Oscar Isaac è tornato a parlare di Star Wars e lo ha fatto con un tono molto più riflessivo che nostalgico. Ospite del podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz, l’attore ha ripercorso la sua esperienza nella trilogia sequel, soffermandosi sui film, sui registi e su una delle battute più discusse dell’intera saga. Il tutto mentre è di nuovo sotto i riflettori grazie alla seconda stagione di Beef, già disponibile su Netflix.
Il punto più interessante, però, è un altro: Isaac non ha chiuso affatto la porta a un possibile ritorno di Poe Dameron. Non ha lanciato annunci clamorosi né mostrato entusiasmo travolgente, ma ha lasciato intendere che, davanti al progetto giusto, l’ipotesi resta aperta. Ed è bastato questo per riaccendere subito l’attenzione dei fan.
Il risveglio della Forza resta il ricordo più forte

Parlando del suo percorso nella saga, Isaac ha indicato Star Wars: Il risveglio della Forza come l’esperienza più elettrica delle tre. Più che soffermarsi sul film in sé, l’attore ha ricordato l’atmosfera di quel momento: l’entusiasmo per un nuovo inizio, l’energia del set e l’incontro con J.J. Abrams, Daisy Ridley, John Boyega e di nuovo Adam Driver, con cui aveva già lavorato in A proposito di Davis. È il tipo di memoria che racconta bene quanto il primo capitolo della trilogia fosse vissuto, anche dagli attori, come un evento irripetibile.
Non è un dettaglio secondario. Nel parlare di Star Wars, Isaac non ha trasmesso fastidio o distanza, ma piuttosto il ricordo di una fase creativa intensa, travolgente, quasi febbrile. E questo rende ancora più interessante il modo in cui oggi guarda a Poe Dameron: non come a un capitolo da rinnegare, ma come a un personaggio che potrebbe anche tornare, a patto che esista davvero un contesto narrativo valido.
Il rapporto con Gli ultimi Jedi e con Rian Johnson
Isaac ha parlato con affetto anche di Star Wars: Gli ultimi Jedi, soffermandosi soprattutto sul lavoro con Rian Johnson. Il cuore del suo discorso è chiaro: sa bene quanto i fan sentano la saga come qualcosa di profondamente loro, ma allo stesso tempo ha apprezzato il tentativo di Johnson di lasciare un’impronta personale al film. Nel suo ricordo rientra anche la presenza di Benicio Del Toro, altro elemento che ha contribuito a rendere particolare quell’esperienza.
È un passaggio significativo, perché Isaac non si limita a difendere quel capitolo in modo generico. Fa capire, piuttosto, di averne apprezzato l’identità, il tono e il carattere autoriale. In altre parole, il suo discorso sembra suggerire che per tornare in Star Wars non basterebbe il richiamo del franchise: servirebbe una visione precisa, riconoscibile, non un semplice ritorno di routine.
La verità su “Somehow” Palpatine è tornato
Uno dei momenti più curiosi dell’intervista riguarda naturalmente Star Wars: L’ascesa di Skywalker e la frase “In qualche modo, Palpatine è tornato”, diventata negli anni uno dei meme più noti legati alla saga. Isaac ha spiegato che quella battuta nacque durante i reshoot, quando la produzione stava ancora cercando di rimettere insieme alcuni pezzi del film. Ha persino ricordato che in quelle riprese aggiuntive dovette usare una parrucca, perché nel frattempo aveva già tagliato i capelli.
La cosa più interessante, però, è che l’attore ha descritto quel periodo come una fase di forte movimento e continua riorganizzazione. In sostanza, quella battuta non era percepita sul momento come destinata a restare nella memoria collettiva. Lo è diventata dopo, quasi per inerzia culturale, fino a trasformarsi in un simbolo dei problemi narrativi associati al film. Isaac, da parte sua, l’ha raccontata con autoironia, senza cercare di riscriverne la storia.
Il ritorno di Poe resta possibile, ma senza annunci
Nel corso della conversazione, Isaac ha anche lasciato intendere di essere disponibile a tornare come Poe Dameron, purché esista “un mondo” in cui farlo davvero. È una formula volutamente aperta, che non suona come un impegno ma nemmeno come una chiusura. Lo stesso approccio emerge quando viene tirato in ballo il progetto mai realizzato The Hunt for Ben Solo: Isaac ha chiarito di non aver avuto alcun coinvolgimento diretto, pur dicendo che un film di Star Wars firmato Steven Soderbergh gli sembrerebbe qualcosa di notevole.
Al momento, comunque, il quadro ufficiale di Lucasfilm guarda altrove. I titoli già confermati e in evidenza sono The Mandalorian and Grogu, in uscita il 20 maggio 2026, e Star Wars: Starfighter di Shawn Levy, previsto per il 28 maggio 2027. Sulla base degli annunci ufficiali disponibili, Poe Dameron non figura in nessun progetto già presentato. Questo non esclude un cameo o un ritorno più avanti, ma oggi non c’è nulla di concreto da indicare come pista già avviata.
Ed è forse proprio questo a rendere interessanti le parole di Isaac. Non perché anticipino davvero un ritorno imminente, ma perché mostrano un cambio di tono rispetto a un passato in cui il legame con Star Wars sembrava più tiepido. Oggi l’attore non promette nulla, però nemmeno si sfila. E in una saga che vive anche di rientri inattesi, basta spesso questo per far ripartire le speculazioni.
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