Il ritorno di Star Wars al cinema è ormai vicino, e attorno a The Mandalorian and Grogu continua a crescere l’attenzione. Il film diretto da Jon Favreau sarà il primo capitolo cinematografico della saga dai tempi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, uscito nel dicembre 2019, e nelle ultime settimane Lucasfilm ha rilanciato la promozione con nuovi trailer e materiali ufficiali. C’è però un dettaglio che sta attirando parecchio interesse tra i fan: la possibile durata del film.
La durata indicata al momento è di 132 minuti
Nelle schede di alcuni circuiti cinematografici il runtime compare già con una certa precisione. HOYTS, ad esempio, segnala The Mandalorian and Grogu a 132 minuti, e IMDb riporta lo stesso dato tecnico. Non si tratta ancora di una comunicazione Lucasfilm presentata come definitiva nelle pagine promozionali ufficiali, ma il fatto che più schede convergano sulla stessa cifra rende il valore molto plausibile. In altre parole, la soglia delle 2 ore e 12 minuti oggi appare come il riferimento più credibile da prendere in considerazione.
Se i 132 minuti verranno confermati, The Mandalorian and Grogu si sistemerà nella fascia bassa delle durate cinematografiche di Star Wars. Resterebbe infatti più lungo solo di Una nuova speranza a 121 minuti, L’impero colpisce ancora a 124 minuti e Il ritorno dello Jedi a 131 minuti; sarebbe invece appena sotto Rogue One: A Star Wars Story, indicato a 133 minuti. Questo significa che non sarebbe uno dei film più lunghi della saga, ma nemmeno un capitolo sacrificato: semplicemente un’avventura più compatta rispetto a molti episodi usciti negli ultimi anni.
Il confronto con l’era Disney rende ancora meglio l’idea. Il risveglio della Forza ha una durata di 138 minuti, L’ascesa di Skywalker di 142, mentre Gli ultimi Jedi resta il caso più esteso con 152 minuti. Se il dato di 132 minuti dovesse restare invariato, il film con Din Djarin e Grogu si presenterebbe quindi come uno dei titoli più snelli del corso recente del franchise, più vicino alla struttura di un’avventura rapida che a quella di un kolossal dilatato.
Una scelta che può funzionare meglio di quanto sembri
Questo, in fondo, è il punto più interessante. The Mandalorian ha abituato il pubblico a una narrazione seriale, con una costruzione più distesa e il tempo per fermarsi su missioni laterali, personaggi secondari e momenti di atmosfera. Il film, però, sembra voler seguire una strada diversa. La sinossi ufficiale parla di una nuova missione per Din Djarin e Grogu in una galassia dove l’Impero è caduto ma i signori della guerra imperiali sono ancora sparsi ovunque, mentre la Nuova Repubblica prova a consolidare il proprio controllo. È un impianto da puro racconto d’avventura, e una durata più contenuta potrebbe perfino favorire ritmo, chiarezza e impatto spettacolare.
Anche il materiale promozionale diffuso finora va in quella direzione. Il film vedrà nel cast Pedro Pascal, Sigourney Weaver e Jeremy Allen White, con musiche di Ludwig Göransson, ed è stato girato per l’IMAX. Tutto lascia pensare a un progetto pensato per avere un passo più immediato, più cinematografico in senso classico, senza inseguire per forza la durata-monstre che oggi accompagna molti blockbuster. Non sempre un minutaggio più ampio coincide con una storia più efficace; a volte conta di più la capacità di arrivare dritti al punto senza disperdere la tensione.
Per ora, quindi, la lettura più corretta è questa: 132 minuti sembrano una stima molto solida, ma finché Lucasfilm non pubblicherà una scheda tecnica completa conviene considerarli ancora ufficiosi. Se però il dato resterà quello attuale, Star Wars: The Mandalorian and Grogu si presenterà come un film più agile della media recente della saga. E forse è proprio ciò di cui questo ritorno al cinema ha bisogno.
Fonte: Bespin Bulletin
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