia Kast in un combattimento corpo a corpo: la guerriera mandaloriana regge l’urto ma viene infine sopraffatta e costretta alla resa, insieme agli altri super commando, di fronte alla schiacciante superiorità numerica combinata dei mandaloriani lealisti e della Repubblica. Maul, a quel punto, abbandona i suoi e tenta la fuga, solo per essere sconfitto da Ahsoka Tano e catturato dalle forze repubblicane, segnando la fine immediata del dominio del Collettivo Ombra su Mandalore e il crollo dei piani di Rook Kast.

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Eredità, personalità, abilità e equipaggiamento

Tempo dopo, una sua immagine come membro del Collettivo Ombra viene inserita nell’“Indice delle Organizzazioni”, un compendio di sopravvivenza distribuito dal pilota Carson Teva nell’Era della Nuova Repubblica, a testimonianza della notorietà acquisita da Kast nelle reti criminali galattiche. Il suo profilo emerge come quello di una seguace feroce e assolutamente leale alla causa del Collettivo e di Maul: non esita a rischiare la vita in più occasioni per evacuare il suo signore, dimostrando reale preoccupazione per la sua incolumità su Zanbar e Dathomir. A differenza di Bo‑Katan Kryze e di molti membri dei Gufi della Notte, che rifiutano Maul come leader perché straniero e non mandaloriano, Kast non si lascia condizionare dalle origini del suo capo e lo serve fedelmente nonostante la sua estraneità al lignaggio mandaloriano.

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La sua armatura, in linea con quella degli altri super commando, è dipinta in rosso e nero per richiamare l’aspetto di Maul e porta il simbolo della mano nera del Collettivo Ombra sulla spallina destra. L’elmo si distingue dai tradizionali caschi mandaloriani per due prominenze appuntite sulla sommità, che ne accentuano il profilo aggressivo. Durante l’Assedio di Mandalore Kast impugna due pistole blaster WESTAR‑35.

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