Non è affatto un caso se i RPG a turni stanno vivendo una stagione così forte. Negli ultimi anni il genere è tornato molto più visibile anche fuori dalla sua nicchia storica, spinto da successi enormi come Baldur’s Gate 3 e, più di recente, Clair Obscur: Expedition 33, che ha perfino completato la rara “cinquina” dei principali premi Game of the Year. In questo contesto, la classifica aggiornata da GamesRadar il 19 aprile 2026 fotografa bene il momento: dieci titoli molto diversi tra loro, ma tutti capaci di mostrare quanto il combattimento a turni sia ancora uno dei linguaggi più elastici e appaganti del videogioco moderno.
La selezione alterna classici, uscite recenti e riedizioni tornate attuali, con un criterio piuttosto chiaro: non premiare solo il prestigio storico, ma indicare giochi che abbiano ancora senso da recuperare oggi, nel 2026. È anche per questo che la lista mescola produzioni enormi, perle indipendenti e JRPG più tradizionali, accompagnando ogni titolo con una “vibe” dominante, cioè il tipo di esperienza che offre più chiaramente al giocatore.
Dal 10° al 6° posto: tra sorprese indie, caos controllato e nuove conferme
In fondo alla top 10 compare Wildermyth, che GamesRadar colloca al decimo posto e descrive come una gemma indie ancora sottovalutata. Il suo punto di forza è il modo in cui lega il combattimento alle relazioni tra i personaggi: rivalità, amori, ferite e legami personali finiscono per avere un effetto diretto sulle battaglie. Subito sopra c’è Like a Dragon: Infinite Wealth, premiato per aver portato il sistema a turni della serie verso una formula più dinamica, con maggiore movimento e attacchi di prossimità che riescono a conservare l’energia da rissa tipica del mondo Yakuza. All’ottavo posto si inserisce In Stars and Time, uno dei titoli più particolari del gruppo, grazie al loop temporale che trasforma la progressione del party in qualcosa di più fragile, insolito e narrativamente molto coinvolgente.
La settima posizione va a Clair Obscur: Expedition 33, che ormai è difficile considerare soltanto una promessa mantenuta. GamesRadar lo descrive come uno dei giochi più memorabili del 2025, capace di fondere struttura a turni e interventi in tempo reale come parate e schivate, mentre il racconto dell’Expedition 33 contro la Paintress gli dà un respiro più drammatico del solito. Al sesto posto c’è invece OCTOPATH TRAVELER 0, che la classifica considera il capitolo più forte della serie in stile HD-2D grazie all’accento ancora più marcato sulla tattica, alla creazione del protagonista e alle battaglie con fino a otto membri attivi. Il gioco è stato effettivamente pubblicato il 4 dicembre 2025 come nuovo episodio della saga Square Enix.
Dal 5° al 2° posto: il peso dei classici e dei giganti moderni
La top 5 si apre con Dragon Quest XI S – Edizione definitiva, che continua a essere trattato come uno dei JRPG più solidi e puri in assoluto. La sua forza, qui, non sta nell’inseguire trovate eccentriche, ma nella semplicità: eroe prescelto, male antico da sconfiggere, crescita lineare del gruppo e turni leggibili, puliti, quasi rassicuranti. È un quinto posto che premia proprio quella classicità senza tempo che la serie continua a incarnare meglio di quasi chiunque altro.
Al quarto posto arrivano Pokémon FireRed Version e Pokémon LeafGreen Version, rientrati nel discorso attuale anche grazie all’uscita su Nintendo Switch il 27 febbraio 2026. La posizione è facile da capire: pochi giochi hanno saputo rendere così naturale il fascino della costruzione del party, del sistema di tipi e della progressione a turni. Non sono i capitoli più complessi del franchise, ma restano tra i più immediati e accoglienti, ed è proprio questa accessibilità a mantenerli così alti nella classifica.
Sul podio sale poi Baldur’s Gate 3, che per GamesRadar resta il riferimento più forte quando si parla di trasposizione videoludica della logica da gioco da tavolo. Regole di Dungeons & Dragons 5a edizione, ambienti manipolabili, scontri che cambiano in continuazione e un livello di libertà raro perfino tra gli RPG più ambiziosi: il terzo posto, in fondo, dice più della concorrenza altissima che non di eventuali limiti del gioco. Subito sopra, al secondo, c’è Fire Emblem: Three Houses, premiato per la sua fusione tra strategia militare, crescita delle unità e scrittura dei personaggi. Qui il combattimento non ruota più attorno a un piccolo party, ma a interi reparti, e il risultato è uno dei tattici più emotivamente incisivi della sua generazione.
Al primo posto c’è ancora Persona 5 Royal
In cima alla classifica rimane Persona 5 Royal, e la scelta ha una sua logica molto precisa. GamesRadar lo considera ancora il miglior equilibrio possibile tra dungeon crawling, gestione dei turni, progressione delle Persona e simulazione sociale. Ogni elemento alimenta l’altro: i rapporti sbloccano nuove opzioni, le fusioni ampliano le strategie, i dungeon hanno una forte identità e perfino gli scontri più ordinari raramente diventano routine. Non è semplicemente il numero uno per prestigio o fama: è il gioco che, più degli altri, continua a dare l’idea di un sistema rifinito in ogni angolo.
A rendere interessante questa top 10 è anche il suo taglio pratico. GamesRadar spiega infatti di aggiornare regolarmente la lista, privilegiando giochi ancora accessibili e all’altezza degli standard contemporanei, con controlli periodici per capire se le novità meritino davvero di sostituire uno dei titoli presenti. Per questo la classifica non suona come un museo del genere, ma come una fotografia viva del momento. E oggi, in quel momento, il re dei RPG a turni resta ancora Persona 5 Royal.


